Modi di Dire (Triestini) Alternativi al Banale “Sei un Rompi …..!”

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30 Risposte

  1. Interessante aticolo, grazie. Purtroppo un certo tipo di linguaggio è sempre più presente e tollerato, pensa che io ho smesso di ascoltare una trasmissione di Radio 24 pressoché all’ora di cena proprio perchè non sopportavo più questo linguaggio ogni pochi minuti anche se gli argomenti erano interessanti.
    Ma siamo rimasti in pochi a pensarla così, secondo me a parte l’educazione manca anche un minimo di fantasia, pensa a quella parola che esprime rabbia, gioia, meraviglia, stupore,…
    Conoscevo Pittima come termine dispregiativo lamentoso ma non l’origine: grazie per avermela fatta sapere.
    ciao, robert
    PS prima o poi qualche giorno a Trieste lo trascorrerò…

    • bloodyivy ha detto:

      grazie.
      Per una radio, dove gli ascoltatori sono degli perfetti sconosciuti, la trovo una diseducativa mancanza di rispetto 🙁
      Trieste? stupenda! Chi ama fotografare trova tanto materiale, anche se capita in giornate non proprio adatte ai turisti, come quelle con la bora… anzi, in quelle con le foto, ci si può proprio divertire 😉

  2. silviacavalieri ha detto:

    Mia mamma e mia nonna erano di Gorizia! È stato bello per me ritrovare il verbo “tazar” che a casa mia risuonava specialmente un cucina. Conoscevo due dei modi di dire che citi, quello del “seca bisi”, invece, mi era ignoto.

    • bloodyivy ha detto:

      beh sì, il dialetto è quello, particolare anche Gorizia, come storia e città 🙂
      “te son una seca bisi” lo dicevano a me da piccola, praticamente come secondo nome, quando cominciavo a fare domande agli adulti che non avevano tempo per spiegare “perché? e questo Perché? e succede così perché? e dici così perché? perché? perché?” 🙂

  3. Silvia ha detto:

    Buon ponte anche a te! Una frase un po’ forte ogni tanto ci spuò stare, ma quando diventa il parlare quotidiano non lo reggo, mi da davvero fastidio!

    • bloodyivy ha detto:

      è come fumare come un turco quando non si sa se agli astanti il fumo disturba o se ci sono bambini o donne incinte; mettersi ad ascoltare musica ad alto volume senza cuffie perché è pieno giorno, senza neanche pensare che nell’appartamento accanto lo studente magari si sta preparando per l’esame; lasciare la borsa puzzolente delle immondizie fuori, sul pianerottolo delle scale, perché tenersela in casa è troppo nauseante e in fondo chi sale o scende le scale la puzza la sente per un momento (pensando che poi, con tutta calma, uscendo per altre cose, forse il giorno dopo appena, la si metterà nei bottini in strada)… è una mancanza di rispetto verso il prossimo

  4. Lucia ha detto:

    La penso nello stesso modo, anche a Roma purtroppo c’è lo stesso problema ed anche da noi si diceva: “non scocciarmi l’anima” modo di dire che ormai dicendolo provoca solamente ilarità da parte dell’ascoltatore. L’importante,secondo me, è dare il buon esempio ai figli, ai conoscenti e agli sconosciuti poiché questo operato farà breccia , anche se minimamente , nelle loro menti e si trasformerà in riflessione in un secondo tempo. Come si usava dire: “chi semina bene oggi otterrà un buon raccolto domani ”
    Grazie per aver pubblicato un pensiero comune di tanti noi italiani che sempre più vedo stufi delle volgarità. Un saluto e buon ponte!

