Il Grande Complotto su san Nicolò – 2nda parte

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17 Risposte

  1. gianni ha detto:

    Battute o no, complotto o no è la prima forma di omertà, tradimento, bugie e incertezza se i genitori dicano il vero che si affronta nella vita. Personalmente non ho avuto mai simili traumi, però ne capisco il dramma.

  2. gianni ha detto:

    Ah, io sono quello che chiedeva perché a me poteva portarmi via il Baubau o darmi carbone la Befana, mentre potevano portarsi via Hitler prima della 2a guerra mondiale…

    • bloodyivy ha detto:

      ecco la classica domanda del ragazzino intelligente che ti spiazza gli adulti lasciandoli senza risposta 😉

      • gianni ha detto:

        Temo valga non solo per Babbo Natale… 😛

        • bloodyivy ha detto:

          non per vantarmi, ma io ho cercato di fare con mia figlia l’incontrario di come si son comportati con me, cioè rispondendomi alle mie domande con “è così perché l’ho detto io”. E’ impegnativo rispondere a tutti i perché dei bambini ma apprezzano che tu stia facendo attenzione a quel che ti stanno dicendo. Apprezzano anche la sincerità anche quando ammetti che quella risposta non gliela sai spiegare bene perché non sei un astronomo, un chirurgo o un ingegnere. E’ il sentire che i loro pensieri sono considerati seriamente che li appaga. Poi…. io ne ho solo una, ne avessi avuti tre di figli con tre raffiche di domande diverse non lo so se sarei riuscita a tenere il ritmo 😉

  3. therealsadness ha detto:

    Non lo scoprii fino alle elementari, quando una nostra maestra ci spiegò l’inganno (era in buona fede, pensava lo sapessimo tutti).
    Con mia madre reagii proprio come hai scritto: un urlo e fiumi di lacrime. Da parte sua, ha riso per l’intera giornata.
    … Non avevo mai pensato alla cosa come un rito di passaggio, per me è stato uno degli inganni più dolorosi.

    • bloodyivy ha detto:

      già… dolorosissimo 🙁
      io l’ho scoperto prima e così “i grandi” cercavano di continuare con la farsa insistendo che ero io a sbagliarmi. che brutti momenti da far passare ad una bambina…

  4. marinaraccanelli ha detto:

    ti invidio per la tua capacità critica tanto precoce (che del resto non ti ha reso felice, almeno a quel tempo, se mai dopo ne sei stata orgogliosa ) ma soprattutto per la tua capacità di ricordare anche fatti molto lontani nel tempo; io, per quanto ci provi, non ho molti ricordi della mia prima infanzia, ora che sono sull’altro versante della vita mi piacerebbe molto recuperare l’inizio….emergono solo poche immagini scollegate.
    Ad esempio, per quanto riguarda il complotto – come tu lo chiami – di San Nicolò, o Babbo Natale o Gesù Bambino, ho solo un vago ricordo di una volta che mi mandarono a spasso col nonno perchè non li vedessi fare l’albero coi doni sotto, e io sapevo benissimo perchè mi mandavano a spasso e cosa mi aspettava al ritorno, ma stavo zitta e pensavo dentro di me: ma lasciamoli pensare che io ci creda ancora, se si divertono così ….da me Gesù bambino arrivava la vigilia, come in Germania, l’albero era grande e vero quando ancora si usava poco in Itaila, e il presepe piccolissimo…davanti all’albero c’era una figura di Papà natale e dietro i diavoletti suoi aiutanti, però erano incatenati e non potevano farci del male….un bel sincretismo, non ti pare?

    • bloodyivy ha detto:

      ricordo troppe cose della mia infanzia… di quando ancora ero piccola e non camminavo e non sono ricordi indotti da cose raccontatemi casomai l’inverso. Cose che io non ho mai detto a nessuno. Compresa la sensazione che provavo sulla pelle quando zia (e dovevo avere solo un paio di mesi) mi immergeva nella bacinella per fare il bagnetto. Era un poco rovinata sul fondo e quindi ruvida e io sulla pelle lo sentivo. Ma ricordo anche i sogni. Quelli che mi impressionavano di più lo sapevo da me di non essere in grado di interpretarli e allora, per ricordarli passavo i giorni seguenti a ripetere “devo ricordarmelo per quando sarò grande, devo ricordarmelo per quando sarò grande, devo ricordarmelo per quando sarò grande…” chissà quanti ne avrò dimenticati ma per alcuni, sul serio ha funzionato.
      Ma non è pericoloso non scotomizzare quasi nulla o almeno cercare di non farlo? Beh in realtà credo di aver trattenuto solo ricordi agganciati a percezioni, sia molto belle che brutte: ricordo quelle e poi rivedo il contesto, la scena, nn altro.
      Voglio dire… a parte due di ungaretti, non so a memoria nessuna poesia.
      Anche tu però ricordi i pensieri che facevi allora “ma lasciamoli pensare che io ci creda ancora se si divertono così”… 🙂 🙂 🙂
      Che belli gli alberi grandi e veri, che profumo! Non ne vedo più da anni. Una volta era proprio un rito preparare l’albero, dovevi persino portartelo a casa. Che ci fosse più tempo libero? bei ricordi 🙂 grazie

      • marinaraccanelli ha detto:

