Strega Comanda Colore – Tag

strega-comanda-colore

Stavolta mi diverto con un TAG gioco: Strega Comanda Color!  

Regole:

  • Usare l’immagine del Tag (ho disabilitato il tasto dx del mouse, per disincentivare gli scopiazzatori di post…  però sia immagini che regole si possono copia&incollare dalla mia pagina facebookqui qua e quo 🙂 ),  citare l’inventore del Tag (bloody ivyringraziare chi vi ha nominato.
  • Trovare e illustrare brevemente:
    Una cosa che si legge (un libro, con la copertina o con un disegno in copertina dove quel colore prevalga)
    Una cosa che si indossa (capi di abbigliamento, collane, borsa, giacca, trucco…),
    Una cosa che si mangia/beve
  • Chi non riesce a trovare le 3 cose di quel colore verrà acchiappato dalla Strega!!! 🙂 🙂 🙂
    I Blogger nominati acquistano il ruolo della Strega
     (o dello Stregone) e, con la frase STREGA COMANDA COLORE, scelgono il colore a chi linkano nel Tag.

Nominante nonché nominata, inizio col verde 

aspellonuUna cosa che si legge (libro)

Carlo Ginzburg – Storia Notturna. Una decifrazione del sabba 

La mia edizione è completamente verde, ma il libro è un masterpiece e le edizioni sono numerosissime. Immagino Carlo Ginzburg non abbia bisogno di tante presentazioni.
In questo libro tratta di storia della stregoneria, dal punto di vista storico e antropologico, con un occhio di riguardo sul sabba, il raduno notturno di streghe e stregoni. Il sabba come costruzione culturale.
Grande storico non dà giudizi di valore, ma analizza atti processuali, confessioni delle streghe, di lupi mannari, trattati di demonologia, prediche, materiale folkloristico e alla fine propone la sua interpretazione sul rito del sabba, che definisce antico ed interculturale, da sempre esistito, se non con streghe, allora sciamani.

E’ diviso in tre parti, nella prima tratta della società, sempre ossessionata dai complotti.
Già… perché la mentalità popolare con la paura di complotti e cospirazioni si trascina da sempre, soltanto cambiano, e non di tanto, i bersagli.
color21E se non c’erano le scie chimiche e i vaccini ad ammalarci c’erano i lebbrosi, gli ebrei, i musulmani, gli stranieri, i diversi (zoppi, nati con la camicia), le streghe o i “
poveri e mendicanti, di diversa provenienza, provvisti di polveri che spargevano nelle acque, nei cibi, nelle case e nelle chiese per diffondere morte. Alcuni avevano confessato spontaneamente, altri sotto tortura.”

La seconda parte è un’indagine morfologica, argomenti vari e interessantissimi sulle radici folkloristiche, mitologiche e testimonianze sui sabba diabolici ma senza un filo cronologico; nella terza parte cerca di conciliare tutto il materiale della ricerca su un piano storico ed esporre le sue conclusioni. 

La prima pagina dell’introduzione:

Streghe e stregoni si radunavano di notte, generalmente in luoghi solitari, nei campi o sui monti. Talvolta arrivavano volando, dopo essersi spalmato il corpo di unguenti, a cavallo di bastoni o di manici di scopa; talvolta invece in groppa ad animali, o trasformati in animali essi stessi. Coloro che venivano ai raduni per la prima volta dovevano rinunciare alla fede cristiana, profanare i sacramenti e prestare omaggio al diavolo, presente in forma umana oppure (più spesso) in forma animale o semi-animale. Seguivano banchetti, danze, orgie sessuali. Prima di tornare alle proprie case streghe e stregoni ricevevano unguenti malefici, confezionati con grasso di bambino e altri ingredienti.
Sono questi gli elementi fondamentali che ricorrono nella maggior parte delle descrizioni del sabba. Le varianti locali – soprattutto del nome con cui venivano designati i raduni – erano frequentissime. Accanto al termine sabbat, di oscura etimologia e di tardiva diffusione, troviamo espressioni dotte come sagarum synagoga o strigiarum conventus, che traducevano una miriade di epiteti popolari come striaz, barlòtt, akelarre e così via. Ma a questa varietà terminologica si contrappone la straordinaria uniformità delle confessioni dei partecipanti ai convegni notturni. Dai processi di stregoneria celebrati tra il principio del ‘400 e la fine del ‘600 da un capo all’altro d’Europa, così come dai trattati di demonologia che si quei processi si basavano direttamente o indirettamente, emerge un’immagine del sabba sostanzialmente analoga a quella che abbiamo sommariamente descritto. Essa suggeriva ai contemporanei l’esistenza di una vera e propria setta di streghe e stregoni, ben più pericolosa delle figure isolate, note da secoli, delle malefiche o degli incantatori. L’uniformità delle confessioni veniva assunta come una prova che i seguaci di questa setta erano diffusi dappertutto, e dappertutto praticavano gli stessi riti orrendi. Era lo stereotipo del sabba, dunque a suggerire ai giudici la possibilità di strappare agli imputati, per mezzo di pressioni fisiche e psicologiche, denunce a catena che a loro volta innescavano vere e proprie ondate di caccia alle streghe.
Come e perché si cristallizzo l’immagine del sabba? Che cosa si nascondeva dietro ad essa? Da queste due domande (che mi hanno condotto, come si vedrà in direzioni del tutto impreviste) è nata la mia indagine.

