Il manipolatore affettivo

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29 Risposte

  1. The Master Of Cook ha detto:

    In effetti il libro, dalla descrizione, sembra piuttosto superficiale. Una guida più che un saggio.
    Quello che mi rattrista e mi lascia perplesso è la caratterizzazione di genere che dipinge il manipolatore come maschio e la vittima come femmina. E perchè poi, l’inversione di ruolo non è forse possibile e documentata?
    Mi pare incredibile che nel 2015 ancora si stampino libri di tal fatta e si trascuri il fatto che “il manipolatore” come “il molestatore” siano categorie descrittive che si possono “attaccare” a ogni genere.
    Io preferisco i libri che trattano il fenomeno dal punto di vista sociologico, li reputo molto più obiettivi.
    Grazie però per lo spunto critico, la recensione è interessante. 🙂
    Emanuele

    • bloodyivy ha detto:

      ti rispondo per come la vedo io, magari sul suo sito o altrove, l’autrice ha spiegato meglio
      Non è un libro di psicologia, infatti l’autrice è laureata in giurisprudenza e per anni ha lavorato con donne e minori vittime di violenza. Per questo credo abbia scelto di trattare la manipolazione affettiva da questo singolo punto di vista, perché è quello che ha conosciuto meglio. Insegna anche psicologia alle superiori, a ragazzi quindi, a cui ancora le cose vanno spiegate in modo semplice e chiaro, con schemi e disegnini, praticamente, cosa che non è un difetto se si riesce nell’intento.
      Non è pensato per chi ne sa qualcosa sull’argomento o padroneggia termini tipo transfert, controtransfert e tutto il resto… perché, avendo almeno una base psicologica lo saprebbe da sé se è vittima di manipolazione o se ha dei disagi affettivi. Va visto come una cartina tornasole da usare per capire se ci si rientra o meno.
      Non in molti sono in grado di leggere e comprendere libri di psicologia o sociologia, almeno così dicono le deludenti statistiche su italiani e letture. Così non molti sanno farsi un’iniziale autodiagnosi riconoscendosi vittime di manipolatori psicologici. Con un libro chiaro e comprensibile a tutti, è possibile raggiungere tutti e, credo abbia pensato l’autrice, poter aiutare tutti.
      Sì il violento psicologico non ha né genere né ruolo. Lo puoi trovare ovunque e quindi può colpire ovunque. Etichettare il maschio come il cattivo e la femmina come la debole vittima fa un po’ favole di Esopo… il lupo e l’agnellino. L’argomento è dannatamente più complesso e direi interdisciplinare. Non basta certo un solo libro. Ma se, come per tutte le cose, si comincia con l’A, B, C… questo può andar bene.
      Grazie a te del commento

      • cavallogolooso ha detto:

        Una delle cose che non trovo da nessuna parte è : come fa il manipolatore affettivo, il vampiro, il narcisista patologico … a rendersene conto? Ho letto ad esempio “spesso non viene creduta, con grande soddisfazione del suo aguzzino.” … che sembra indicare l’intenzionalità, il dolo, il piacere di fare del male … non come uno che ruba per mangiare, ma perché considera fessi gli altri e quindi giusto derubarli con la propria furbizia.

        Come fa la persona che tutto sommato non vuole nuocere a rendersi conto che lo sta facendo?

        Io ad esempio temo di essere uno di quelli.

        • bloodyivy ha detto:

          intanto scusami… ho trovato 3 tuoi commenti ma li leggo con calma nei brevi momenti di tempo che riesco a trovare.
          Uhm sei un manipolatore sadico e perverso se lo sai e, ti importa solo di provare la sensazione di benessere che ti dà a veder soffrire la tua vittima, se te lo chiedi, magari per comportamenti sbagliati fai soffrire ma non sei manipolatore sadico.
          Ci sono articoli da veri siti di psicologia (intendi, non “donna moderna” o simili) che trattano la genesi del manipolatore perverso… spesso nell’infanzia solo stati a loro volta vittime di genitori così (ma non è detto lo si diventi per forza, perché da adulti si può invece cercare di fare di tutto per non esserlo e far provare ad altri quel che è stato fatto su di noi), molti sono stati maltrattati e da grandi si vendicano ma, non potendo infierire sui loro carnefici usano altri, altri ancora erano invece molto idolatrati e viziati dalla loro madre. Ma alla fin fine di essere manipolatore sadico lo scegli.
          Se riguardi al passato e hai momenti di orrore del tipo “oddio che ho fatto? ma come facevo ad essere così stupido e non capire? oh, quanto saranno stati male per colpa mia!” e, a me capita, alla fin fine l’intento è rimediare e diventare migliori.
          “Conosci te stesso” la massima di Socrate, è sempre valida 🙂

