Autunno in… Tag

autunnotagStavolta rispondo, probabilmente per ultima nella blogosfera, ad un tag, invitata da più blogger.
Poi comincerò a pensare alla prima recensione per Bloody Mary Challange, cercando qualcosa che faccia davvero paura!
Mission impossible quando trema la terra e ti lascia il cuore in gola per tutti i giorni e le notti. Qui lo sentiamo poco il terremoto, il letto che balla e il lampadario che dondola ma non mi riesco neanche immaginare l’angoscia, il senso di impotenza, il dolore psichico e la paura di chi vive in quelle zone. Mi dispiace!
Il ritardo nella pubblicazione di questo post sta appunto nel fatto che ci tenevo a verificare che i miei contatti di quelle zone stessero bene (no, bene non possono stare con la terra che trema ogni due per tre, ma che fossero salvi e vivi) e aggiungiamoci tutta una serie di problemi con la rete.

Autunno in… Tag
Quali sono le tre cose che ti fanno esclamare “è arrivato l’autunno!”?

LE REGOLE:

-Usare l’immagine del tag originale
-Nominare l’ideatore del tag Il mondo di Shioren (ma vorrei aggiungere anche i blogger che mi hanno nominata frutti di bosco blog , startfreelife , la stanza del silenzio e tutti quelli che posso aver scordato)
-Raccontare quali sono le 3 cose che ti fanno esclamare: “E’ arrivato l’Autunno!”

-Nominare 15 blogger

"Ciaooo! Quanto tempo! Come stai? smack! smack!"
“Ciaooo! Quanto tempo! Come stai? smack! smack!”

Il buio – Le giornate che si accorciano sempre più fino al solstizio di dicembre,  il cambio dell’ora da legale in solare che fanno piombare di botto al buio un’ora prima tutto d’un colpo, è la prima cosa che collego all’autunno.
Mi è sempre piaciuto girovagare sola nottetempo, per un periodo l’ho dovuto fare troppo spesso, così ho imparato a percepire il buio, le tenebre della notte come un ottimo riparo. Nell’oscurità non si dà nell’occhio, non ti vedono, se non come un’ombra indistinguibile e sgusci via veloce. Poi con le temperature autunnali finalmente ti puoi calare il cappuccio sulla testa e come con il cappuccio di Sigfrido (mitologia nordica e germanica, è una specie di mantello dell’invisibilità stile Harry Potter) sparire. Ti si può scorgere come una indistinta  silhouette nera che vaga per le vie, ma chi tu sia non si sa e riconoscerti non si può.
Vero che girare per città alle sette di sera, con la gente che entra ed esce dai negozi, si mette a guardare le vetrine illuminate, il traffico rumoroso ed indisponente anche se è già buio è decisamente altra cosa del ramingare a notte fonda ma, mi accontento.
Apprezzo il buio autunnale, isola, separa, dà un po’ più di privacy, insomma… dall’altra parte del marciapiede, se indossi giacca e cappuccio, è molto più raro che ti gridino sbracciandosi un “Ehi, Ciaooooo! Bloody Ivyyyy!“, attraversino la strada di corsa e tentino di abbracciarti e sbacciucchiarti con “Come stai? Quanto tempo! Smackkk! (bacio guancia dx), Smackkk! (bacio guancia sx)”. Voglio dire, per gli amici di vecchia data passi… ma le persone incontrate magari una volta sola e per caso, in qualche mostra, conferenza, presentazione, al bar, al supermercato? Sono asociale, lo so (ma la società è davvero pessima però).

