Hakuna Matata

keep-calm-and-hakuna-matataHakuna Matata è una locuzione comune in più regioni dell’Africa centro orientale, conosciuta grazie al film Disney Il re leone (The Lion King). E’ swahili e si traduce con “non ci sono problemi: fai la tua vita” o “vivi e lascia vivere”.
Una mia interpretazione è “son dei bruti, buzzurri, beceri, beoti, come volevi che la pensassero? Come te? Che ti ascoltassero? Credessero? Capissero? Rispettassero? Vivi senza farti troppi problemi a causa loro e vai avanti tranquilla per la tua strada“.
Un mio modo terra – terra per ripetere il nobile sdegno di Virgilio provato all’Inferno: Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
In questo post Hakuna Matata vuol essere un consiglio a non star a rimuginare su come bruti, buzzurri, beceri e beoti possono pensarla e vivere, cercando da noi stessi il senso della nostra vita perché non sarà mai quello che suggeriscono loro.
Tiziana Cantone, suicida, per video hard condivisi e commentati dai webeti è diventata un caso… In realtà, il caso da studiare sarebbe il fatto che tutti hanno voluto dire la loro, scandalizzandosi, anche gli stessi che, dopo la loro prosopopea parolaia hanno continuato tranquillamente a condividere bufale e articoli di disinformazione diffamatori verso chiunque, perché evidentemente interessa lo scandalo e non la verità.

frasi-personaggi-famosi-ponzio-pilatoFossi uno stilista, studierei solo per loro la linea Pontius Pilatus, magliette soprattutto (ma anche borse, ombrelli, agende…), con la sue frasi più celebri, vere o “verosimili”, dal celeberrimo “Quid est veritas?” al “Io ho solo condiviso e me ne lavo le mani“, “Non era vero? Non è un problema mio!” perché in tanti le indosserebbero orgogliosi, immedesimandosi e diventerebbero un must have della stagione.

La nostra società è in buona parte ingiusta, sleale, sconsiderata nel giudicare, e alla prima occasione scocca l’ora del capro espiatorio, dove tutti si uniscono contro un singolo che, soffrirà raccogliendo su di sé il rancore collettivo.
Brama di violenza di frustrati che generano una proiezione di transfert su queste vittime sostitutive. La società dei webeti accetta perché c’è bisogno di uno sfogo, senza star troppo a pensarci sul perché, come o contro chi: la violenza lungamente repressa fa male e in fondo… se la sono cercata.
La trilogia di film The purge (La notte del giudizio),  The Purge: Anarchy (Anarchia: la notte del giudizio), The Purge: Election Year (La notte del giudizio: Election Year) di questo parla. Succede nelle strade nei film, ma può succedere e questa volta per davvero, sul web: la folla anonima di frustrati che si persuade della colpevolezza della vittima e si scatenano contro di lei.
Resta il fatto che, a redigere una disamina col senno del poi, commentando retrospettivamente, con mentalità determinista, nella fattispecie da determinismo tecnologico (“Se lei stessa ha fatto questo, e poi i suoi amici hanno fatto quest’altro, e ovviamente i webeti hanno condiviso e commentato, e in tribunale ha giustamente perso la causa, allora era inevitabile che andasse a finire così.“) siam tutti bravi. E’ come risolvere un esercizio da un libro che a fine problema, per controllo, riporta fra parentesi il risultato corretto. Son facili le deduzioni, analizzando le premesse di fatti la cui conclusione già la si conosce.
Non ho visto il video o le pagine a lei “dedicate”, tutto quel che potrebbe farmi venire il latte alle ginocchia se posso lo evito.