      • cavallogolooso ha detto:

        diciamo che oltre al manuale di autodifesa, servirebbe qualcosa su “come nasce il manipolatore affettivo” … le (con)cause che portano alla costruzione di una simile personalità immagino siano note, dato che ci si costruisce su un manuale di riconoscimento … che arriva tardi. Magari fare qualcosa per non creare storture sarebbe meglio. Io ad esempio vedo moltissimi genitori e mamme dare informazioni incoerenti che mi farebbero uscire pazzo: scelte senza via d’uscita corretta, sbagli sempre. E molte altre che semplicemente mi fanno osservare che quelle persone non dovrebbero poter educare bambini.

  2. filippopergolizzi ha detto:

    Ciao, ti ho selezionato per l’aggiudicazione del Liebster Award, clicca sul link sottostante, ritira il premio e fatti conoscere rispondendo alle dieci domande.
    E’ un gioco ma allo stesso tempo una buona occasione per conoscersi meglio, infatti io seguo il tuo blog,
    Ciaooooo! 🙂
    https://filippofabiopergolizzi.wordpress.com/2015/05/27/liebster-award/

  3. Mamma che buono ha detto:

    Carissima, anni fa lessi un libro che in chiave romanzata istruiva in merito. Il perché lo lessi sta nel fatto che io stessa medesima sono incappata in un portatore di questa personalità e ci ho convissuto per venti anni. Solo adesso capisco quanti errori ho fatto, il primo dei quali era quello di darmi sempre delle giustificazioni riguardo ai suoi comportamenti. Fui di certo una vittima sua e carnefice di me stessa. A volte asserisco che fu invece il contrario. Dietro ad un manipolatore c’è un manipolato, purtroppo spesso, masochista a tal punto da non voler guardare in faccia la realtà. Sempre bello seguirti e grazie.

    • bloodyivy ha detto:

      hai avuto il tuo inferno carissima… guarda, ne ho presi 3 sullo stesso argomento, con tre gradi di difficoltà di lettura, proprio per approfondire. Questo è ottimo come approccio, come “pulce nell’orecchio”, è l’accettare la pillola rossa di matrix; gli altri sono più “sconvolgenti”, sono i passi seguenti quando si ha scoperto in cosa si è incappati e aperto gli occhi. Penso di fare la recensione anche degli altri a lettura ultimata ma… per gli estranei potrebbero sembrare trailer di film horror e per chi “ha fatto quella guerra” persino dolorosa la lettura. Mi ricorderò di segnalarteli, così se vorrai potrai leggere. grazie a te

  4. STEFAN RIZNIC ha detto:

    Tutto molto bello in effetti, per chi cerca i babau ad ogni angolo.
    In realtà per avere un furto occorre essere in due, ladro e derubato.
    Molto più utile quindi sarebbe una descrizione dei 10 profili più comuni di “manipolati relazionali” più che dei manipolatori, e insegnare loro a non essere più manipolabili invece che stare sempre lì sul chi va là per scorgere il babau.
    Ma l’autore sarebbe all’altezza del compito ?

