Ricetta Rigojanci

rigojanciquattroDopo la lunga, tortuosa ed articolata storia del dolce Rigojanci finalmente la ricetta semplice, facile e veloce (non ve lo aspettavate, vero?).
E’ un dolce… bello! E la sua bellezza si impone per la storia tempestosa.

Ingredienti:
impasto per la rolada:
6 tuorli, 6 cucchiai di zucchero, 6 cucchiai di farina, 6 albumi montati a neve ferma, 3 cucchiai cacao
crema:
1 litro panna montata, 50 gr zucchero, cacao in polvere
copertura:
cioccolato fondente sciolto a bagnomaria

Preparazione

Separare tuorli da albumi. Montate i tuorli con lo zucchero, aggiungendo via via piccole quantità di farina. Quando l’impasto sarà liscio e senza grumi incorporatevi poco per volta con delicatezza gli albumi montati a neve ferma (un pizzico di sale può aiutare) .

Stendete l’impasto in due recipienti rettangolari (o su una teglia, sopra la carta da forno) in uno spessore di circa 1,5 cm. Cuocete l’impasto per la rolada in forno preriscaldato a 180° per meno di 15 min, fatelo raffreddare.

Poi copritene uno con panna montata alla quale avrete aggiunto con delicatezza il cacao.

Sul secondo strato va versato il cioccolato di copertura tiepido.
Attendete che si solidifichi, poi tagliatelo in tanti pezzi regolari, che collocherete sulla panna al cacao che copre il primo strato. Ora, con un coltello tuffato in acqua bollente, tagliate anche il secondo strato seguendo la traccia dei pezzi che lo ricoprono.

Rigojanci - Pasticceria La Bomboniera, Trieste
Rigojanci – Pasticceria La Bomboniera, Trieste

Le dosi, specie quelle di cioccolata e cacao variano a seconda dei gusti, così per la crema, quanto per lo spessore della copertura con il cioccolato fuso, quanto dipende da come lo apprezziamo.

Lascio alcune informazioni per completezza:
La ricetta del dolce Rigojanci è presente anche nel libro Mariella Devescovi Damini, Pasticceria triestina, Edizioni Italo Svevo

La Bomboniera è una delle pasticcerie triestine dove è possibile trovare la Rigojanci

Allego inoltre,  due video trovati su Utube, mostrano un dolce Rigojanci preparato in due minuti, semplice come bere un bicchiere d’acqua. 

video ricetta Rigojanci “casalinga”

video Rigojanci ungherese

E’ un dolce davvero squisito che… nutre (lasciate ogni calcolo delle calorie o voi che lo assaggiate! 🙂 ).

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clara10Vorrei evitare di dare giudizi su Clara Ward (storia rigojanci e Clara Ward PARTE UNOPARTE DUE)e il suo smisurato narcisismo perché in fondo non era immotivato, faceva davvero sognare gli uomini di quegli anni.
Inoltre, il suo bramare l’attenzione del pubblico con spettacoli e cartoline, interpretato ora, nell’epoca dei selfie  postati sui social network in attesa dei “mi piace”, visualizzazioni e condivisioni, passa quasi inosservato. 

Preferisco far notare come l’idea di bellezza cambi a seconda delle mode.
Ai tempi di Clara la perfetta silhouette era a forma di clessidra: la vita molto stretta (stretta nel senso di costretta, legata all’ultimo respiro con corsetti come solo un boa constrictor saprebbe stringere) e torace ma soprattutto posteriore molto larghi.

Il corsetto per deformare il busto era una vera tortura, ma indispensabile per i canoni estetici imposti alla donna e loro accettavano perché volevano apparire belle davanti ad una società, quella della Belle Époque, particolarmente euforica e felice che faceva attenzione alla vita stretta  e al sederone delle signore.

corset, american, 1876, The Metropolitan Museum of Art
corset, american, 1876, The Metropolitan Museum of Art

Una bella signora si distingueva in dignità per il corsetto, il cappello, l’ombrellino, i guanti. 

Non trovo grandi cambiamenti coi tempi di oggi.
Persone belle, ma che erano davvero belle anche prima, convinte di non esserlo abbastanza si cambiano, fisicamente, dalla taglia del seno al botulino nel viso e quindi modificando espressioni e lineamenti. 

Un breve periodo di soddisfazione e poi si intristiscono nuovamente, pensando che forse potrebbe capitare di ingrassare o peggio, invecchiare (non che sia un percorso necessariamente obbligato, perché in fondo escono sempre nuovi e miracolosi anti età e si deve sembrare 30enni anche raggiunta l’età pensionabile).
Sì, perché oggi non ti considerano bella se, grazie al corsetto hai deformato il tuo corpo acquisendo la desiderata forma a clessidra, oggi il nuovo canone è magra e giovane

corsetto1Così non si è mai abbastanza magri (ma contemporaneamente forti perché il periodo dove si trovava molto femminile lo svenire in continuazione era appunto quello dei corsetti che stringevano fino al dislocamento viscerale e costringevano a respiri corti che portavano facilmente al deliquio)  e c’è sempre qualcuno di più giovane vicino a te a rubarti la scena.

