San Nicolò e il Grande Complotto – 1 parte

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24 Risposte

  1. newwhitebear ha detto:

    Ricordo San Nicolò e il Diavolo a Bolzano. Abitavo lì con mia moglie e mia figlia, che aveva più no meno la tua età. Ovviamente come a Trieste anche lì 6 dicembre era festa grande. Per le vie del centro girava una carrozza con il santo e il Diavolo. Mia figlia rimase impressionata dal Diavolo. Tutto nero e le corna in testa. Si mise a piangere. Quello fu il mioi primo impatto con questa festa molto sentita in questi posti.
    Comunque bello quello che hai scritto. Le sensazioni di fronte a qualcosa che non ti convinceva. Quando avevo la tua età l’usanza era la Befana, una vecchia col naso bitorzoluto. Ma faceva meno paura. Ricordo che lasciavo sulla cucina economica, non avevo il camino, la letterina, la calza vuota e un bicchiere di vino rosso. Alla mattina non trovavo più la letterina – mi dispiace non averne più delle copie – il bicchiere vuoto e la calza piena di carbone dolce. Durante l’anno avevo fatto il monello.

    • bloodyivy ha detto:

      beh direi che da quelle parti san Nicolò è… come dire… molto folkloristico, per non dire scioccante 🙂
      la Befana è una contraddizione infatti. Prima insistono nel dire che le streghe sono brutte, vecchie, con gli abiti stracciati, ma che soprattutto il loro dato distintivo è che volano su una scopa di saggina; da loro bisogna stare alla larga perché sono cattive e pericolose e poi, ci arriva questa con tutti i tratti distintivi di una strega (chi altri vola su una scopa???), la devi chiamare befana e devi quasi volerle bene. I conti non quadrano! 😉
      ps: il carbone dolce! quasi quasi ne prendo qualche pezzo per san nicolò 🙂

  2. BiancaB ha detto:

    Non sei l’unica ad aver vissuto male la scoperta della bugia. Io, in quel momento, mi resi conto che stavo “giustificando” i miei genitori per tutte le bugie che mi dicevano, che mi dicevo bugie da sola pur di dar credito a loro, perché se qualcuno stava sbagliando DOVEVO essere io, perché io ero piccola e loro grandi.
    Mi sentii presa in giro per l’ennesima volta, anche se l’avevo capito che c’era qualcosa che non quadrava con questo San Nicolas (in Venezuela si chiama così), che aveva la stessa grafia di mia madre, che mi comprava solo le cose che mia madre mi incoraggiava a farmi piacere … Del resto ero anche grandina (sei anni quando ebbi la conferma assoluta).
    Insomma non sempre Babbo Natale/San Nicolò/San Nicolas è una “bellissima bugia” a volte è il maldestro tentativo di creare “magia” ficcandola in gola al bambino di turno, senza tener conto della sua perspicacia, personalità e sentimenti. Non oso immaginare la tua frustrazione. Io ho due bambine piccole e lascio che credano ciò che vogliono, lasciando che siano loro a spiegare a me cosa succede, dando solo dei piccoli indizi sulla verità e sul “vero” significato di Natale. A parte che è molto interessante da vedere e ascoltare ma è anche un modo per lasciare che facciano il loro percorso accompagnandole invece che trascinarle nel mio.
    Dopo aver letto il tuo articolo farò qualche altra riflessione a riguardo. Non è una cosa da sottovalutare.
    Sei stata molto utile, e per niente noiosa, non dirlo neanche! Mi hai fatto riflettere e hai innescato ragionamenti utili non solo a me ma anche e soprattutto alle mie bambine. Grazie!