    • bloodyivy ha detto:

      è un libro davvero carino, ma non esaustivo e lo si legge aspettando il treno (ok visto il ritardo dei treni, il bus), è una cartina tornasole da leggere per capire se si hanno “i sintomi” non di più.
      Molto utile come approccio per l’argomento. Non è pensato per approfondire e curare, ma per metterti la pulce nell’orecchio. E’ per tutti, non servono studi precedenti a monte.
      Quel che dici tu è il passo successivo, + lungo e impegnativo, ha a che fare con la vittimologia, che è un ambito relativamente nuovo e molto interessante. Ma bisogna aver già compreso che esiste il problema e non essere proprio digiuni di psicologia.
      L’autore probabilmente sa di non essere in grado di scrivere simili saggi e quindi ha preferito pubblicare questo che cmq può essere utile, lasciando che siano persone più preparate a scrivere i tomi più approfonditi sull’argomento.

  5. marzia ha detto:

    Ho appena scoperto questa zona del tuo blog.
    E’ tardi per soffermarmi, ma considero molto ammaliatore il tema..
    Cosa ti ha spinto ad occuparti anche di psicologia?

    • bloodyivy ha detto:

      è una materia della quale è necessaria almeno una buona infarinatura per occuparsi di criminologia e… anche di filosofia perché la verità di cui ci convinciamo a volte cambia a seconda delle lenti che hai davanti agli occhi 🙂

      • marzia ha detto:

        Vero!
        Insomma, ti occupi di criminologia..era uno degli obiettivi ci mia nipote Claudia, obiettivo poi abbandonato.
        Chissà perchè piace la criminologia..
        🙂

        • bloodyivy ha detto:

          mi piace studiare il male, in tutte le sue forme, conoscerlo, comprenderlo e soprattutto capire come scoprirlo e come allontanarlo 🙂

          • marzia ha detto:

            Hai qualche specializzazione, di certo.
            Ti sai data uno scopo fascinoso e complicato…
            Lo sai vero?
            Leggi “Groviglio di vipere” di F.Mauriac…
            A me affascina le arditezze della mente umana ( e della creatività in senso negativo), ma poi scopri che tutto si riduce a poche essenziali motivazioni per il male o no?

            • bloodyivy ha detto:

              grazie del consiglio, il libro non lo conosco, lo cercherò. E’ impossibile che non affascini la mente umana perché, alla fin fine, noi siamo il nostro cervello, è quello che usiamo nel libero arbitrio. Ma come?
              Le motivazioni per il male son sempre quelle, verissimo

              • marzia ha detto:

                Per le tante stranezze della vita da qualche giorno mi vado accorgendo più del male che circonda che del bene.
                Male come miserie morali ect…
                Il libro l’ho trovato straordinario…ma non ti anticipo nulla.
                Ti prestarei la mia copia se avessi fiducia nelle PPTT
                ( sono andati persi 3 telegrammi e 4 mie lettere: e dire che io amo molto la scrittura tradizionale, magari con la stilografica)

              • bloodyivy ha detto:

                con le poste è sempre un azzardo 🙁
                personalmente sono convinta che stiamo vivendo dei momenti dove il male supera di gran lunga il bene…
                lo cerco e me lo ordino e me lo leggo quanto prima 🙂 thanks

              • marzia ha detto:

                E’ una riflessione che sto facendo costantemente..
                Il male è imperante..perchè stiamo vivendo un lungo medioevo? Non saprei.
                Io continuo per la mia strada del bene, di incoraggiare, valorizzare..sono sempre andata controcorrente.
                Mi sono sempre sentita un salmone.
                Certo, son amareggiata; succede..
                E’ uscito da poco un mio articolo che valorizza l’operato meritevole dei volontari che , come da tempo fa Lega ambiente, operano gratis e senza riconoscenza per la rimozione dei rifiuti.
                Ne ho scritto nel mio blog alternativo..
                http://marziastoryteller.tumblr.com/post/145006004336/le-aquile-di-sacco

  6. Elena ha detto:

    Ciao Ivy,
    molto interessante questa recensione, sullo stesso tema ti segnalo un altro libretto in cui ho trovato parecchie “pulci”: Mr Unavailable and the Fallback Girl di Natalie Lue.
    Ha le due pecche di essere solo in inglese e di aver classificato i ruoli per genere già dal titolo, ma tutto sommato vale la pena leggerlo.