Non che ci sia niente di male a rifarsi il seno (anche se in altre stagioni quello perfetto era schiacciato e si usavano dei corsetti appositi per farlo apparire tale, o a coppa di champagne, o con i capezzoli proiettati in su, o quelli che sembrano tali ma con il reggiseno imbottito) o tirarsi il viso; ma il pericolo reale è che a queste cose venga data una eccessiva importanza fino a credere che la bellezza appartenga solo a chi ne fa uso (esagerando).

 

Clara Ward
Clara Ward

Io, affetta da un leggerissimo grado di misantropia stile Dinamite Bla come sono, fisso il perno delle considerazioni su “Perché darsi tanto da fare per essere considerate come la Clara Ward dei nostri tempi da… questi (bruti, buzzurri, beoti) qui? Ma che vogliono da me?“.
Esagero lo so, ma resto con uno sguardo molto perplesso anche quando le amiche salutano con “ciaooo! ti vedo dimagrita!” (sei sempre uguale ma vogliono fare un complimento e, qual è quello che può rendere felici?), non ci posso fare niente.

Bisogna essere secondo i canoni della moda, dal corpo, ai vestiti, allo stile di vita? Ma chi lo ha detto? Sennò poi la gente ti guarda strano? Ma appunto… che tipo di gente?
Io ero l’unica bambina coi capelli rossi all’asilo, l’unica alle elementari, l’unica alle medie e nei primi anni del liceo. Se non lo so io cosa si possono inventare gli altri per sottolineare che sei la diversa! E allora?? Poi dalla terza superiore in poi le compagne criticone si son tinte di rosso anche loro: “Guarda, ti piace? Me li sono fatta come i tuoi!“. E questo, è anche il succo della moda. That’s all folks!
Non sono forse i migliori fashion blogger quelli in grado di influire, cambiare o iniziare nuove mode e stili di vita? Bravissimi!
Ma oltre alle immagini, anche i pensieri hanno una loro dignità e di conseguenza anche le parole.
Perché, bersi i canoni di pensiero “alla moda”?
Questo per dire che la bellissima Clara Ward oggi non sarebbe considerata tale, perché anche l’idea di bellezza segue la moda e niente più. Che mondo, eh?!?

 

Grazie della lettura Bloody Ivy

 


16 Commenti

  1. Mi piace la storia e la ricetta della torta, ma mi piacciono ancor di più le considerazioni finali sulla bellezza femminile e sull’importanza in genere data, ieri come oggi, ma forse ancor più oggi, all’aspetto fisico delle persone, basato su criteri quanto mai discutibili; considerazioni che mi trovano perfettamente d’accordo.
    Posso aggiungere di mio che, se a ogni donna può capitare, in determinati momenti della vita, di sentirsi inadeguata ai canoni estetici correnti, l’età aiuta a dare un’importanza relativa alle mode, dopo averne viste passare tante…sempre che, s’intende, si possiedano altri interessi e punti di riferimento nella vita!

  2. Sei sempre super brava,come scrivi e come descrivi!
    Una storia interessante che tu hai reso appassionante, condivisibile nelle sagge considerazioni finali ed entusiasmante con la ricetta finale che, appassionato di cucina, cercherò di riprodurre.
    Bravissima è dir poco.

    • da te sempre complimenti 🙂
      felice che la serie dei post sul dolce rigojanci sia piaciuta.
      torna presto… come blogger!
      ciao Bera

  3. Sono perfettamente d’accordo con te e Marina. Quello che mi infastidisce ancora (nonostante l’età) è che c’è sempre chi ti dice che parli per invidia!
    Purtroppo pare che gli stupidi si riproducano con maggior frequenza 🙁

    • Uh! Quelli che dicono che parli solo per invidia… quanti ce ne sono! Ma son convinti pure!
      Secondo me è il loro modo di pensare, e solo loro l’invidia; non dico debba essere per forza per l’età perché magari son più giovani, dico come sentimento che conoscono e vivono (magari si rodono per un collega passato senza meriti davanti a loro, o per chi vive felice in coppia e loro son divorziati…) e però capiscono non sia così nobile come sentimento e lo disprezzano anche in sé stessi ed ecco che lo rigettano sugli altri alla prima occasione. Come trasfert!!!
      Naturalmente la mia idea del transfert controtransfert la scrivo solo qui, a chi mi dice “ma parli così solo per invidia!” faccio un’espressione del tipo “così è se vi pare” e vado via 🙂

  4. Oggi non voglio pensare alla bellezza fisica che communque da secoli è sempre preferita, poi l’immagine del fisico trosformato dal corsetto mi inquieta, mi concentro sulla ricetta e mangio….

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