    • bloodyivy ha detto:

      ah beh… sicuramente fermare gli improperi volgari con un “e tu sei un seca bisi” per qualche secondo li spiazza… ma va detto con un’espressione convinta alla Jocker di Jack Nicholson ;)scherzi a parte… sì, sono gli esempi che servono! Ognuno è rinchiuso nel suo piccolo mondo, quello vede e con quello ragiona (tutti, me compresa) gli esempi sono cose nuove da vedere e materiale nuovo su cui pensare. grazie a te per il bel commento

  5. cenere ha detto:

    Che bell’articolo!
    Davvero interessante, ti ringrazio.
    Mi piacerebbe poter leggere altri modi di dire triestini, una rubrica fissa sarebbe cosa molto gradita!
    I miei nonni erano della tua zona, sono ricordi lontani che rispolvero con tenerezza. Anche se insulti

  6. L'Irriverente ha detto:

    Bello! Ci aggiungo una proposta del compianto professor Eco, il quale una volta si esibì, in fondo all’ Espresso, in una gustosa lista dal titolo “Come dire parolacce in società”. Una di queste era: “La prego, non mi deteriori quelli che l’etimologia latina vuole quali testimoni!” – U. Eco, ‘La bustina di Minerva’, Bompiani, Milano 2006, pp. 103-4.

  7. elettasenso ha detto:

    Perfettamente d’accordo. Ottimo. Mi piace anche la scelta di stare senza connessioni e in connessione con te stesso e la tua bellissima Trieste. Un paesaggio non è mai completamente noto e conosciuto, come una persona.
    Eletta

    • bloodyivy ha detto:

      più che altro non lo so come fanno gli altri a prestare sempre attenzione a messaggi, notifiche. mail, rispondere a tutto entro 30 secondi, ad avere profili su vari social e… fare una vita normale, nel senso di riuscire comunque a fare di tutto e di più durante la giornata… grande mistero 😉
      grazie, ciao

      • elettasenso ha detto:

        Da molti anni scrivo proprio di questo. Kabat Zinn lo dice, scrivendo molti libri che ho letto, da almeno dieci anni. Connettendoci tutto il giorno nel mondo virtuale, ci sconnettiamo dalla realtà. Pur avendo tre blog ed essendo presente sui social, mi do il ” giusto tempo”. Poi stacco le macchine. E vivo.
        Grazie per il contributo
        Eletta

  8. newwhitebear ha detto:

    è vero che i dialetti sono molto più vivi e creativi delle solite sparate che hanno come sottofondo gli attributi maschili – mi fa sorridere quando questi sono su una bocca femminile ma per par conditio è giusto che anche loro abbiano gli attributi maschili.

  9. elisabettafvg ha detto:

    grazieeee! Amante della storia, dell’etimologia (non ho fatto il classico e allora giù con vocabolari e libri! 😉 ) ti ringrazio per la storia dei seca bisi e della pitima (pensavo: variante di “vittima”…che vergogna!) .
    Per l’educazione sono in prima linea con te.In casa mi chiamano la “tedesca”,non riesco a dire parolacce-per me non servono per spiegare anche un disaccordo-figurati sui social, mi fa male leggere certi commenti.
    E poi la maleducazione fuori casa, in strada,nei giardini,…potremmo andare avanti per giorni.
    Ciò … andiamo a berci un buon caffè (e qui si apre il capitolo “nero, capo in b.,deca… 😉 )
    Buona giornata!Mandi mandi.

  10. bloodyivy ha detto:

    ecco… “asburgica” è un davvero gran complimento 🙂 gli austro ungarici (dicono i nostalgici) erano seri, efficenti e affidabili. un complimentone coi fiocchi!

    … ma infatti, non è un discorso di galateo o snob ma proprio di rispetto. Rispetto verso i vecchietti che passano nel parco, i bambini ai giardini… se sei più forte, macho, “io faccio e dico quel che voglio nessuno me lo può impedire” ci faresti più bella figura a tutelarli che a fregartene, perché potrebbero essere i tuoi nonni, genitori, figli e nipoti ed è solo un caso che siano nonni e nipoti di altri

  11. vincenza63 ha detto:

    Ciao, quello che mi colpisce della tua riflessione che faccio anche mia è che, espressioni volgari a parte, c’è un generale appiattimento e una diffusa omologazione anche in queste espressioni.
    Ben vengano i dialetti, purché non risultino elementi di divisione.
    Nel senso… se il mio interlocutore non capisce l’insulto qual è la soddisfazione?
    Buona serata,
    Vicky.

  12. Sarino ha detto:

    modi di dire che “provo” praticamente ogni giorno 🙂 ! Articolo ben fatto e alquanto interessante. Ciao

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)

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