    • bloodyivy ha detto:

      sì… ho provato lo stesso! bello sapere di non essere l’unica 🙂
      ti trovi all’impasse. Accondiscendi alla mamma, fai finta di crederle? Ma dentro di te lo saprai che purtroppo è capace di non dirti sempre la verità e di farlo apposta.
      Fai l’offesa e cerchi di fare chiarezza e scoprire la verità? Passerai per l’orgogliosa che non si fida della mamma e in fondo lo sei. Insomma, starai male comunque.
      Io a mia figlia ho detto da subito come stavano le cose. Proprio non potevo fare altrimenti… era una buona bambina, non si meritava bugie, da me poi.
      Ha sognato tanto ma su cose che anche lei sapeva essere sogni… con sailor moon alla tv, con i giochi, con i libri che leggeva.
      Spero di riuscirmi a spiegare meglio nel prossimo post. Dico “spero” perché questa sarà una settimana bella pesante e non è detto che mi rimangano le forze per il blog 😉
      C’è un disturbo della psiche che negli adulti si chiama alessitimia, cioè quando provi forti sentimenti ma non sai né definirli né comunicarli e può portare fino alla depressione.
      Ecco io da piccola mi sentivo così. Capivo che non andava bene raccontarmi bugie dopo avermi insegnato che bisogna dire sempre la verità, volevo dire che mi sentivo indignata ma neanche sapevo di esserlo (che si chiamasse così quello stato di agitazione) figuriamoci spiegarlo.
      Con le bambine fai benissimo. L’importante è ascoltarle, spiegare quando ti fanno domande e rispettarle perché i bambini sono sensibili e profondi molto di più di quel che ci appaiono. Ce lo racconterebbero, ma devono ancora imparare come 🙂 🙂
      Che bello sapere che san Nicolò/Nicolas è festeggiato anche in Venezuela!!!
      grazie di questo commento, mi incoraggia a scrivere il prossimo post

      • BiancaB ha detto:

        Interessante la questione della alessitimia. Mi devo informare 😉 Mi sembra molto familiare la definizione che ne hai dato. Potrebbe spiegare parte del mio percorso … Insomma, come sempre super interessante leggerti! Grazie a te, di nuovo!

  3. cristinadellamore ha detto:

    Lei mi ha raccontato che aveva una compagna di classe egiziana (cristiana copta, se ho capito bene, qualsiasi cosa significhi) che un bel giorno spiegò a tutti i compagni che Babbo Natale non esisteva, e si meritò, dal padre di lei, il soprannome di Osamina. No, perché qui a Roma San Nicola (Santa Claus) non usa.
    Però io ho sempre preferito la Befana. Lasciavo dei biscottini ed una calza la sera prima, e la mattina trovavo qualche briciola e la calza piena. Lei mi ha spiegato per bene la cosa del greco (ἐπιϕάνεια) ma io penso ancora che con questa anziana signora dividerei volentieri una buona bottiglia.

    • bloodyivy ha detto:

      scusa per il ritardo con cui rispondo, sono la prima a vergognarmene.
      Ecco alla befana, visto che si festeggia il 6 gennaio, per l’epifania, cioè il giorno dell’arrivo dei 3 re magi con tanto di cammello (nel presepe), non ho mai capito perché farsi portare i regali da una povera vecchina sulla scopa (quanti ne può portare? un sacchettino? anzi, un calzino?) piuttosto che da tre re in pompa magna con tanto di cammelli (quanti sacchi di regali può portare un cammelllo?).
      Sì, tranquilla, a fine giornata non so più quel che dico 😉 ciao

  4. Mi credi che io per tutta la sera di natale che ho scoperto che babbo natale (vabbè è lui, dai!) non esiste non ho parlato più? Per anni da me c’era la vicina del piano di sopra che si travestiva da Babbo Natale, con la panciona, la barba, il campanaccio e cambiava la voce tutta maschile per farmi “uscire fuori dai panni” dallo stupore! Poi ricordavo che correvo il giorno dopo o un’oretta dopo a chiamarla perché era venuto babbo natale e lei lo aveva perso!! Questo fino a quando non hanno cambiato babbo natale perché un negozio faceva l’offerta. Ho delle foto tristissime!! E quindi anche io sono andata in giro a dire che non esisteva, non era lo stesso dell’anno prima! Però almeno sono stati più furbi e mi hanno detto che era un sostituto XD

    • bloodyivy ha detto:

      che simpatica vicina 🙂
      mah… io cerco di darmi tutte le spiegazioni possibili e immaginabili sul perché si raccontano queste bugie ai bambini ma non ne vengo fuori..
      però la vicina doveva volerti un gran bene 😉

      • La vicina ai tempi aveva 14 anni, ora vive a Bologna, sono molto triste… Io ne avevo 4. Era un’amica di mia sorella (15 anni) e si erano organizzate per farmi avere un Natale speciale, ma la cosa è andata così bene che hanno iniziato a farlo ogni anno… Secondo me ci sono alcune bugie “buone” che i genitori ci raccontano a fin di bene… Da piccola (15) raccontavo a mia cugina (7) che in una casa abbandonata vicino alla nostra viveva L’uomo nero e che se faceva la cattiva sarebbe venuto e le avrebbe mangiato le mani… So che è una cattiveria, però si comportava benissimo!!