toldUna delle frasi che più detestavo sentirmi dire da mia madre era “Te lo avevo detto!” che implicava un “Se tu mi avessi ubbidito non ti sarebbe successo; io (che vedo, prevedo, stravedo) lo sapevo che sarebbe finita così e per questo tu devi ascoltarmi, sempre!”.
In realtà, di aver ragione non le capitava quasi mai, ma quando accadeva godeva nel farmelo notare e ricordarmelo per mesi. Voleva farmi credere di essere sempre a conoscenza di tutta la logica degli eventi, imprevisti compresi (una sfera di cristallo da chiromante al posto del cervello, praticamente).
Il suo “io lo sapevo che sarebbe andata a finire così!” era anche un “Sei tu che hai innescato il Fato agendo così (non ubbidendomi ciecamente) e di tutto quel che è accaduto dall’inizio alla fine è in fondo colpa tua, non ti lamentare”.
Crescendo ho notato come questa fastidiosa forma mentis sia un comodo abito mentale, adottato da tantissimi, praticamente di moda. “La colpa è sua, credimi  ciecamente e senza indagare!
computer“Il video porno lo ha voluto lei, è stata lei a mandarlo agli amici, alla sua età come funzionano i social lo si sa fin troppo bene, inutile piangere e andare a lamentarsi anche davanti al giudice dopo. Soprattutto è assurdo  far sentire in colpa chi il suo video, trovandolo in rete, lo ha guardato, condiviso e commentato”.
Ok, è vero, su questo non ci piove, il ruolo di vittima sacrificale se lo è proprio tirato addosso!
Vittima sacrificale innocente o colpevole (ne abbiamo un profilo psicologico? sappiamo se fosse vittima succube del fidanzato, se avesse un disagio o una dipendenza affettiva? quanto avesse bevuto? preso droga?), ha avuto contro una moltitudine di persone violente (verbalmente ma anche l’atto di condividere il video era una violenza) ai quali è stata incapace di rispondere per le rime, a difendersi dagli attacchi mediatici, diffusi l’un con l’altro per contagio mimetico… o come si dice nel web, “è diventata virale”.

Ma nessuno poteva sapere che effettivamente sarebbe finita così.

Ora, mettiamo che una sera io alzi troppo il gomito, per un dolore sentimentale da dimenticare, durante una festa o che semplicemente non sappia di quanto i farmaci che sto prendendo non siano compatibili con l’alcol, e che da sbronza cominci a fare uno streap tease, in casa di amici, in piazza, nel metrò… ridendo e quasi ammiccando agli astanti (quasi, perché chi è sbronzo ha sempre un che di penoso e comico anche quando cerca di essere sexy). Può capitare a tutti, perché “mai dire mai“.
I più se ne andranno per la loro strada scuotendo la testa, molti si fermeranno per farmi foto e video da mostrare sui social (dove subito pioveranno commenti stile “uh, cellulite in mostra!“, “fa tanto la seria nel blog e poi è una hija de p…” e condivisioni ), qualcuno, più “in calore”, si avvicinerà tentando l’approccio, e magari, se sarò molto ma davvero molto molto fortunata,  una persona si toglierà la giacca per coprirmi e chiamerà la croce rossa così almeno un calmante me lo potranno dare (magari non era l’alcol ma una crisi data dalla demenza senile precoce che non sapevo ancora di avere) .
pleaseIl giorno dopo, ripreso il senno, aprendo la posta e i social, e trovandoci quel che si può immaginare… dovrei forse starci male per gli ignobili (bruti, buzzurri, beceri, beoti) che hanno ripreso, condiviso o commentato foto e video?
D’accordo, ho voluto io attaccarmi alla bottiglia di vodka, come già i 100.000 che hanno in poche ore condiviso il video possono constatare; per non parlare di chi ha aggiunto commentacci (da bruti, buzzurri, beceri, beoti cioè perfettamente in linea con il loro stile di vita) per loro divertimento, facendomi diventare la vittima sacrificale della serata.
No, non si può star male e piangere per quello che gli altri (non principi azzurri delusi ma bruti, buzzurri, beceri, beoti sghignazzanti) pensano di me!
“E facile da dire, non hai mai provato”, beh in realtà nella vita  ho provato calunnie da parte di un narcisista sadico perverso fiancheggiato e adorato da una persona completamente manipolata (Joker e Harley dal vivo), da suoi amici sospettosi ma ancora non del tutto certi di esser stati manipolati e un paio di personaggi corrotti pronti a difenderli di contorno… ma capitano a tanti queste cose, e a chi non sono mai capitate beh, come ho detto, “mai dire mai”.
Si dovrebbe star male? E perché mai? Sono loro ad avere la disgrazia di essere dei bruti, buzzurri, beceri, beoti, mica io…
E ma il porno è un’altra cosa!“. Il porno è una rottura di scatole, perché non se ne può più di dover chiudere 3 o 4 video v.m.18 che partono da soli quando cerchi qualcosa in streaming. Stop! Son fatti loro…
Quello che voglio dire è che continuerà ad esistere il giochetto della vittima sacrificale attorno alla quale la folla si diverte a distruggerne l’immagine di persona “per bene”.
Sperare che le persone cambino, capiscano, si commuovano e diventino più buone è… fantascientifico!
Di contro, la preoccupazione eccessiva  per come la gente giudica, il disagio relazionale tra sé e l’altro dove il sé è completamente dipendente da come pensa e giudica l’altro, le relazioni umane dove qualsiasi cosa detta o fatto capitato può ferire la sensibilità al punto da vivere in costante angoscia, vanno cambiati anzi, combattuti. Perché quando la vittima è debole, il disagio profondo e il dolore psichico diventa insostenibile, ecco che il suicidio diventa la soluzione perfetta per togliere il dolore mentale.hakuna
Ma possiamo cominciare ad agire su di noi per tentare di prevenire invece che curare. Come quando a febbraio si digiuna e si fa ginnastica perché a giugno vogliamo che ci vedano in forma col bikini, così nella vita è meglio imparare quanto prima la virtù della fortezza come si dice nella buona, vecchia e cara filosofia o l’abilità della resilienza come invece si chiama oggi in psicologia: l’armarsi di coraggio e affrontare le avversità per uscirne migliori e più forti.
Ma le virtù e le abilità uno se le deve far crescere e coltivare da sole, proprio come si modella piano piano il corpo con la ginnastica così la psiche con le virtù e abilità interiori.
E vuoi mettere la soddisfazione quando, forti e resilienti si affronta la vita e tutto quello che ci porta con un HAKUNA MATATA?

