Angeli Piangenti e Tempo Manipolato

Don’t blink. Don’t even blink. Blink and you’re dead. Don’t turn your back. Don’t look away. And don’t blink.
(Doctor Who)

E se le idee avessero una coscienza propria?
E se i nostri sogni esistessero a prescindere da noi?
Quando questo accadrà e diventerà reale vorrà dire che il tempo sarà arrivato: il tempo degli Angeli.
(Il tempo degli Angeli, Doctor Who quinta stagione, 4 e 5 puntata)

I vostri mostri preferiti?
Intendo mostri “finti” e cattivi, come possono esserlo Freddy Krueger, Valak, Annabelle, Samara, il Grinch, Candyman… perché di mostri veri ce ne sono troppi e quelli si possono solo detestare.
Intendo quelli che sareste più pronti a fronteggiare perché già ve lo sentite dentro che la vita ve li farà incontrare (ok, Chucky la bambola assassina è improbabile ve la regalino per Natale ma sto parlando per metafora, metafore del male).

I miei (non solo miei, perché hanno tanti fan) sono gli angeli piangenti, the weeping angels, che di tanto in tanto appaiono nella serie del Doctor Who.

Angeli piangenti è il nome dato a quelle statue di angeli che si possono trovare vicino alle tombe nei cimiteri; hanno un’espressione desolata, sguardo rivolto verso il basso come per nascondere le lacrime e così i bambini chiedono: “Se è felice in Paradiso, perché il suo angelo è così triste?” (a me, fra l’altro, i grandi rispondevano in malo modo con un sgarbato “Sei piccola e non capisci!”, N. d. A.)  🙁

Gli angeli piangenti del Doctor Who invece, sono statue di angeli ma solo all’apparenza, in realtà il dottore li descrive come le creature più potenti e infinitamente malvagie che l’universo abbia mai prodotto. Vengono dall’inizio del mondo e sono antichi quanto il tempo.
Esistono e non esistono; questo è dovuto alla loro natura quantistica. Non esistono quando vengono osservati perché nel momento in cui sono visti, simultaneamente per correlazione quantistica, sono statue di angeli e, appena si distoglie lo sguardo dalle statue, ritornano ad essere. In pratica non possono essere visti e contemporaneamente esistere, o l’uno o l’altro; non scelgono loro, sono bloccati dalle leggi quantistiche.

Non si possono uccidere perché se li vedi non esistono e comunque, sono immuni a tutti i tipi di armi e in grado di riformarsi se distrutti nella forma di pietra. Questo modo di essere è un’arma di difesa eccellente ma, non possono neanche rischiare di guardarsi tra loro perché se due angeli piangenti dovessero guardarsi l’un l’altro non sarebbero che statue di pietra, finché una forza esterna non arrivi a spostarli. Per questo motivo, come le statue-davvero-statue degli angeli piangenti nei cimiteri, si nascondono il volto e si coprono gli occhi come se stessero piangendo e li si è chiamati così.
La stessa cosa capiterebbe se un angelo dovesse vedersi in uno specchio: il riflesso dell’angelo lo pietrificherebbe finché non fosse spostato lo specchio.

Quindi, possono muoversi e attaccare solamente se non visti. Dapprima, notandoli, sembrano statue con due belle ali, un vestito da angelo e un viso dall’espressione serena ma, mentre si avvicinano alle vittime si trasformano in un aspetto sempre più demoniaco, con bocche spalancate, denti aguzzi e mani artigliate.
Sono di una velocità estrema e appena si vedono queste statue (ma di ogni tipo di statua sarebbe meglio non fidarsi troppo 😉 ) bisogna cominciare a fissarle senza distogliere lo sguardo, mai voltare la schiena per scappare, non girare la testa e nemmeno sbattere le palpebre. Sembrano rallentare più si avvicinano alla preda ma è il loro modo di “giocare con il cibo”.
Possono spostare le persone attraverso lo spazio e il tempo; basta un loro tocco e le vittime vengono spedite indietro nel tempo e costrette a vivere in un’epoca diversa, così l’angelo piangente può nutrirsi della energia potenziale degli anni in cui quella vittima avrebbe vissuto nel presente.
Il loro punto debole è che possono venir avvelenati ed annientati dai paradossi temporali. Per la gente comune e senza Tardis però, non è così semplice realizzare una timeline alternativa o dei futuribilia (come amano chiamarli i filosofi).

Bisogna guardare le statue ma senza fissarle negli occhi,  perché in quel caso possono impossessarsi delle vittime entrando attraverso gli occhi; si insediano nella loro memoria e prendono controllo della loro mente.

Uccidono raramente una vittima poiché questo spreca energia, a meno che all’angelo non serva impossessarsi del corpo per comunicare senza blocchi quantistici con altri esseri (umani o signori del tempo); in questo caso le spezzano il collo, rimuovono la corteccia cerebrale e riorganizzano una versione della coscienza della vittima per parlare e conversare attraverso la voce e i sensi della loro vittima.
Fra di loro invece sono in grado di comunicare, probabilmente telepaticamente poiché lavorano spesso in gruppo.

Gli angeli piangenti preferiscono prendere l’energia dagli uomini ma, se necessario possono nutrirsi da altre fonti, come radiazioni e luci elettriche, che cominciano a tremolare quando gli angeli ne assorbono l’energia.
Se un angelo resta senza energia troppo a lungo comincia a decadere fino a trasformarsi in pietra e restare così anche se non viene osservato da nessuno, fino a perdere del tutto la sua esistenza fisica (anche se può esistere come immagine o su base concettuale).

Inoltre l’immagine di un angelo piangente (una foto, un video, un disegno…) diventa essa stessa un angelo, “that which holds the image on an angel, becomes itself an angel”.
Sono capaci di proiettarsi attraverso le immagini e ciò suggerisce l’idea che siano entità tanto fisiche quanto concettuali.
Usando questa abilità gli angeli possono dirottare apparecchiature audiovisive nonché imprimere un’immagine di se stessi sulla cornea di chi, guardando le statue per non farsi catturare, le fissa diritto nei loro occhi, infettando così i centri visivi della vittima e influenzandola mentalmente.

Oltre alla manipolazione temporale, alla possessione mentale, alle crepe nel tempo e nello spazio, alle dimensioni temporali del passato dove trasferiscono le vittime, all’energia per loro velenosa dei paradossi temporali, si potrebbero aggiungere altre cosette. Per esempio, gli angeli piangenti esistono anche come cherubini e si possono sentire le loro risatine infantili anche prima di vederli, o meglio, vedere statue di angeli bambini, ovviamente.

Ecco, gli angeli piangenti sono nella top ten dei miei mostri preferiti.
Esposto così sembra parecchio infantile come discorso e non mi si può neanche più zittire con “Sei piccola e non capisci!”, ma è questo concetto del tempo che può essere riscritto e che così spesso si trova in Doctor Who che mi attira così tanto, così tanto…

…E qui, per finire a modo, dovrebbe partire la musichetta con la sigla. 😉

grazie del tempo lasciato in questo post Bloody Ivy