Recensione de L’esorcista (Seconda Parte)

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9 Risposte

  1. L'Irriverente ha detto:

    Bella recensione! Sì, è lunga, ma ho come la sensazione che riassumere sarebbe stato diminuire. Va bene così, insomma 😉

    • bloodyivy ha detto:

      Thank yoù (con l’accento, come lo pronuncia Mr Bean).

      • L'Irriverente ha detto:

        Una delle poche cose che pronuncia, in effetti. Quando Atkinson recitava ancora in questo ruolo, che pesca direttamente dalla tradizione delle comiche mute (andavano fortissimo nell’Italia del primo Novecento, poi naturalmente c’era Chaplin), era l’attore inglese più pagato al mondo.

  2. Dora Buonfino ha detto:

    Grazie per la nomina, è da molto che non partecipo ai tag, vedrò di ritornare quanto prima. Un forte abbraccio 🙂

  1. 06/02/2017

    […] L’esorcista – La recensione 2 parte (fine)  […]

  2. 06/02/2017

    […] Le registrazioni che riascoltate all’incontrario non sembrano più versi gutturali senza senso ma inglese fluido. La scritta apparsa sul petto di Regan, in lettere rosse come il sangue: “AIUTATEMI”. Si convince ad informare la curia che, non se l’aspettava, consente subito all’esorcismo. Come esorcista viene scelto Lankester Merrin, mentre nominano Karras come suo assistente. “Merrin! Il filosofo, il paleontologo! Quella mente così acuta, quell’intelligenza straordinaria! I suoi libri avevano provocato molto clamore all’interno della Chiesa perché aveva interpretato la sua fede in termini di scienza e ragione, in termini di una materia in continua, perenne evoluzione, destinata a divenire puro spirito e a unirsi a Dio“. Blatty è uscito dalla facoltà di lettere e filosofia della Georgetown University, nel romanzo, la stessa di padre Merrin; io ho interpretato questa frase (non presente nel film, perché avrebbe solo appesantito la trama) che ai più passa inosservata, come un omaggio verso qualche suo vecchio professore, poiché nei romanzi niente viene scritto “per caso”. Sta di fatto che fa riferimento alla divinizzazione (la théosis) dei Padri greci, il fine ultimo sovrannaturale dell’uomo e dell’angelo e si realizza già incoativamente nello stato di grazia. In soldoni, è una dottrina che per davvero si studia in quell’università di gesuiti. Ma anche se non fosse una dedica per qualche suo insegnante, inquadra bene il personaggio padre Merrin, ieratico, forse fin troppo. Per questo non spetterà a lui (sempre per la ragione che nei romanzi anche gli imprevisti sono decisi dall’autore) vincere questa battaglia con Pazuzu. Saputo di Merrin, Karras si ricordò che gli esorcisti venivano selezionati sulla base del loro senso di ‘pietà’ e delle loro ‘altissime’ qualità morali e, il sapere che la scelta non era ricaduta su di lui, lo fece sentire abbattuto e scoraggiato. “Si sentì in qualche modo svilito, inutile, inadatto, respinto. E questo lo pungeva nell’animo. Senza una vera ragione, gli faceva male“. Questo post è il seguito di: William Peter Blatty, la vita e il caso di Roland Doe Recensione de L’esorcista 1 parte (questo post) Recensione de L’esorcista 2 parte […]

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)

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