        • bloodyivy ha detto:

          mah… evidentemente io sono diversa. L’avessero raccontata a me sarei scappata di notte per andare di nascosto a curiosare attorno la casa dell’uomo nero.
          Mia madre mi raccontava una fandonia assolutamente senza senso e quindi non lo so perché lo facesse. Diceva che non bisognava guardarsi allo specchio dopo mezzanotte perchè sennò sarebbe apparso il diavolo. Una sorte di Bloody Mary casalinga.
          Ci ho provato per mesi, perché pensavo, che magari non apparisse proprio ogni volta ma insistendo… pensavo… cosa avrà di così brutto che dovrebbe farmi così tanta paura?

  5. Che belle le bugie di papà e mamma… ci aiutavano a farci capire il loro amore!

  6. elisabettafvg ha detto:

    Mi dispiace tanto per queste bugie…però guardiamo il lato positivo: eri una baby-Agatha Christie! Grande! Ai miei figli ho trasmesso la stessa risposta data dai miei genitori:l’amico dell’asilo/scuola dice che è papà? Va bene. se vuoi cambiamo, i regali te li porta papà ma se vuoi sognare, aspettare questa sera magica (vale anche per Natale e Befana) continuiamo con la sorpresa!Poi quando erano ormai grandicelli, hanno iniziato a fare anche loro dei regali e abbiamo terminato con le “scenette”, ma la sorpresa del pensiero, del regalo, rimane sempre! comunque ti aspetto la notte di S.Nicolò a Tarvisio con i Krampus!

    • bloodyivy ha detto:

      io non me la sono sentita di raccontare cose non vere a mia figlia, anche se è carino pensare che sia san nicolò a portare i regali.
      L’avessi vissuta bene questa scoperta forse avrei retto il gioco ma, non volevo che potesse sentirsi come mi ero sentita io.
      cmq nonostante tutto siamo due super fans di san Nicolò!!!
      Uh mi piacerebbe passare la notte di san Nicolò a Tarvisio!!! Mettendomi di impegno chissà che foto 🙂

  7. artechianti ha detto:

    Non ricordo come e quando ho scoperto che erano i miei genitori a portare i regali ma la cosa che mi è veramente piaciuta è stata che poco prima di mezzanotte quando noi bambine dormivamo sentivo dei campanelli suonare fuori dalla finestra e quando una volta chiesi a mia madre da dove venivano la mamma mi disse” Saranno i campanelli delle renne di Babbo Natale che arrivano con una grande slitta a portare doni.” Da grande non le ho mai chiesto se era lei che li suonava perchè preferivo mantenere questo piccolo delizioso ricordo intatto. In casa non trovai mai campanelli. La cosa strana era che dopo un pò che li avevo sentiti mamma veniva a svegliarci e ci portava sotto l’albero illuminato e….gioia grande!

  8. gianni ha detto:

    …è uno dei motivi per cui nel mondo occidentale non si fanno più bambini! Sei senza forze perché sei vissuto a colpi di bugie e sai che dovrai raccontarne altrettante. 🙂

  9. papagena49 ha detto:

    Molto belli questi articoli, io non ho avuto le stesse impressioni così forti, né per il 6 dicembre, né per le altre feste con personaggi fantastici che portano regali; ma ho molto apprezzato la tua interpretazione di rito di passaggio e le altre osservazioni che hai fatto.

  1. 04/12/2016

    […] ho scoperto il Grande Complotto su san Nicolò andavo all’asilo (qui il post) e, come capita ai bambini di quell’età ero imbavagliata da una sorta di alessitimia (dal […]

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)

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