La SIAE

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La SIAE, Società Italiana degli Autori ed Editori, è una società di gestione collettiva a tutela del diritto d’autore. L’autore, avrebbe davvero un gran daffare nel cercare di controllare l’utilizzazione, al giorno d’oggi anche in digitale e on line, delle sue opere. Sarebbe esposto a saccheggi indiscriminati del suo repertorio. Gli organismi di gestione collettiva salvano il suo diritto di autorizzare l’utilizzazione delle opere e di fissare le condizioni economiche. Si sottrae l’autore alla contrattazione e, quindi, alla discrezionalità del singolo titolare dei diritti la facoltà di gestirne la cessione poiché l’organismo di gestione collettiva negozia al meglio per suo conto.

L’utilizzatore, parimenti, potrà acquisire le licenze che gli occorrono senza distinzione fra materiale di maggior o minor valore: non esistono infatti, salvo particolari eccezioni, discriminazioni qualitative fra opere. Inoltre, acquistando dei diritti si avrà la certezza della loro legittimità, perché è la società di gestione collettiva ad assumersene la responsabilità.

In tutte le nazioni vi sono società ed enti che tutelano gli autori, e svolgono la loro attività concedendo licenze di utilizzazioni. Sono legate da Convenzioni internazionali e l’autore iscritto gode quindi di una tutela molto ampia. Le loro forme giuridiche possono essere diverse: Enti pubblici, Enti pubblici economici, Enti e/o organismi privati. In Italia l’autore conserva la libertà di tutelarsi in proprio (anche se non i tutti i casi), ma se vuole essere rappresentato fa altri deve necessariamente rivolgersi all’unica società degli autori cui è riservata l’attività di intermediazione, la SIAE per l’appunto.

La SIAE nasce nel 1882 a Milano, come sodalizio privato, proponendosi di diffondere l’idea, ma ancor più, il principio giuridico della protezione delle creazioni letterarie e artistiche e, qualche anno più tardi anche di opere teatrali e musicali. Nel 1891 fu eretta a ente morale. Nel 1920 si aggiunse la Sezione Libro. Nel 1921 fu stipulata la prima Convenzione con lo Stato per la riscossione e l’accertamento delle imposte sugli spettacoli. Nel 1927 diventa Società Italiana Autori e Editori. Nel 1941 diventa Ente Italiano per i diritti d’Autore. Nel 1945 si chiama Società Italiana Autori e Editori. Dopo modifiche dello Statuto, dal 1999 la SIAE è definita Ente pubblico a base associativa.

Il compito primario della SIAE è quindi l’intermediazione per l’esercizio dei diritti d’autore, su mandato dei suoi aderenti. Questa attività è esercitata in via esclusiva dalla SIAE, ma non si può sostenere che sia un monopolio perché gli autori non sono obbligati ad iscriversi ed è stata riconosciuta legittima dalla Corte Costituzionale. Di fatto però rappresenta uno sportello unico per opere dell’ingegno con il precipuo scopo di assicurare il pagamento dei diritto d’autore al creatore dell’opera.

La SIAE pubblica inoltre la rivista “Il diritto d’autore”, “l’Annuario Statistico”, “Lo spettacolo italiano” e altre riviste.

Come già scritto in precedenza, nell’art. 181-bis della legge del 18 agosto 2000, numero 248, “Nuove norme di tutela del diritto d’autore”, si parla del nuovo servizio di contrassegno, cioè il bollino anti pirateria, per tutti i supporti contenenti opere dell’ingegno destinati al commercio o ceduti in uso a qualunque titolo a fine di lucro. Attualmente la SIAE contrassegna ogni anno oltre dodici miliardi di supporti contenenti opere dell’ingegno. In verità, già nell’originaria stesura della legge sul diritto d’autore del 1941, si prevedeva l’obbligo di una contrassegnatura delle opere pubblicate per le stampe. Ma il bollino, cioè una vidimazione di un supporto, porta alla conoscenza di tutta una serie di dati. Innanzi tutto, sul bollino e sulla scheda di lavorazione che rimane negli archivi SIAE, viene identificato l’autore, il titolo dell’opera, il produttore e anche l’importatore che ne ha fatto la riproduzione, il tipo di supporto (VHS, MC, CD, LP, software ecc), il numero progressivo di lavorazione (dal quale si desume il quantitativo prodotto), il tipo di utilizzazione consentita (vendita, noleggio…) e chi più ne ha di dati, più ne metta. Il bollino diviene così elemento per distinguere il prodotto lecito da quello contraffatto perché non vidimato. Non solo per la Guardia di Finanza ma soprattutto per il consumatore se “contraffatto” vuol dire anche più scadente. Altra novità della legge 248/2000 fa sì che la contraffazione del contrassegno preveda l’applicazione della legge penale. Naturalmente, a tutela dei diritti esclusivi di natura patrimoniale viene anche penalmente sanzionata la vendita o la messa in circolazione di opere dell’ingegno con segni distintivi “atti ad indurre in inganno il compratore”.

Per l’ultimo Statuto SIAE basta risalire al decreto 4 giugno 2001 del Ministero per i beni e le attività culturali che reca l’”Approvazione dello statuto della Società italiana degli autori ed editori” e nell’allegato contiene il testo dello Statuto. Il Decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 166 del 19 luglio 2001. L’Allegato, cioè lo Statuto della SIAE è stato ripubblicato il 14 agosto 2001 nella Gazzetta Ufficiale – serie generale n. 188 per rimediare ad errori verificatisi nella stampa del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale. Lo statuto è composto di 23 articoli. Chiaramente l’aggiornamento è stato fatto pensando soprattutto alle nuove tecnologie dell’era digitale (direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione).

L’approvazione, in ambito comunitario, della Direttiva sul Diritto d’Autore e diritti connessi nella Società dell’Informazione, 29/2001 è un atto legislativo a cui i vari Governi nazionali devono adeguarsi per riaffermare il principio del diritto d’autore anche nell’ambito delle nuove realtà tecnologiche. Più che fare del proibizionismo si cerca una soluzione che nonostante l’inevitabile diffusione delle tecnologie, non rechi danno ai diritti d’autore. . L’opera dell’ingegno che nasce con un impegno creativo, ha un costo e produce un bene dotato di un valore morale, giuridico ed economico degno di tutela.

Un occhio di riguardo si ha verso la diffusione della musica in Internet. L’affermarsi delle nuove tecnologie digitali ha, infatti, aumentato a dismisura la pirateria. A tale proposito la SIAE ha realizzato e sta sviluppando un sistema di licenze per l’utilizzazione di opere musicali ma non solo, sulle reti telematiche, esteso anche alle forme di diffusione attraverso la telefonia mobile (ringtones, dediche, utilizzazioni multimediali, ecc.).

La SIAE ha realizzato, tra le prime Società d’Autori nel mondo, e sta sviluppando un sistema di licenze per l’utilizzazione di opere tutelate dalla SIAE sulle reti telematiche, esteso anche alle forme di diffusione attraverso la telefonia mobile, con l’intenzione di offrire al mercato delle reti (Internet e wireless) uno strumento di espansione legale nel rispetto di tutti i diritti utilizzati. Commissario straordinario della SIAE è Mauro Masi, che è anche capo del dipartimento per L’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio. Inoltre è anche il presidente di FastTrack, una società composta dalla SIAE di tutto il mondo (italiana, americana, tedesca, francese e spagnola), che mira a raggruppare varie realtà per avere un atteggiamento comune verso la rete, in attesa della definizione delle leggi su Internet.

 

Mio vecchio pezzo, ma ancora presente su Hacker Kulture dvara.net

ivy

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