Allucinazioni, Illusioni, Fake news

E a fenomeni allucinatori, come state?
Io come il solito, grazie! Ma nella storia che mi sto divertendo a scrivere  li sto facendo comparire e quindi, per forza di cose, ci sto facendo più attenzione del solito.
Con le allucinazioni è bene non scherzare troppo, però… l’abbinamento “allucinazioni, quindi schizofrenia” non regge, perché sarebbe come dire “italiano quindi mafioso” e invece le cause possono essere davvero tante, brutte (l’Alzheimer, demenze, l’ictus, varie sindromi, intossicazioni, malattie a base neurologica, tumori, Parkinson, aneurismi, processi neuro degenerativi, droga, eccetera) o “neutre”.

Per neutre intendo quelle che possono capitare a persone sane e normali messe in certe particolari condizioni.
Le mie, per esempio, sono banali, delle più scontate, praticamente le tipiche allucinazioni dell’uomo medio (però mi rifaccio con incredibili sogni eh!?).
Visive? Le ho, perché quando sono mentalmente esausta leggo fischi per fiaschi e scrivo “lucciole” pensando di digitare “lanterne”. Dislessia da stanchezza, è un fastidio che mi porto dietro da sempre, come la mia stanchezza, che è praticamente cronica.
Odori fantasma? Yesss, quando mi capita di saltare qualche pasto e digiunare per troppe ore di seguito, ecco arrivarmi ad ondate l’effluvio di pollo arrosto; e dal profumo capisco che la pelle è deliziosamente croccante, è cotto a puntino e morbido ai morsi. Allucinazione di per sé curiosa, perché non amo particolarmente il pollo e preferisco di gran lunga la pizza.

Uditive? Non ci facciamo mancare neanche quelle, no. L’ultima mi è capitata nel periodo delle feste di fine anno, nel 2015. Avevo una persona, a me molto cara, moribonda in ospedale. La prognosi dei medici era che avesse le ore contate, ma è riuscita a resistere quasi quattro giorni: Vigilia, Natale, Santo Stefano e qualche ora. Visti i giorni festivi e la morte imminente ero rimasta lì, fissa, senza dormire e sostenendomi esclusivamente grazie agli energy drink. Le voglio molto bene (dico “voglio” e non “volevo” perché, anche se è deceduta non è che per questo l’affetto passa) e non è stato un disagio ma caso mai un onore, starle accanto in quelle ore, però poi nel giorno seguente al trapasso i suoni dell’ospedale, dei macchinari che controllano pressione, battito cardiaco, i fischi, i campanelli, i passi e le voci degli infermieri, il telefono che squillava, sono continuati e me li sono portata ovunque. Mi avessero bendata, avrei potuto giurare di essere ancora in quel reparto per quello che il mio cervello voleva convincermi di sentire.

Strano? Neanche troppo, perché questo tipo di allucinazione è conosciuta come quella “del medico”; di chi fa turni che possono durare più di trenta ore consecutive senza potersi riposare, prestando sempre la massima attenzione ad ogni cosa e con gli stessi monotoni suoni dei macchinari ospedalieri nelle orecchie. Poi, una volta tornati a casa e crollati sul letto per dormire, nella testa quei suoni continuano ad udirli ancora. Le allucinazioni si sovrappongono alla percezione del mondo reale.

Insomma, almeno per ora, se non ci sono malattie e demenze pronte ad assalirmi all’improvviso, ho le classiche allucinazioni “normali” che capitano a milioni di altre persone comuni; e che mi ricordano di dubitare un pochino della realtà appresa usando i 5 sensi, perché non è detto che vista, olfatto, tatto, udito e gusto siano infallibili.

Supercalifragilistichespiralidoso! Anche se ti sembra che abbia un suono spaventoso, se lo dici forte avrai un successo strepitoso, Supercalifragilistichespiralidoso!

