Sul suicidio

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28 Risposte

  1. gianni ha detto:

    …E il suicidio indotto? Cioè tutta quella serie di comportamenti subiti dall’esterno per costringere qualcuno al suicidio, che di tanto in tanto sono anche apparsi nei film o alla cronaca (vedi suicidi di massa come sette e affini) come si può catalogare?

    • bloodyivy ha detto:

      gli omicidi seriali vengono catalogati da statistiche internazionali e si differenziano fra quelli successi in cina, in giappone, nei paesi arabi e musulmani, in sudafrica ecc ecc ogni stato la vede ed interpreta diversamente… i mass murderer per istigazione al suicidio che intendi tu, in italia non esistono. Gente diversa da quella delle sette americane? no diverso è il diritto italiano. Le bestie di satana non solo hanno causato direttamente morti, ma anche lasciato una scia di ragazzi suicidi di cui i media ben poco hanno parlato. Perché? Perché se sono la causa, facendo leva sulla paura o sul carisma che indubbiamente esercitavano wsugli altri ragazzi, del loro suicidio. Perché plagiati e indotti all’atto, a nessuno importa. Non esiste il reato di plagio in Italia, non più e da anni.
      Ma comunque, era solo un post, di volta in volta cerco di trattare argomenti diversi ma attinenti. Vado a scrivermi sull’agenda di ricordarmi di fare un post a proposito di quanto dici.

      • gianni ha detto:

        Figurati, anzi mi spiace che ti sia sembrata una critica, era pura curiosità. Fa’ conto lo stessi domandando ad un relatore – se posso permettermi – durante una sessione in qualche congresso. Interessante la mancanza di leggi sul plagio.

        • bloodyivy ha detto:

          guarda che, se me la fossi presa, l’avresti capito, perché te lo avrei detto chiaramente!
          Avverto sempre e tutti che un post è solo un post, ma in questo caso sto facendo tutta una serie di post e mi va bene segnarmi sull’agenda di ricordarmi di fare dei post in proposito, è tutto a vantaggio mio, anzi della mia ricerca che risulterà più completa.
          Una volta esisteva il plagio però per anni e anni, in nessuno dei tanti processi, si è mai riusciti ad incriminare qualcuno (il problema è che il plagiato è solo plagiato ma non è scemo e se sei in grado di intendere e di volere per la legge, ti devi prendere la responsabilità delle tue azioni) e alla fine, vista l’inutilità del reato, è stato tolto. Per me è un grave sbaglio ma a dirlo e a pensarlo non cambio le cose

          • gianni ha detto:

            Interessante punto di vista! Allora però potrebbero togliere il raggiuro, la truffa, perfino l’omicidio se commesso in modo leale! Lo so lo so, estremizzo.

            • bloodyivy ha detto:

              più che altro potrebbero puntare sulle violenze morali e psicologiche che esistono ma non si vedono; chi le subisce, soprattutto in ambito della famiglia, in genere nel contempo subisce anche violenze economiche e, come prova potrebbe valere solo una lunga cura dallo psicoterapeuta, dallo psicologo che le vittime non possono permettersi. E anche se fosse, la prova sarebbero soltanto le ricevute e non certo la testimonianza dello psi che nella sua professione è tenuto al segreto. difficilissime da provare le violenze morali e psicologiche soprattutto se dall’altra parte c’è un avvocato privato e più pagato (e quindi ha avuto più tempo per prepararsi) di quello della vittima.

  2. mattinascente ha detto:

    Penso sia impossibile spiegare il perché di un simile gesto. Sarebbe come volere mettere nero su bianco le mille pieghe dell’anima. Ho conosciuto, sfortunatamente, un paio di suicida. Così diversi tra loro, così lontani a livello di tempo, nel primo ero bambina, l’altro è molto più recente. L’unica cosa che penso accomuni tutti coloro che arrivano a questo gesto estremo, sia la sensazione di essere stati lasciati soli ad affrontare quello che, per loro, in quel momento è qualcosa di insormontabile. Una solitudine che fa sentire inutili. Forse bisognerebbe essere un po’ più empatici e un po’ più coraggiosi, per poter offrire, semplicemente, il nostro ascolto. Buona serata.

