25 Fatti Libreschi Su Di Me – Tag

Reading - Zhiei Tu (Cina, 1951)
Reading – Zhiei Tu (Cina, 1951)

La  corte di belial mi chiede, nominandomi in un Tag, di raccontare 25 fatti libreschi che mi riguardino.
Grazie di aver pensato a me quella volta, tanto tempo fa, quando mi hai taggata! 🙂
Sono una ritardataria cronica con i Tag e molti mi si perdono per strada. Nasty situations, ed è giusto essere umile e realista: non riesco a starci dietro a tutti i tag in cui mi si nomina, anche se mi diverto tantissimo con questi giochini.
I’m so sorry, sono solo una blogger della domenica e postare ad un ritmo maggiore non mi riesce.

1 I primi libri della mia vita sono stati quelli di Charles Lutwidge Dodgson, che però si firmava usando come pseudonimo Lewis Carroll (sottolineo il fatto perché anche a me piace firmarmi Bloody Ivy sul Blog 🙂 ): Alice nel paese delle meraviglie e Alice attraverso lo specchio. In realtà  furono una sorta di audio – libri, cioè c’era zia Licia che mi leggeva un capitolo ogni mattina, a patto che io mangiassi qualche biscotto per colazione prima di andare all’asilo. E mentre lei leggeva, nella mia testa vedevo le scene scene come in un film.

2 Poi sono arrivati i due volumi, della prima e seconda serie di avventure di Pippi Calzelunghe, Astrid Lindgren. Anche questi me li lesse zia chiedendo che in cambio io facessi colazione, ma ormai sapevo contrattare. Due biscotti, ma lei doveva leggere con il libro appoggiato sul tavolo e seguire il testo con il suo dito in modo che anche io lo potessi seguire, parola per parola, una sorta di sottotitoli come quelli dei film.

3 Alla fine un audio libro vero, me lo regalarono per davvero: Le avventure di Pinocchio, Collodi. E io ormai sapevo come fare per seguire con il mio dito le parole scritte se qualcuno se diceva. Così è a forza di ascoltare la lettura di Pinocchio e seguirla con dito che imparai a leggere.
Mi piacevano così tanto i capelli turchini della fata che mi feci comperare la parrucca con le trecce celesti e la portai per 3 anni di seguito, in realtà me la permettevano solo nel periodo del Carnevale perché “I capelli turchini, ma dove si è mai visto!?! Sei ridicola!“. Non ero ridicola, anticipavo i tempi.

plomb4 Fra Pinocchio e l’inizio della scuola non ci furono più libri perché, dicevano, ero troppo piccola. In compenso mi abbonarono a Topolino che resta da allora il mio settimanale preferito. Imparai a comunicare con un linguaggio colorito anzi onomatopeico da fumetti; per dimostrarmi sorpresa dicevo “gulp!” “stragulp!” e se qualcosa si rompeva aggiungevo : “crack!”.
Ora ho anche il mio disegnatore preferito: Silvia Ziche. Brava Silvia! clap clap clap! smack!

5 Alle elementari maestra Nevenka (l’ho ritrovata su Facebook a commentare i post del quotidiano cittadino) ci faceva leggere libri meravigliosi. Per esempio Marcovaldo“, Italo Calvino, o “La fattoria degli animali“, George Orwell; ok, a quell’età capivamo solo la storia e non le implicazioni politiche, ovviamente (non che ora mi interessi di politica più di allora), ma imparai che se non si conoscono bene i funghi  è meglio lasciarli dove si trovano per non rischiare una corsa all’ospedale per lavanda gastrica urgente (funghi in città), che anche i fiumi dove l acqua è più blu possono essere inquinati (dov’è più azzurro il fiume), che chi dice “siamo tutti uguali” ma poi aggiunge strane postille è un arrogante, prepotente egoista, che si crede migliore del prossimo ma resta un maiale.

6 Animal Farm è stato anche il primo libro in lingua originale che ci fecero leggere al liceo linguistico; io andai liscia e tranquilla e facendo pure bella figura. Tutto ciò solo grazie alla maestra Nevenka che ce lo aveva fatto leggere e spiegato in classe così bene alle elementari.  :mrgreen:   :mrgreen:   :mrgreen:

7 Ormai nelle librerie “di mattoni” compro poco o nulla.

8 In compenso con Ibs sono arrivata ad avere la tessera di platino, da quanto li ho fatti arricchire con le mie compere. Il fatto è che ormai compro libri piuttosto specialistici se non di difficile (estremamente difficile) reperibilità e ho notato che se insisto (e ormai l’hanno capito che insisto) anche quelli introvabili saltano fuori. Magari grazie al mercato dell’usato…

Pierre Mornet
Pierre Mornet

9  Sono una sottolineatrice ossessiva compulsiva di libri! Sottolineo con evidenziatori, pennarelli colorati e mal che vada con solo la penna biro, uso la sottolineatura singola, doppia, ondulata, a cappette, metto tondini attorno alle parole chiave del capitolo, perché… ormai ho elaborato un  mio personalissimo metodo! 