color20Le prime righe del primo capitolo catapultano nel 1321, pogrom francese contro lebbrosi ed ebrei accusati di avvelenare i pozzi in un complotto contro la cristianità, orchestrato dal re di Granada, musulmano:

Nel 1321, si legge nella cronaca del monastero di Santo Stefano di Condom, cadde in febbraio moltissima neve. Furono sterminati i lebbrosi. Cadde di nuovo molta neve prima di metà quaresima; poi venne una gran pioggia.
Allo sterminio dei lebbrosi l’anonimo cronista dedica la stessa distaccata attenzione riservata a insoliti eventi meteorologici, Altre cronache dello stesso periodo parlano della vicenda con più emozione. I lebbrosi, dice una, furono bruciati in quasi tutta la Francia, perché avevano preparato dei veleni per uccidere tutta la popolazione.

Raffinatissima analisi sul sabba nelle varie società, epoche, e le mentalità che accompagnano questi fenomeni.’
Saggio affascinante e consigliatissimo 🙂

Storia notturna, smalto, vodka & latte ghiacciato
Storia notturna, smalto, vodka & latte ghiacciato

Una cosa che si indossa…

Beh! Hic et nunc, che sembra una formula magica alla Hucus Pocus e infatti l’ho usato per restare nel tema streghe, ma è latino e sta per ‘qui ed ora’,  ‘in questo momento’, proprio mentre sto digitando questo post, le mie unghie stanno indossando uno smalto strepitoso, di un colore decisamente più verde e brillante di quello che ho riprodotto nell’immagine.
Vado molto fiera del mio smalto verde, meno invece della mia scarsa abilità nello scattare foto 🙁

Una cosa che si mangia o si beve

Vodka alla menta aggiunta al latte ghiacciato.
Dire insalata, per il verde, sarebbe stato troppo scontato e allora vada per la vodka alla menta. D’estate me la tengo nel frigo in modo che sia fredda e pronta ad essere aggiunta a bevande non alcoliche, trasformandola da alcolico adatto agli inverni nella steppa russa a ottima bevanda estiva rinfrescante.

E ora, ai nominati (l’intento è far conoscere altri Blog, e poi anche e solo se vi va, di accettare il Tag), l’incarico di trovare 3 oggetti: uno che si legge, uno si indossa, uno che si mangia/beve, tutti quanti del colore… 
Strega comanda colore… giallo!
 GIALLO!!! 🙂

ricette da coinquiline

Mark Dylan Sieber

La corte di Belial

color13Condominio Felice

Poesie di Marina

Arte e Cultura

Racconti dal Passato

my paper moon

Violeta Dyli

Pensieri Loquaci

novella vegana

Iris & Periplo

ARTECHIANTI

grazie per la lettura Bloody Ivy


35 Commenti

  1. Idea fantastica! Non conoscevo il testo di ginzburg che citi, lo cercherò perché sono argomenti che mi interessano particolarmente
    Originale il tag, brava
    Tutto bene?
    Ciao, Bloody, buona domenica di sole, finalmente!!!!

  2. è un piacere dare consigli che vengono accolti! Con Ginzburg magari non si può essere d’accordo sul suo punto di vista ma è storico meticoloso e si può esser certi che i suoi lavori siano seri e affidabili.
    buonissima domenica a te!
    SMACK!!!

  3. Che bello questo Tag ! Grazie di cuore per avermi nominata e appena ho un po di tempo lo faccio volentieri . Buon pomeriggio

    • Rosa… se non è questa sarà per un’altra volta 🙂
      Figurati se non segnalo/consiglio ancora una blogger che scrive in modo coinvolgente come pochi sanno fare 🙂

  4. il tag è così originale e spiritoso che ti ringrazio molto per avermi chiamata come strega (cosa che nessuno tra l’altro aveva mai fatto), ti assicuro che non vedrei l’ora di giocare a questo gioco se non fossi in fase di pigrizia acuta! ci penso un po’ su, non vorrei fare un post povero e buttato giù…
    il tuo post invece è davvero sostazioso e anche divertente

    • Grazie, mi piacerebbe leggerti un post con questo tag, ma non ti preoccupare, solo se e quando vuoi 🙂
      L’ho creato in un momento di “ricordi”. Ci giocavo, a Strega Comanda Color, da piccola, ci si divertiva anche se, dopo aver imparato i 7 colori dell’arcobaleno a scuola, c’era sempre qualche strega che comandava il color indaco 🙂 🙂 passa veloce il tempo 🙂

    • beh… non tanto dai..
      fabri fibra ci ha fatto pure una canzone “giallo come il catarro”… ma ci sono esempi decisamente migliori 🙂 🙂 🙂

  5. Mi scuso perchè non capisco se mi hai taggata e in questo caso come faccio a mandarti eventualmente le immagini richieste….mhhhh come strega vedo che non valgo molto…ma tutto può succedere…giallo è proprio limone maledizione!

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