    • bloodyivy ha detto:

      anche io ne ho conosciuti due, e del primo, sicuramente è stata la depressione anche se non so dovuta a cosa, perchè tutto gli andava bene e aveva una fidanzata meravigliosa… l’altro beh, è stato un caso di omicidio/suicidio e mi sto chiedendo se può esistere il famoso raptus, il delitto d’impeto, ma non sono ancora giunta ad una risposta
      Anche se i tipi di suicidio sono catalogabili, le storie sono tutte personali e dolorose. buona serata a te

  3. quasi40anni ha detto:

    Articolo molto interessante!

  4. guidodamiano ha detto:

    Innanzitutto complimenti per il post, bello e coraggioso (visto l’argomento).
    La cosa che a primo acchito mi lascia perplesso è il numero di artisti, scrittori, musicisti, che si sono suicidati e quanti ancora tra loro hanno tentato questa pratica (tu stessa parli di Poe).
    Credo che questo sia causato dall’alta aspettativa di successo che gli artisti hanno nella loro vita. Momenti di poca ispirazione o, talvolta, anche la realizzazione di un’opera di particolare valore e la conseguente paura di non riuscire a ripetersi, possono provocare depressioni o scoraggiamenti tali da non riuscire a superarli.

    Questo lo dico perché il suicidio è spesso accompagnato dal giudizio. Giudizio di debolezza, ma come hai ben evidenziato tu, è pur sempre una estrema possibilità, che molti mettono in atto prima che qualcun altro possa togliergli la vita. Credo che il caso di un artista, che si impersonifica con la propria opera, sia proprio questo il senso.
    Frasi fuori prima che la propria arte sia fatta fuori.
    Ricordare con forza agli altri la propria “presenza”, prima che gli altri si dimentichino di lui.

    Grazie
    Guido

    • bloodyivy ha detto:

      grazie! questi commenti sono vere gratificazioni 🙂
      Guarda, in letteratura, il periodo che apprezzo di più è il romanticismo e, specialmente quello tedesco, e quindi non ti posso contraddire perché lì è pieno di suicidi riusciti o tentati. Se eri un vero artista dovevi almeno averlo tentato, il suicidio. Il portavoce del rom tedeco poi, Novalis, dopo la morte dell’amata, inizia a spiegare un concetto che prende il nome di “suicidio filosofico” che può essere preso come metafora ma anche come suggerimento all’atto vero e proprio come purtroppo molti interpretarono. Lui stesso era un suicida potenziale ma, malato di tisi si spense “naturalmente” all’età di 29 anni. Quindi, sicuramente gli artisti hanno per “professione” una diversa e maggiore sensibilità, tanto che spesso arte e vita coincidono, ma in quel periodo, suicidarsi seguendo l’esempio dell’artista che si ammirava, sembrava quasi diventato di moda.
      Insomma, il suicidio, e me ne sto accorgendo man mano che scrivo post sull’argomento, è un tema davvero… misterioso!
      grazie delcommento ciao

  5. MissPurpurea ha detto:

    Ciao! Ti ho nominata in un tag molto carino che trovi nel mio ultimo articolo, spero ti faccia piacere partecipare! 🙂

  6. tmezpoetry ha detto:

    Great topic. I loved the read and appreciate the different types of concepts verging into discussion here. I think there are more suicides than given credit for. For example, what about when soldiers enter battle that are more than likely a losing, fatal fight. Although one can contend that being killed trumps terminology here, it would be the same as if someone who doesn’t want to die speeds a car up to 120 knowing he might be killed if he loses control. The variety of suicidal implications are many. One can even argue, would it be suicide if one is already dying an knows he or she is going to die? It is a fascinating topic. I’ve dealt with suicidal depression before, a clinical double depression that is the worst to carry and the hardest to treat but made it through and without ever a rebound. Anyhow, wanted to put my two cents into the topic and tell you I;ve enjoyed the post.

    • bloodyivy ha detto:

      Thank you for the appreciation. I think everyone has the temptation of suicide inside of him, in different levels. It’s a wrestling with an invisible enemy. but
      “If you know the enemy and know yourself, you need not fear the result of a hundred battles” Sun Tzu, The Art of War
      Thanks again for visiting my blog

  7. Leonardo ha detto:

    Il suicidio è un fatto serio e averci a che fare, in un modo o nell’altro, richiede delle grandi doti. Sia per l’aspirante morituro che per coloro che dovranno affrontarne il seguito; tanto che l’azione si concluda con un piano realizzato, quanto con un gesto incompiuto.

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