Assenzio, il Pericolo Verde (Cap 5.1 storia Horror)

©Loredana di Biase
©Loredana di Biase

Tell me one last thing”, said Harry. “Is this real? Or has this been happening inside my head?”
“Of course it is happening inside your head, Harry, but why on earth shoud that mean that it is not real?”
(J.K. Rowling, Harry Potter and the Deathly Hallows)

 

qui le puntate precedenti

Diventò buio e fu come trovarsi in un’enorme e nera caverna.

Con quel tipo di disincarnati era impossibile spezzare il filo della suggestione e arrivava sempre, con molta pantomima, tutto il pacchetto: i pensieri ossessivi che assillavano fino a causare allucinazioni, la manipolazione mentale ed emotiva, il tremendo senso di oppressione.

Una fitta nebbia verde, pesante e impiastricciante come ragnatele bagnate ed ecco che, in felpato silenzio apparve. Non era un lui, non una lei, simili categorie non gli appartenevano. Anfitrione del suo spaventoso habitat creato apposta per farle credere inutile ogni speranza, prigioniera senza una via di fuga.

La prima volta che ne aveva incontrato uno aveva quattro anni, non se l’aspettava, non sapeva esistessero, nessuno gliene aveva parlato; si era mostrato come una malefica strega dai capelli lunghi e stopposi e da una certa distanza, lanciandole una saetta, la assassinò. Morì nel sogno sapendo cosa le stava succedendo e si risvegliò nel reale, frastornata.

Morire era una faccenda seria, da considerare e studiare con attenzione ma troppo difficile da capire per una bambina.

©Abigail Larson

Non poteva raccontarlo ai grandi, non le avrebbero creduto o peggio l’avrebbero presa in giro e allora memorizzò il sogno, per poterselo ricordare negli anni e comprenderlo quando sarebbe stata più grande. Passò i giorni seguenti a ripetere in continuazione come una filastrocca « Devo ricordarmi che la prima volta che sono morta nel sogno avevo 4 anni ».

Funzionò perché lo ricordava ancora quel sogno e i disincarnati non avevano smesso di apparirle.

Man mano che con l’esperienza e tante sconfitte, imparava a conoscerli e a opporgli resistenza ecco che le si presentava uno nuovo e più abile; come nei giochi dove superato il livello, in quello superiore si trovano nemici più spietati e assalti più violenti.

Arrivavano in silenzio e potevano apparire agli occhi della mente del sognatore con le sembianze che volevano, belli, brutti, strani o convenzionali; questo perché erano persone ma fatte della materia di cui sono fatti i pensieri. Erano pensieri maligni e pieni di rabbia, energia, frequenze, onde, vibrazioni. Ciò che guidava il flusso del pensiero era la volontà di opprimere.
Sono oppressori e con i loro pensieri possono influenzare ogni mente, come i manipolatori uomini o donne che siano, nel mondo reale; due nature diverse ma con uno scopo comune.

Si sentì chiamare, un richiamo a livello psichico.

Bastava ascoltarlo e iniziava ad infuriare la bufera nell’animo.
Seduttivo ma in realtà voleva tormentare, provocare crisi di angoscia, portare alla disperazione, distruggere. Sembrava il suo ex, stalker 4, ed era molto frustrante comprendere che persino nelle altre dimensioni, in altri mondi, si trovano esseri simili ma ormai non li temeva, neanche li odiava, non ne valeva la pena.

Viktor Oliva, Absinthe Drinker

« Cosa sta succedendo? ».
Non bisogna mai e poi mai rivolgere la parola ai disincarnati maligni, perché è come se un topino chiedesse al gatto affamato “vuoi giocare?”. Ma Nor aveva passato più tempo nel mondo dei sogni lucidi (dove nessuno sa quanto ci rimani perché ciò che a te sembrano anni al risveglio l’orologio mostra che erano solamente un paio d’ore) che con gli umani da sveglia.

« Dici di Assenzio? » e brillava di vittoria come un pescatore quando il pesce abbocca e la preda era lei.

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Assenzio era il nome che i media avevano dato a quel bolide o asteroide che fosse, di colore verde luminescente sfrecciato sopra i cieli dell’Europa lasciando una scia come le comete e sprigionando bagliori di luce verde innaturali tutt’intorno.

Assenzio nel ricordo del liquore verde e amaro conosciuto come Le péril ver, il pericolo verde, o La fée verte la fata verde, con riferimento al colore della bevanda che poteva superare i 70 di gradazione alcolica e per l’atmosfera pericolosa, maledetta, nella quale si perdevano le persone che lo consumavano.

Pablo Picasso, bevitore d’assenzio

L’assenzio era prediletto da poeti, pittori, scrittori e artisti in generale che cercavano visioni ed allucinazioni per le loro opere d’arte.

Il liquore proibito che fa viaggiare in spirito e mente attraverso il tempo e il mondo dei sogni.

Distillato di erbe, alcune allucinogene e con l’aggiunta di sostanze tossiche per raggiungere stati allucinatori e conferire all’assenzio la fama di stravolgere mente e spirito.

Pareva che il suo uso potesse proteggere dal tifo, dal colera, da altre gravi malattie e così a scopo preventivo venne consumato indistintamente un po’ da tutti.
Per i forti bevitori fu così come vivere dentro sogni lucidi, svegli ma fra allucinazioni e visioni proprio come era successo a molti dopo il passaggio di quel meteorite verde assenzio e ancora non se ne era scoperto il motivo.

Era stato il liquore preferito di Vincent Van Gogh che ne faceva largo consumo. Si dice che le immagini e i colori distorti delle sue opere siano stati creati nello stato di trance, quando il pittore si abbandonava all’assenzio, il pericolo verde.

“Believe only half of what you see and nothing that you hear”. Edgar Allan Poe

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Prestare attenzione ad un disincarnato, ad un pensiero di quel tipo, obnubilava la mente come se si avesse cominciato a sorseggiare l’assenzio, bisognava andarci cauti.

« Che significa? »
« A voler bere l’assenzio senza fare attenzione a se stessi ci si avvelena! ».
« Neanche nei sogni di Twin Peaks c’è tanta confusione.»

 

to be continued…. (le puntate precedenti QUI)

grazie della lettura Bloody Ivy

 

 

5 Commenti

  1. Qui può succedere proprio di tutto, sono curioso di vedere il séguito.
    C’è solo un paragrafo in cui i pronomi ti hanno giocato un brutto tiro (): “Man mano che […] imparava a conoscerli e ad opporgli resistenza (metterei *opporre loro…) ecco che le si presentava uno nuovo e più abile” (mancherebbe un elemento, che purtroppo appesantisce. La variante meno ingombrante che mi viene in mente è: ecco che a lei se ne presentava uno nuovo).

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)