Ma ce ne sono anche di altri tipi; alcune capitano praticamente a tutti e così nessuno ci fa caso.
Forse non si possono neanche definire allucinazioni, ma una sorta di illusioni temporali. Il loro nome l’ho scoperto per caso in un libro letto qualche mese fa, il fenomeno al quale fanno riferimento lo conosco, da una vita.
Zeitrafferphänomen!!!
E va pronunciato da convinti e con una certa enfasi, come faceva Mary Poppins con Supercalifragilistichespiralidoso, e “anche se ti sembra abbia un suono spaventoso, se lo dici forte avrai un successo strepitoso”:  Zeitrafferphänomen!

Zeitrafferphänomen è un termine tedesco (natürlich!!!) che denota un film girato o proiettato con l’acceleratore e fa riferimento alla compressione inconsapevole del tempo. È la mente che crea la sua realtà temporale e può dare la convinzione che il tempo voli e si dissolva troppo in fretta oppure che le giornate siano troppo lunghi e il tempo non passi mai.
Sensazioni che hanno provato tutti? Sì, ma c’è anche chi non guarda la tv perché le immagini scorrono troppo in fretta o chi si alza alle sei del mattino, lavora, fatica, si muove e quando pensa di essere arrivato ormai a fine giornata scopre che non sono ancora le nove. Ed è da un po’ che questi fenomeni  vengono studiati come allucinazioni, perché simili modificazioni dei meccanismi del tempo che entro certi limiti avvengono in tutti i cervelli, possono essere sintomi di lesioni vascolari, tumori al cervello, ictus, epilessie…
.

L’aspetto temporale della realtà è percepito da meccanismi nervosi della coscienza; il senso del tempo non è lineare e coinvolge tutto il cervello. Si conoscono molte aree corticali e sottocorticali che creano il senso del tempo ma le relazioni con i molti circuiti e le connessioni a breve e lunga distanza sono ancora poco conosciute.
Ma poi c’è anche lo stato onirico, nei sogni, dove il tempo scorre in modo diverso da quello della veglia e le informazioni, acquisite da svegli ma non accessibili perché rimaste non coscienti cercano di presentarsi in altri modi.
Insomma, ci sono mondi, galassie intere da scoprire, nello spazio come nella mente e lo studio delle allucinazioni è uno dei punti di partenza. Nell’allucinazione è un po’ come smarrire se stessi, si perde la capacità di distinguere il vero dal falso, si annebbia la comprensione della realtà. 

Non è che le menzogne delle fake news (una forma sottile e larvata di illusioni) di questo periodo chiamato Post Verità provochino effetti tanto diversi dalle allucinazioni: fanno vivere in una verità frustrata, inquinata, malata.
Sono ambedue fessure attraverso le quali si può facilmente penetrare ed alterare la mentalità.
E sì, perché viviamo in un mondo allucinato oramai 🙁 .

grazie della lettura,
l’allucinata (anche perché  stanca morta) Bloody Ivy 

Ps. il post l’ho scritto a braccio, che significa semplicemente “di getto” e non necessariamente “sparando le prime cavolate che passano per la testa” però per il Zeitrafferphänomen mi sono appoggiata a questo testo, letto, sottolineato, apprezzato,  che non posso non consigliare. (Ibs lo dà primo nella classifica – Astronomia, spazio e tempo – Tempo cronologia)

 

12 Commenti

    • vado ad aggiungere il link del libro dove nello specifico ho trovato l’allucinazione temporale; stanotte ero troppo cotta dal sonno. E’ di un professore di neurochirurgia e neurologia ma scrive in modo chiaro e interessante. Non poteva che interpretare le allucinazioni secondo il suo preparatissimo punto di vista.
      Questo non significa che non ci sia altro, ma molto, molto, molto altro. Più che convinta 🙂

      • Ovviamente…La scienza ha un limite che difficilmente le permette di immagare altro dal tangibile e dimostrabile purtroppo. Anche se qualcosa con la teoria dei quanti si sta muovendo…

      • Ovviamente… La scienza si pone dei limiti naturali che non le consentono di immaginare il non tangibile e non dimostrabile… Anche se per fortuna con la teoria dei quanti sembra che qualcosa si stia muovendo

  1. Pensare all’alterazione della percezione del tempo come qualcosa non di astratto e soggettivo, ma basato su elementi fisici, come una seppur minima lesione cellulare è molto interessante, “lunga vita alla carne”!

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)

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