Il Misterioso Blu Tekhelet (più un pezzo inventato per agganciarlo alla storia horror)

Tekhelet (ebraico: תכלת təḵêleṯ, ortografie alternate tekheleth, t’chelet, techelet e techeiles) è il misterioso colore blu citato nella Torah.

Fu utilizzato per gli abiti da cerimonia del sommo sacerdote, per il velo del Tempio di Salomone, gli arazzi del Tabernacolo e le nappe ( ציצית, tzitzit pl. Tzitziyot) o fiocchi affissi agli angoli del proprio capo e del vestito (il Tallit indossato durante la preghiera) come monito a ricordare i precetti di Dio.

Secondo il Talmud, la tintura di tekhelet veniva prodotta da una fonte esclusiva, la secrezione di un mollusco marino denominato come Hillazon.

Dopo la distruzione del tempio a Gerusalemme da parte dei Romani nel 70, l’identità reale della fonte del tekhelet andò perduta.

Hillazon, la creatura marina da cui proviene il colorante, è stata associata, ma non con estrema sicurezza, ad un gasteropode del genere Murex trunculus che si trova sulle rive del Mar Mediterraneo nel nord di Israele e ormai da qualche secolo gli studiosi si stanno impegnando a scoprire l’esatta tonalità di blu tekhelet che non è ancora certa.

Parla ai figli d’Israele e dirai loro di farsi delle frange agli angoli delle loro vesti per le loro generazioni
e mettano sulla frangia dell’angolo un filo di lana di color
tekhèlet.
Queste saranno le vostre frange e quando le vedrete,
ricorderete tutte le
mitzvòt dell’Eterno per osservarle.
(
Bemidbàr).

Nelle interpretazioni tradizionali della Torah, tekhelet è il colore del cielo a mezzogiorno, quello che ha ispirato la bandiera di Israele.

Mamoide riguardo il tekhelet racconta “la sua tintura è ben nota per la sua incrollabile bellezza e non cambia”, “è il colore del cielo sereno visibile accanto al sole”.

Per altri è il colore del cielo ma a mezzanotte, blu violaceo e illuminato dalle stelle.

QUI FINISCE LA PARTE VERA E STORICA, SE INTERESSATI SU tekhelet foundation  SI POSSONO LEGGERE NOTIZIE PIU’ APPROFONDITE.

QUI INIZIA LA PARTE FANTASY, INVENTATA  PER INIZIARE A DARE UN SENSO AI BAGLIORI BLU CHE APPAIONO NELLA STORIA (qui indice) CHE STO COSTRUENDO POST DOPO POST

 

Ogni scrittore nella sua creazione dovrebbe essere come Dio nell’universo:
onnipresente ma invisibile.

(Gustave Flaubert)

azzurrite-malachite

È come quando sei di notte sotto un cielo blu scuro ma luminoso perché stellato e mediti con pensieri sempre più trascendenti, illuminati, e questa emozione è ciò che il blu tekhelet vuole richiamare.

Rashi riguardo al tekhelet scrive che contiene anche del verdastro (“verde porro“) prima di trasformarsi in blu (indigo), in un crescendo di perfezione blu, in una rivelazione progressiva del tekhelet e si vuole che Rabbi Yoram ricordasse che il momento di recitare lo Shema mattutino fosse allo spuntare del giorno quando c’è abbastanza luce per distinguere tra la lana verde e la lana blu lasciando intendere di come il discernimento fra due colori fosse un richiamo ad altri ben più importanti discernimenti.

Insegnò che il tekhelet non sono le nappe o i mantelli indossati in ricordo a precetti ma esperienze interiori profonde, vere e misteriose in quanto alimentate da energie sideree dell’universo e soggette a condizioni e forze che non si è in grado di comprendere.

Le cose su questa terra, sono essenzialmente richiami; il tekhelet somiglia al mare e il mare somiglia al cielo e il cielo sia diurno che stellato ha la luminosità dello zaffiro, colore della gloria. Una sorta di collegamento tra i dati sensibili, da un sensibile all’altro o dal sensibile all’intelligibile.

I sensi esterni offrono il materiale grezzo, come un mare e un cielo dal colore della rara pietra azzurrite- malachite, i sensi interni si incaricano di elaborare il significato, meditando. E la meditazione implica un vedere, un considerare con attenzione, un passare da un contenuto all’altro al fine di giungere al semplice vedere, a un guardare meglio le cose.  

 

Faro della vittoria, Trieste ©Paolo Carbonaio

Per rabbi Hillel il tekhelet rappresenta soprattutto la natura di persone speciali, che hanno la volontà di cercare il vero, che è il vero bene dell’intelletto, al fine di giungere a un semplice e chiaro vedere; queste persone possono avere qualità di mare, cielo, e trono di zaffiro, e posseggono bellezza, splendore e visione. Ancora non ne hanno la consapevolezza e si nascondono tenendosi per sé la percezione così forte che stia per sopraggiungere un qualche orrore di cui non riescono a farsi un’idea precisa, durante il quale dovranno emergere e combattere con intelletto e volontà e già sentono fremere il loro grido emotivo. 

.•*¨*•♫♪¸¸.•*¨*•♫♪¸¸.•*¨*•♫♪

qui l’indice con gli altri post di questa storia

grazie della lettura Bloody Ivy

 

2 Commenti

    • grazie… stavolta a pensarlo mi son divertita proprio.
      Ho cercato di essere più rispettosa possibile dividendo la parte storica dalla parte inventata. Mi serviva una spiegazione che restasse comunque misteriosa sul colore blu, un particolare tipo di blu 🙂 poi, vediamo se riuscirò mai a mettere tutti i pezzi assieme 😉 ma grazie del sostegno

1 Trackback / Pingback

  1. Indice Storia Horror (ancora Senza Titolo) ⋆ NIENTE PANICO

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)