 

Ho davvero esagerato nella lunghezza, grazie per la lunga lettura Bloody Ivy

20 Commenti

  1. Ma dici che tutti tutti tutti possono coltivare questa fortezza interiore? Forse qualcuno non è proprio portato…
    (Non preoccuparti per la lunghezza, una volta alla settimana la si sopporta volentieri 🙂 )

    • l’esempio con la ginnastica che ho fatto è fuorviante. Fa sempre bene, ma se hai 70 anni non puoi aspirare alle olimpiadi e se sei basso e con le gambe corte la vedo dura x un futuro come velocista… ma la psiche (il carattere, l’io interiore) non ha un involucro che la limita, e le sue potenzialità sono incredibili e per tutti, ma proprio tutti.
      Se c’è una cosa legata alla dignità della persona è proprio la fortezza / resilienza e non il suo posto in società o la sua salute, ma è un cammino lungo, difficile e che non finisce mai e per questo non “pubblicizzato” 🙁
      ciao ivano 🙂

      • Quindi tutti potrebbero raggiungere (o meglio andare molto vicino a) un’autosufficienza psicologica (se non ho capito male). Per farlo la misantropia è un ingrediente utile, o addirittura necessario? (Vedo che i tuoi lettori aumentano sempre più, forse perché alla giusta distanza i misantropi si apprezzano meglio? 😛 )
        Ciao ciao 🙂

        • uh! son stanca della giornata e quindi rispondo a questo commento domani,,, cmq la misantropia è come il colesterolo, c’è il tipo cattivo ma anche quello buono che serve… 😉

          • e inoltre ci metto un sacco a rispondere 😉
            cmq sì la misantropia di tipo cattivo è odio verso tutti e tutto, quella buona è un fastidio per chi.. potrebbe essere meglio di quel che è con tanto poco… perché solo a perdere 10 secondi per verificare una notizia trovata su fb lo farebbe apparire più intelligente e responsabile, eviterebbe che altri creduloni commentino arrabbiati ed indignati e cominciassero ad offendersi… che chi crea siti sognando ricchezza grazie ai click creasse altro e non impostasse il suo sogno sui webeti creduloni che condividono facendolo guadagnare (sei intelligente? dimostralo con altro, perché disprezzando il prossimo e trattandolo come uno scemo?) ecc ecc

            Vedo che sono letta ma mica lo so se le persone a fine articolo dicono “ah anche stavolta è stata brava” piuttosto che “ah anche stavolta è stata scema”, vedo che sono condivisa su fb ma non so da chi né che razza di commenti ricevo… però sai, nel caso… hakuna matata… quindi sì, direi che un pizzico di misantropia aiuta 🙂

          • (Sei una blogger della domenica e mi rispondi a metà settimana, non posso proprio lamentarmi 🙂 )
            Non odio verso tutti ma fastidio verso qualcuno, che comunque in teoria non è irrecuperabile: aspetta che me lo segno, potrebbe tornarmi utile 🙂
            Ci sono tanti motivi per cui uno sceglie di non commentare -in generale, dico- ma vorrei proprio vedere che faccia ha uno che dopo aver letto un tuo articolo pensa che sei scema!