    • bloodyivy ha detto:

      thank you! me lo sono andata a cercare, l’ho trovato disponibile in e book. me lo archivio nella mia lista dei desideri (solo libri 🙂 ) grazie

  7. auacollage ha detto:

    Grazie Bloodyivy per gli apprezzamenti al mio blog.
    Molto, molto interessante il tuo.
    Ho appena ordinato “groviglio di vipere”, il libro che ha consigliato Marzia.
    Molto interessante , per quel che riguarda la manipolazione nelle sue varie forme del bambino, l’analisi di Alice Miller, “riprendersi la vita, i traumi infantili, l’origine del male”, per esempio e altri. Psicologa e psicoanalista svizzera fu rifiutata e criticata perchè non accettò mai l’idea di “bonificare” e perdonare il genitore “cattivo” come soluzione risolutiva e rasserenante, anzi, ribadisce sempre nei suoi libri, come questo comportamento condice solo ad uno schiacciamento della personalità in schemi manipolatori, ripetitivi e cattivi.
    Le terapie che sempre indicano una via di accettazione e perdono ( mio padre mi picchiava sempre ma lo faceva per il mio bene..e altri esempi) portano ad una coazione a ripetere obbligatoria. Così ben pochi riescono ad uscire da queste “gabbie” interiori. Così il masochista è attratto dal sadico e viceversa. Il codice affettivo infantile, profondo diventa come un radar e capta l’atteggiamento nel quale riconosce il legame che ha vissuto con i genitori.
    Il libro che ho citato mi è piaciuto molto e anche gli altri.
    Buona serata.

    • bloodyivy ha detto:

      grazie dell’interessantissimo commento che arricchisce il post.
      sicuro, quello che abbiamo appreso come schema affettivo dai genitori (che possono essere bravissime persone ma non per questo esenti da problemi psi) ce lo portiamo dietro per tantissimi anni, a volte (se nessuno ci sveglia o ci insegna a comprendere) per tutta la vita.
      Sono andata a vedermi il catalogo di tutti i libri pubblicati dalla Miller, argomenti interessantissimi, soprattutto in grado di aiutare molte persone. Non me li lascerò sfuggire

      • auacollage ha detto:

        Sono d’accordo riguardo ai genitori. A parer mio la necessità di “svegliarci” ce l’abbiamo e poi appena arriva “il campanello della sveglia” iniziamo il “lavoro”! Ti ringrazio molto e non sai come sono contenta di questo scambio. Alla prossima. Intanto buona domenica!

  8. Eletta Senso ha detto:

    Pare che il tema sia ” caldo ” in questo periodo: ho un’amica che “analizza ” la situazione affettivo-relazionale di un’altra sua amica e ha identificato il suo lui come manipolatore affettivo. Pare, almeno a me, che questi simpatici tipacci in realtà siano esseri molto più deboli delle loro povere vittime.
    Interessante il tuo post. I rapporti sono, sempre a mio parere, difficilmente classificabili in categorie. Infinite sfumature ne fanno sempre casi singoli. Una volta avremmo chiamato un uomo simile: padre padrone, uomo arrogante prepotente precaricante egocentrico. A volte malato. Patologicamente.
    In questa fase della mia vita, dopo essere stata in presenza di uomini siffatti, io mi diverto a smontarli come un orologio meccanico. L’esperienza aiuta. 😉

    • bloodyivy ha detto:

      sì, credo che ognuno di questi mostri sia un mostro a parte.
      E credo che diventino deboli quando la vittima sfugge (e non solo fisicamente, ma comprende di essere vittima di violenza o tortura psicologica), la loro forza è il dominio, il sapere che stanno soggiogando, distruggendo qualcuno.
      Vengono attratti da un determinato tipo di persona così che questa nella vita ne incontra almeno un paio.
      Se sei nella fase dove ormai li riconosci “a naso” ne capisci i meccanismi e ti diverti a smontarli come un orologio… beh… stai facendo “un’opera buona a tutta l’umanità”. Ti dedico un applauso!!!

  1. 15/06/2015

    […] mio modestissimo parere, lo vedo come il seguito ideale di questo piccolo ed agevole libro qui che, avevo recensito consigliandolo a chi, stesse vivendo un rapporto doloroso senza comprenderne […]

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