10 A margine delle pagine metto simboli (freccette, stelline, tondini) di cui solo io so il significato e, se non bastasse, a margine ci scribacchio anche le note.

11 Uso post it colorati come etichette  con le parole chiave che spuntano dalle pagine dei libri per trovare subito quello che mi serve.

12 Se non ho post it mi arrangio con i segnalibri.

13 Senza post it né segnalibri piego l’angolo superiore o inferiore della pagina con quella che in molti definiscono blasfema orecchia d’asino e ci scrivo una o due parole per potermi ricordare il perché l’avessi ritenuta tanto importante da piegarla. Angolo superiore ed inferiore non sono uguali, e posso anche piegare la pagina a metà, a seconda di cosa voglio segnalare. 

14 Preferisco i libri cartacei. In fondo, potrebbe capitare qualcosa di apocalittico da un momento all’altro: una pioggia di meteoriti, una guerra nucleare, un’invasione di zombie, e si sa che la prima cosa che fanno in questi casi è togliere l’elettricità. Ok, magari li preferisco anche per altri più banali motivi… 

15 Mi piace leggere ovunque possa capitare l’occasione, per questo ho sempre qualcosa da leggere con me e distinguo i libri in due macro categorie a seconda del peso e della grandezza: libri da camera e libri da borsetta (borsetta è un eufemismo, borse da mare le chiama mia figlia, nel senso che volendo ci starebbero dentro asciugamano, crema protettiva, materassino, pinne, maschera sub e boccaglio, ma io le uso per città).

16 Si hortum in bybliotheca habes, deerit nihil, Se nella tua biblioteca hai anche un giardino, allora non ti manca più nulla (Cicerone, Epistulae ad Familiares, IX, 4: Cicero Varroni). Descrive bene la vita che vorrei fare 🙂

17 Ahimé, mentre leggo, come sotto l’influsso di una tremenda maledizione, l’orologio scandisce i minuti troppo velocemente e il tempo scorre più in fretta. 

18 Preferisco i libri alla TV, così il film me lo creo io con la fantasia. Ma il massimo è avere la trilogia scritta e poi guardarsi pure la serie televisiva.

19 Ho un debole per i romanzi e racconti horror, con demoni, pandemie spaventose, anticristo, spettri, zombie.

Joseph Farquharson (1846 – 1935), Summertime
Joseph Farquharson (1846 – 1935), Summertime

20 Mi piacerebbe trovare il tempo per scriverlo io un horror, ma a meno che non mi mettano isolata per una lunga quarantena, la cosa resta improbabile. 

21 Non mi piace che mi si interrompa la lettura senza un valido motivo con cose tipo “Ciao! Cosa leggi?” (Ci conosciamo? No! Cambia qualcosa rispondendoti che leggo un autore piuttosto che un altro? No! Perché evidentemente la tua intenzione è cercare di socializzare, togliendomi il poco tempo disponibile che avevo deciso di dedicare al libro), perché la mia risposta sarà inevitabilmente tautologica: “Un libro!“. Se ancora non si coglie la mia intenzione di continuare a leggere ma si insiste con “Un libro di chi?” nel rispondere con “Un libro di carta” in genere finalmente capiscono… 

22 Degli autori che apprezzo cerco tutti i libri.

23 Ogni tanto qualcuno di perfettamente sconosciuto (e quindi si è procurato una lunga lista di blogger a cui chiedere) mi scrive per una (“buona” è implicito) recensione al suo nuovo libro.
Capisco che, per chi non ha altri modi di farsi pubblicità, le recensioni dei blogger possano aiutare molto, vedo che su molti blog appare la scritta “Sono disponibile a leggere e recensire romanzi di ogni genere“, e la trovo un’ottima cosa, da blogger scout!
Io però mi sento in imbarazzo, e se trovassi il libro incredibilmente brutto e soltanto per colpa dei miei gusti… un po’ particolari?
Parlo bene di qualche libro su questo blog? L’ho scelto io e mi è piaciuto veramente. 

24 Ho una lista di libri desiderati che mi porterò nella tomba da quanto è lunga.

25 Ordino i libri sia verticalmente che orizzontalmente a pile un po’ ovunque ed è strano che ancora non ce ne siano nel frigo.

E’ un tag stra-vecchio che ormai avranno fatto tutti, quindi più che nomine per giocare i seguenti link sono consigli di blog da seguire.

La vita presa per il naso

Brainfluff

Togo ed Africa occidentale

Nicole… la e è muta

Pane e birtilla

borse, bijoux e macramè

Grazie della lettura Bloody Ivy