Post di Inizio Estate 2017 (non mi veniva un titolo migliore)

Non voglio rammaricare i miei followers cambiando di punto in bianco gli argomenti di NIENTE PANICO. Sarà solo per delle settimane anche se non riesco ancora ipotizzare esattamente quante.
Poi torna tutto come come prima.
Ho anche provato altri temi per il blog, togliendomi tempo per i post ma wordpress  con i temi è come grande gelateria con 1000 e più gusti disponibili e da assaggiare… son tutti belli, buoni, interessanti da far indossare al Blog e così ancora non riesco a decidermi!

All’inizio dell’estate 2016 mi sentivo stanca e stufa, e così avevo approfittato per rispondere ai Tag dove ero stata nominata ma che per mesi avevo accantonato, un modo per riposarmi invece di scrivere articoli pesanti che, mi coinvolgono sempre, sia mentalmente che emotivamente.
All’inizio dell’estate 2017 sento di dovermi disintossicare, non dal Blog che è il mio angolo tranquillo, ma dall’ambiente reale e virtuale che ho attorno, usando il Blog per staccare la spina.
E’ la mentalità di chi mi circonda, della pseudo amica che mi cerca solo per uscire (non avendo a disposizione nessun altro povero diavolo quel giorno), e che se mi chiede “come stai?” è perché aspetta una risposta veloce per iniziare a raccontare le tragedie della sua vita: i chili di troppo che a suo dire (perché non li ha) attirano giudizi negativi in palestra, il doversi accontentare di una breve vacanza, i vestiti griffati che non può comprare… e io… ci metto un po’ a capire che non è sarcastica e non sta scherzando.
Questo non significa che non sia piacevole guardarsi allo specchio e ammettere che si è superata la prova costume o riconoscere che ad un appuntamento di lavoro si fa bella figura andandoci con un abito di classe piuttosto che con i soliti jeans vissuti ma per quanto mi riguarda, parlarne tanto a che serve?
Evidentemente c’è un meccanismo di negazione, perché la vita, anche la sua, non è così sempliciotta e superficiale e lei sta semplicemente abbracciando l’ideologia dell’apparire. Ma in effetti i discorsi nelle uscite con le amiche son quelli e, non è che puoi farglielo notare rovinandole la serata, così sto zitta.
E poi ci sono le entità che si incrociano sui social, tutti influenzati dall’apparenza di una notizia che in realtà serve a disinformare, a depistare e spinge a valutare persone con antipatia e persino odio, sì, perché certe parole nei commenti non le scrivi con altri sentimenti.
E in questo ambiente che dà notizie manipolate, noi disgraziati ci facciamo i nostri ragionamenti che, ovviamente, facilmente “traballano”.
Se si resta nello stesso ambiente (si esce con quell’amica, si leggono i commenti – senza pietà – sotto gli articoli veri o fake su fb), si continuano ad ignorare le risposte che saremmo capaci di dare in diversi contesti.
Si viene inconsapevolmente contagiati dall’ambiente.

Così mi prendo qualche settimana di quarantena (al mare sola con un libro, e qui a Trieste non è per niente strano),  controllo solo delle notizie più importanti e basta, e basta!!! Ne ho bisogno: detox!
E per indirizzare i pensieri su altro, finalmente provo a cominciare la storia horror che ho promesso per mari e monti e sta ancora fluttuando per l’Iperuranio. Il mio intento non è scrivere un libro, ma piuttosto staccarmi dal quotidiano e partire per una vacanza mentale.
“Ma se scrivi per un paio di ore a settimana se tutto va bene?!? Dove lo troverai il tempo?”
Vero, il tempo per scrivere è pochissimo, ma quello per pensarci è molto, molto di più, persino di notte se non riesco a dormire, per esempio.
E ci si deve pensare, perché in una storia accade solo quello che tu hai previsto, è una struttura di pensiero, il tuo; una visione di un mondo nuovo che, chi scrive, con la materia grezza a disposizione che la fantasia gli suggerisce, crea.
Mi riposo perdendomi con i pensieri dentro labirinti di fiabe, favole horror ma…  de gustibus (e poi la realtà con le sue cattiverie quotidiane è peggio, proprio perché è vera).
Un po’ temo di lasciar correre a briglia sciolta la fantasia, quando scrivi diventi il Primo Motore Immobile del  mondo alternativo creato da te, aka il narratore onnisciente; e insomma, è un mettersi alla prova.
Se il racconto sarà una ciofeca, senza logica e con nulla da insegnare sarà la prova che ciofeca, fuori di testa e flatus vocis (cioè che fa discorsi simili all’amica sopra citata) è il suo Primo Motore Immobile aka Bloody Ivy.
Inoltre, sono i pensieri horror che fanno una storia horror. Ne sarò all’altezza?
Buone e riposanti giornate estive a voi 🙂
grazie della lettura Bloody Ivy

5 Commenti

    • c’è stato un periodo nel quale dovevo essere costantemente reperibile, giorno e notte, dovevo e non dipendeva da me; ora grazie al cielo è più calmo e, se non mi trovano…. fa niente 😉

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Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)