totentanzI morti – Perché autunno è anche il periodo dei morti, quelli della notte dell’ultimo di ottobre e quelli dei primi di novembre. Non ci faccio un distinguo, intanto perché Halloween All Hallows Eve lo dice il nome, è la vigilia di Ognisanti, poi perché mi piacciono sia le zucche che i crisantemi (anche nella versione tortelli di zucca e insalata di crisantemi), e inoltre, devo averlo accennato più di una volta, il periodo letterario che più mi appassiona è il romanticismo, tedesco ed inglese per via dei riferimenti macabri, soprannaturali anche demoniaci, quindi cimiteri, Totentanz con gli scheletri e anime dei trapassati che in quel giorno possono ritornare e manifestarsi ai viventi, non mi disturba, rientra nel mio genere e anzi mi aiuta a meditare. Tutto è così breve, precario, incerto e come tutti, morirò anche io.
Non mi disturba neanche il lato commerciale della festa, i gadget sono carini: ragni, finte ragnatele, teschi, portacandele a forma di zucca… le feste a tema organizzate nei locali e alla fin fine, se uno vuol travestirsi da clown cattivo (il travestimento più gettonato per l’Halloween 2016) perché no?!
clownMa non lo sai che Halloween è notte di riti per i satanisti?“.
Sì, certo, oggi poi c’è la luna nera 😉 ma, nella stessa notte, oltre a una banda di ragazzi incapucciati o vestiti ad hoc, più pronti ad iniziare orge sessuali che a consacrarsi al Signore del Male, ci saranno per il mondo femminicidi, infanticidi, omicidi in generale, guerre, bombardamenti, uomini corrotti che trameranno per schiacciare innocenti o agiranno coperti dai loro amici potenti, violenze, fisiche e psichiche, sopprusi, ci saranno tante di quelle persone piene di odio verso altri che desidereranno tutto il male immaginabile per loro anche se non glielo potranno fare, e tante di quelle ingiustizie che aggiungeranno molto dolore e sofferenza al mondo… forse ci saranno individui che parleranno e programmeranno lanci di testate atomiche in caso di attacco, scienziati che studieranno gas, virus, armi biologiche da usare come armi… Insomma, per le persone “cattive” ogni giorno è quello adatto.

mulinelloIl mulinello di foglie secche – Non quando c’è la Bora, quella vera, sopra i 200 km/h che spazza e ripulisce meglio di un gigantesco aspirapolvere, ma quando soffia quel vento moderato, in grado di sollevare in alto le foglie facendole girare a mulinello.
E’ piacevole da osservare ma è anche una metafora tremenda (cioè non brutta ma da tremendus, qualcosa di talmente forte di cui si deve tremere, tremare ): siamo, senza saperlo, foglie secche che vanno tutte dove soffia il vento. 
In balia della bufera della discomunicazione, della manipolazione e della omissione dell’informazione ad hoc, cioè di chi ci sta preparando e plasmando come massa.
Foglie secche che volteggiano assieme, tutte d’accordo, con convinzioni uniformi e collettive, mentre è solo ignoranza pluralistica (la pensano in tanti così, non serve che vada a verificare, ad informarmi meglio) che piano piano sotto l’influenza sociale delle altre foglie fa accettare atteggiamenti, credenze, valori, per far tutte assieme gruppo, il gruppo delle foglie di quel mulinello.
foglie-autunnoInsomma per me è autunno quando si possono incrociare per strada i mulinelli di foglie secche che mi fanno ricordare di quanto poco ci voglia per finire nel vortice con le altre. Poi improvvisamente il vento cessa e le foglie cadono a terra nello stesso mucchio, pronte per lo spazzino.

Lo avete fatto tutti questo tag quindi nomino qualche blogger un po’ a caso, che magari non conoscete ancora e che potreste cominciare a seguire.
E’ stato un post un po’ così, sui generis, con il pensiero sempre al centro Italia dove in tanti  questa notte si aspettano ulteriori scosse e dove la terra tremerà per chissà quanto tempo ancora. Dire “mi dispiace” mi sembra così poco, banale e inutile ma non so cosa altro aggiungere.
🙁 🙁 🙁

 nomine:

Mark Dylan Sieber

ingv terremoti non è da inserire fra i  bloggy friends, ma è un blog dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nato per diffondere le informazioni sull’attività sismica in corso

la stanza di marilù

la novella vegana

i libri secondo arianna

memorie dal Po

Karen Gadient

immagine africa 

 

grazie per la lettura Bloody Ivy

5 Commenti

  1. Il mulinello delle foglie secche: m’ha sempre affascinato, e quand’ero piccola m’immaginavo mondi magici alla fine del turbinio del vento!
    Bacio
    Sid

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