Breve Riassunto della Storia Horror che forse un Giorno Terminerò

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© Loredana Di Biase –
Passion flower

Ho avuto una settimana decisamente piena di colpa di scena, belli e brutti, alternativamente; una faticaccia psichica. Alla fin fine ne sono uscita senza collasso nervoso, depressione o mandare a quel paese nessuno e quindi tutto sommato sono stata brava.
Invece di un post lungo e serio (non ne avrei il tempo, è notte fonda, “l’ora del diavolo” dei film horror, le 3:30 e oggi la sveglia mi suona prima delle sette  🙁 ) ne approfitto per scrivere un breve e veloce resoconto di quanto successo finora nella storia horror in fieri (modo elegante per dire “ancora in alto mare”), da lasciare nell’indice con l’elenco delle puntate in modo che non sia necessario leggere le puntate precedenti per capirci qualcosa della storia, ma solo un sbrigativo resoconto che non è una vera sinossi né un riassunto delle puntate precedenti. Molto meno ma più breve e veloce, perché il tempo è prezioso per tutti.

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Quattro amiche.
Zdenka, passionale e fin troppo grintosa, per restare tranquilla fuma una sigaretta dietro l’altra e, dove non è possibile, si butta sui dolci per l’effetto serotonina all’umore, però così è perennemente il sovrappeso e con il fiato corto. Leale.

Celestina, piena di dubbi di fede… nella Giustizia, perché se la Giustizia non esiste allora ai corrotti tutto è permesso. Continua a difendere gli innocenti pur sapendo che l’esito del processo spesso dipende dagli intoccabili ai quali non si può andare contro; continua a prendersi cura dei colpevoli che le chiedono aiuto, spesso poveri ed ignoranti, i tipici soggetti deboli che altri avvocati lascerebbero diventare capri espiatori. Pratica, strategica, e come richiede la professione, un poco stronza.

Anna Nora, battezzata con i nomi delle nonne per ricordarle chiamandola. Lei avrebbe preferito un nome tutto suo che facesse pensare solo a lei. Per questo si fa chiamare Nor, l’abbreviazione di Nora ma a lei piace per il significato inglese: neppure, nemmeno, neanche, né. Ed è più che mai appropriato perché rende l’idea di quanto sia complicato catalogarla come persona.

Jolanda, per tutti Jole. Presta troppa attenzione all’apparire e qualche chilo di troppo, qualche brufolo e le occhiaie più gonfie del solito sono capaci di rovinarle la settimana. È intelligente, e lo percepisce che i motivi del suo sentirsi così frustrata sono altri e ben più profondi ma lei non li vuole portare alla luce, non è ancora in grado di affrontarli. Nor quando le sta vicina riesce a sentire tutta la sua disperazione che è talmente forte ed imperiosa da irraggiare da lei come radiazioni.

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Trieste. Città di mare e vento, incrocio di storie, culture, etnie e, dopo il passaggio di una strana meteora dalla coda verde come quella delle stelle comete, anche di altre dimensioni.
È come se una realtà sempre presente ma finora nascosta iniziasse a mostrarsi.  È  un po’ come vivere nella realtà aumentata, dove appaiono ologrammi che non possono essere reali, ma lo sembrano.
È come se le allucinazioni ipnagogiche dei sogni lucidi non cessassero del tutto da svegli ma proseguissero durante il giorno.

La paura della follia e della perdita della ragione comincia a diventare uno stato d’animo comune a molte persone.

Zdenka inizia ad avere allucinazioni spaventose durante il giorno e di notte sono anche peggiori.
Nor prova a raccontarle di come ci si muove nei sogni lucidi che lei ha sempre avuto, di questo si tratta e quanto crede di vedere non la deve spaventare. Poi però, quella stessa notte, dopo chissà quali orribili visioni, il cuore spaventato di Zdenka cede.

© Loredana Di Biase

Nor è dalla nascita che vive esperienze particolari che a lei sembrano del tutto naturali, ma dal passaggio di quella scia verde è come se fosse rimasta avvelenata anche lei. Il tempo nei sogni lucidi scorre in modo diverso e, quelli che sembrano giorni al risveglio si scopre essere stati solo una decina di minuti, ma adesso nei sogni ci resta per degli anni, anche se al risveglio sono passate un paio d’ore al massimo.
Non sono bei sogni, neanche incubi, è piuttosto come se la stessero educando, addestrandola. E i disincarnati malvagi, persone fatte di pensiero e quindi in grado di mostrarsi tramite allucinazioni e di manipolare le menti, parlano  dei confini fra sogni lucidi e stato di veglia che non esistono più, facendoli apparire contemporaneamente come se le due dimensioni fossero collassate in una.
E gli uomini sono così stupidi e deboli che non resisteranno, pensano.

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Ecco, una specie di riassunto di quanto scritto fin qui nelle puntate.

grazie della lettura Bloody Ivy

 

 

 

 

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Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)