            • Uh ne ricevo di commentacci, in genere sono offese a qualcuno o qualcosa che ho citato nel blog, io li censuro e i commenti seguenti sono rivolti a me e non sono complimenti… magari un giorno ci scrivo un post sopra.
              Può darsi però che qualcuno mi legga anche i commenti. Nei tuoi appare solo il nome, non lo hai reso linkabile mentre sicuramente qualcuno avrebbe piacere di vedere anche il tuo blog. Te lo dico perché forse non ci hai fatto caso. Sennò fa niente… vuol dire che ti nominerò al prossimo tag 😛

  2. Credo di avere ignorato la notizia, ma il fatto in sé e le interazioni tra persone mi ha incuriosito. Non credo sia il primo caso né sarà l’ultimo, magari non finiscono tutti in tragedia,ma chissà quanti ce ne sono stati e quanti ce ne saranno ancora. Ricordo il video di Belen Rodriguez di qualche anno fa, ok lei è un personaggio pubblico ma in quel caso era una poco più che diciassettenne col fidanzato calciatore (ignoro chi fosse e non ditemelo, che sennò poi me lo ricordo e spreco memoria).
    Che dire… Boh, bisogna stare attenti a quello che si fa, punto e basta, perché degli altri non ci si può fidare.

  3. La butto su una notizia un po’ più hakuna matata, ma che ha lo stesso sentore di (purtroppo) questa notizia davvero triste e che ho letto stamattina: uno scrittore ha una rubrica su Fanpage e ogni volta pubblica bufale divertenti per vedere come reagisce la gente: oggi (o comunque in questi giorni) ha pubblicato la notizia che Massimo Boldi sarà Berlusconi nel film di Sorrentino… Ovviamente era una bufala, ma nessuno è andato a leggere la dicitura sul suo blog “questo blog parla di satira e si diverte a spacciare false bufale sul web”… La gente dovrebbe riuscire ad aprire un cavolo di link LEGGERE TUTTO e non solo il titolo prima di sparare stronzate (scusa) a destra e a manca. Io mo sono arrabbiata ancora con l’olio di palma, me l’hanno tolto pure dai Pan di stelle. E CHE CAVOLO

    • eh… resto sui social per avere un minimo contatto con il mondo ma, ogni volta che apro la home di FB mi deprimo.
      Pretendono di sapere, di essere furbi, ma in realtà non sanno neanche l’ A B C della ricerca su internet, cioè fare attenzione alle fonti della notizia.
      E se glielo fai notare pure si arrabbiano e rigirano la frittata… non sono loro a credere a fesserie da siti satirici, ma sei tu la mentalmente chiusa.
      una volta si diceva che la verità splende e basta seguire la luce. Adesso per arrivare alla verità devi togliere tutta la montagna puzzolente di merda che ci hanno gettato sopra 🙁

  4. Che ben venga la lunghezza di certe parole nel descrivere la superficialità e l’imbecillità che, nella maggior parte degli esseri umani, non lascia spazio a pensieri e a spunti di riflessione individuali, ma solo ad una scialba omologazione di massa!

  5. Rispondo qua sotto perché non mi arrivano le notifiche dei commenti uff. Se anche tu avessi un blog innocuo come il mio non avresti certi problemi… Certo, mi perdo la soddisfazione di censurare certi personaggi ma mi accontento 🙂
    Ah la mia è una scelta recente, sono fermo a tempo indeterminato e per ora preferisco chiudere la strada verso il blog: se arriva qualcuno e si ritrova fra le erbacce non ci faccio una bella figura… Comunque, visti i tuoi tempi, forse forse faccio in tempo a riprendermi prima del tuo prossimo tag… Eheheheh 😛
    Ogni bene!

  6. A prescindere dal ciò che abbia fatto siamo non sia colpa sua, della rete o di quant’altro. Voglio solo dare un consiglio ( permettetemelo alla soglia dei 40 ci sta ) ma futtitivinni ( traduzione in siculo di hakuna matata) la vita vola e se te la devi prendere per ogni minchiata che vedrai online,tua di qualche conoscente,stronzo allora è meglio non parteciparci,poi a che serve basta che spunti qualche altra ” cosa intelligente ” e si sono già scordati.
    Mi rendo conto che 20 anni fa la rete era un’altra cosa.

    • accidenti! non lo posso usare perché una parola sicula detta con la pronuncia triestina farebbe ridere i polli, ma sì rende meravigliosamente l’idea 🙂

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