Sfida Accettata (Contro il Cancro)

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24 Risposte

  1. alessandra scifoni ha detto:

    Ci sono tanti mali, possono manifestarsi in forme fisiche, altre volte sono invisibili ma non meno distruttivi. Tutti soffriamo in modi diversi…ma Non è poi così scontato che chi ha sofferto sia necessariamente più solidale, anche se spesso è proprio così. La sensibilità e l’empatia sono doti preziose, coltivate spesso con poca attenzione.
    Riguardo la prevenzione mi sento di suggerire una ecografia ogni tanto, anche da giovani: non fa male e può davvero fare la differenza!
    Grazie per l’articolo, un saluto! 🙂

    • bloodyivy ha detto:

      grazie a te per il commento.
      In realtà sì, mi hai riportato alla memoria persone che una volta tornate sane non ne hanno voluto più sapere di malattie e malati diventando se possibile più superficiali di prima. Mah…?!? Secondo me anche questo è un disturbo, non più fisico ma psi e, anche se inconsciamente soffrono 🙁
      sì è vero, siamo tutti, in un modo o nell’altro incasinati 😉 ciao!

  2. Paola ha detto:

    Grazie di aver dedicato tanto tempo a una riflessione che condivido pienamente

  3. Laura ha detto:

    Bellissimo articola, brava, un abbraccio cara, <3

  4. raffaelespera ha detto:

    Complimenti per la chiarezza ma le persone sono molto più narcisiste d quanto immagini e non hanno compreso, buona parte, lo scopo della tua sfida ma emerge e questo è importante che per vivere bisogna amare la vita ee combattere contro tutto ciò che vuole portarcela via. E’ noto che la nascita è una condanna a morte certa ma è anche vero che c’è n vecchio proverbio napoletano che dice ” Apagare e morire c’è sempre tempo” perchè prima dobbiamo vivere.

  5. massimolegnani ha detto:

    in una spirale che scende ad ogni gradino all’ipotesi peggiore c’è ad ogni stadio uno stato d’animo differente: l’ansia in attesa della diagnosi, il capovolgimento della vita alla conferma della malattia, la voglia di lottare dopo lo sgomento iniziale, la speranza di vincere, l’angoscia quando il timore di non farcela prende il sopravvento, una strana quiete finale che non è resa ma accettazione quando non c’è più cura o si rifiuta una cura divenuta inutile. ad ogni gradino i malati ci insegnano qualcosa, anche all’ultimo gradino ci mostrano vita.
    ml

  6. arielisolabella ha detto:

    So di cosa stai parlando. Mi hanno operata a 23 anni ora ne ho 52 ma ogni anno che faccio i controlli sono come anestetizzata .Non ti abitui mai.io credo che il mondo si divida in tre categorie .i malati i sani e gli scampati…forse.cmq lottare lottare mai arrendersi fino all ultimo fiato

    • bloodyivy ha detto:

      non credo neanche di poter capire, uno questi mali comincia a temerli appena dopo i 40, i 50. A 23 le persone hanno altri pensieri, sereni e speranzosi verso il futuro, non mi immagino come possa essere, una doccia ghiacciata incredibile.
      Felice del tuo commento, scampata.
      sì, probabilmente si divide in chi non ha ancora dovuto lottare in quel modo, chi sta lottando e chi ha vinto la guerra ma non può dimenticare.

  7. Anna ha detto:

    Hai ragione, ma come ho scritto anche sulla mia pagina, non ci si deve meravigliare, il web è cambiato, nel momento in cui è diventato popolare e accessibile. Aveva ragione Umberto Eco che su facebook scrivono e sono lette le stesse persone che prima parlavano a vanvera nei bar, nei quali però non erano uditi da nessuno

  8. elisabettafvg ha detto:

    Pochi mesi fa mi sono trovata su quelle sedie,assieme ad altre donne…E’ un’esplosione “silenziosa” di mille emozioni, paure , dopo pochi secondi parte il mio “vedere positivo”, sapere che questi esami (grazie alla Sanità Regionale) li faccio regolarmente, quindi se c’è qualcosa, lo acchiappiamo in tempo, che la chirurgia, la chemio ha fatto passi da gigante per rendere tutto meno pesante…anche se in famiglia nel bene e (purtroppo)nel male ho avuto diverse persone…non è facile …
    e poi con la mia vicina di sedia , era molto più agitata di me, ci siamo guardate, una parola dietro l’altra e per la prima volta (visto che non sono una grande chiacchierona 😉 ) ci siamo messe a parlare, a sorridere, a parlare di altro, a sostenerci. Siamo uscite tutte e due con un sorriso.E’ stato bello e buonissimo il caffè preso dopo al bar.
    Un abbraccio e grazie per questi pensieri.

    • bloodyivy ha detto:

      sì è vero, se si è regolarmente controllate non è più una condanna a morte sicura ma anzi, le guarigioni si hanno nella maggioranza dei casi.
      Uh non è possibile ormai non avere famigliari stretti non colpiti da tumori, ma voglio credere che sia perché ora si scoprono più facilmente e si interviene con più esperienza.
      dovremmo imparare a bere e apprezzare il caffè così, ogni giorno, senza scosse simili di paura e stress 🙂
      un abbraccio anche a te 🙂

  9. bloodyivy ha detto:
  10. Grazie per aver pubblicato questo articolo, posso riportare molte tue frasi nel mio blog?

  1. 09/04/2017

    […] mi risollevo, alternativamente. Nota personale: ho trovato un’annebbiata filippica sotto questo post  (ora nello spam) dove dalla nebbia (mentale) emergono frasi tipo “i filosofi vanno bene, ma […]

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)

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