        è veramente misterioso il meccanismo della memoria…avevo sempre pensato che gli scrittori che iniziano le loro autobiografie (vere o per interposta persona) dai primi anni o addirittura mesi di vita abbiano una fantasia molto fertile e magari un po’ truffaldina, e invece poi scopro che esistono davvero persone in grado di risalire indietro, dove la parola ancora non è in grado di definire sensazioni ed emozioni.
        Una sei tu, ma ancor prima mia sorella un giorno mi raccontò che si ricordava benissimo di quando le cambiavano i pannolini sulla tavola di cucina, e anche mio marito ricorda molti dettagli della sua prima infanzia…
        Però, anche se non ricordo se non pochissimi dettagli dei miei primi natali, è rimasta in me la magia del profumo di abete, misto all’odore di candeline che si stanno poco a poco fondendo e non cambierei questo ricordo con quello degli abeti finti di adesso, anche se carichi di bellissime decorazioni e lucette ammiccanti.
        Ricordo anche l’odore di carta patinata di un libro ricevuto in dono e che cominciai subito a leggere, seduta accanto all’albero. Durante la lettura, il resto del mondo spariva…

        • bloodyivy ha detto:

          beh, Proust aveva ragione, si comincia a ricordare proprio con le sensazioni (dove parla di les Petites Madeleines), ti fermi su quelle, ti concentri con calma e pazienza e piano piano nella memoria rivedi scene, risenti discorsi.
          Anche tu inizi dalle sensazioni, vedi? odori di abete, candeline, carta… 🙂 ci vuole tempo e calma per ricordarsi… lo dice anche il modo di dire comune “lasciarsi cullare nei ricordi” 🙂

  5. artechianti ha detto:

    Penso che vivendo nel dualismo siamo obbligati a scoprire i due lati della medaglia! Ho avuto la fortuna di amare molto il gioco e questo da grande spesso si trasforma in ironia e così tante cose che ti farebbero soffrire affogano in un bel sorriso ironico. Non si può andare sempre in un’unica direzione si volta si gira si torna indietro…. Se i grandi mentono su certe cose ti feriscono terribilmente ma per altre sta a te capire il gioco….che non sempre è a fin di male.. La scoperta di San Nicolò la paragono alla frustrazione della prima mestruazione. Anche se prima mi avessero avvertito, il momento in cui lo vivi è veramente terribile soprattutto perchè vieni a capire che non sarà una volta all’anno ma tutti i santi mesi!
    Lasciamo che San Nicolò e Krampus se la vedano fra loro e scegliamo il nostro modo di vedere e di vivere e ….continuiamo a giocare .perchè la fantasia ha veramente le ali

    • bloodyivy ha detto:

      non sono d’accordo (beh, logicamente, sennò non avrei scritto questo post). il dualismo, il conoscere e distinguere bene da male è essenziale nella vita (anche perché noi stessi siamo un intreccio di parte luminosa e parte oscura e capire il perché siamo così è la condizione necessaria per lavorare su noi stessi) ed è qualcosa che si impara giocando, sicuramente.
      ma… i bambini non stanno giocando quando credono a quanto raccontano come fatto vero i genitori riguardo a san Nicolò e il krampus.
      Il gioco per essere definito tale, deve fondarsi su due presupposti,
      1) deve essere serio (i bambini giocano per aumentare le loro abilità e non si scherza e non si imbroglia a meno che nelle regole del gioco non sia permesso il “senza regole” ma che non sarà mai un imbrogliare perché concordato.
      Per giocare serve la consapevolezza che stai giocando. Se sei dentro ad un gioco di altri e non lo sai, non stai giocando… si è pirati ma si sta che si sta giocando perché se non fai il pirata o viceversa sei convinto di esserlo davvero, e ti ci senti anche finito l’incontro con gli amici, non stai giocando.
      Il gioco implica una destrutturazione del soggetto consenziente e una piena consapevolezza del sé che gioca
      2) il gioco deve essere divertente, deve, sennò non è gioco (anche giocare alla guerra e alla lotta devono essere divertenti). Mentre il bambino scoprendo che i genitori hanno mentito soffre, prova rabbia, sintomo dell’abbandono subito (io mi fidavo di voi, mi sentivo protetto nella convinzione che “se lo dice la mamma è vero”) e non si diverte.
      Forse i grandi stanno avendo un esperienza ludica fra di loro ma non certo con il bambino.
      Come rito di passaggio ci può stare, imparare dai propri genitori (che cmq ti vogliono bene) come va il mondo dove uomini grandi mentono, imbrogliano ecc è meglio capirlo da loro che da estranei che possono farti davvero del male.
      I bambini giocano per imitare ed imparare dagli adulti, quindi sarebbe pure rischioso per un adulto scusarsi con un “è solo un gioco” poiché come loro hanno giocato con il bambino, questo imparerà a giocare con loro e con il prossimo così: bugie saranno ammesse.
      Appunto perché impara in fretta a cambiare direzione, impara l’azzardo che poi il rischio nel bambino ha a che fare con l’intelligenza (“proviamo, vediamo cosa succede…”).
      Poi… dalla notte dei tempi si racconta ai bambini di san Nicolò e del diavolo al suo seguito non è che arrivando io con un mio post, cambi le cose. Ma io ho una vena polemica abbastanza spiccata. Inoltre come festa (ma chiara, a carte scoperte) piace tantissimo anche a me.
      scusa per la risposta lunga e pallosa e grazie per l’imput che mi hai dato nel commento 🙂
      è un modo per conoscere meglio i miei lettori 🙂

  1. 04/12/2016

    […] San Nicolò e il grande complotto – prima parte – seconda parte […]

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)

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