Guareschi – Diario Clandestino 1943-1945

Potrebbero interessarti anche...

37 Risposte

  1. Guido Sperandio ha detto:

    Guareschi, grande scrittore. Protagonista di storie sfortunate (alludo alle sue vicende poi a guerra finita… il processo ecc.), ma questa è – come si suol dire – un’altra storia.
    Bene fai a ritirarlo fuori e ricordarlo. E nel modo più consono: riportandone degli stralci.

    • bloodyivy ha detto:

      se sabato nessuno mi scoccia scrivo un post del ciclo suicidio, su come c’erano epidemie di suicidi ai tempi delle deportazioni e di come tutto invece è cambiato all’interno dei campi di concentramento, dove all’incontrario, ci si mise in testa di sopravvivere a tutti i costi.
      Ho pensato che una testimonianza in viva voce come questa, brani del diario scritto nel lager, ci sarebbe stata bene, da inserire come link.
      Scriveva benissimo. L’unico romanzo d’amore che abbia mai letto è il suo (il destino si chiama Clotilde o un titolo simile) e avevo le lacrime per lo sforzo di trattenere le risate (ok era d’amore ma sui generis).
      In questi giorni, ho captato la notizia della morte di sua figlia Carlotta, ma non ho ancora avuto tempo per informarmi meglio.

      • Guido Sperandio ha detto:

        Sì, “il destino si chiama Clotilde”.
        Guareschi, Mosca (Il signor Veneranda)….

      • krausmario ha detto:

        Grande Bloodyivy, se ti capita da’ un’occhiata anche all’Italia provvisoria, una sorta di collage tra storie umoristiche, immagini e racconti tragici che riescono a far ridere e piangere a un tempo. Guareschi mi sembra ancora più grande in quel libro che non nella saga di Don Camillo e Peppone.

        E scusate se è poco.

        • bloodyivy ha detto:

          di lui mi mancano anche le raccolte di candido, le pagine del giornale con le sue famigerate e tanto pepate vignette… piano piano provvederemo anche lì

          • krausmario ha detto:

            Anche a me, mi sono letteralmente divorato gli articoli tratti dalle selezioni dei volumi di Candido. Con Leo Longanesi è stato uno dei più grandi giornalisti

  2. Aldievel ha detto:

    Bel pezzo (con tutte le dovute riserve su Guareschi)…

  3. cristinadellamore ha detto:

    Ma sai che questa storia dei colonnelli che sognano mi ricorda irresistibilmente Blade Runner?

    • bloodyivy ha detto:

      ehm… sui libri son ferrata ma in quanto a gusti cinematografici faccio acqua da tutte le parti. So che blade runner è una pietra miliare del cinema e la cosa finisce lì, mentre ho visto la trilogia completa di blade l’ammazza vampiri, insomma ho gusti un po’ così :)… quindi non saprei che risponderti. Ps: ma sto seguendo degli ottimi blog che parlano di cinema proprio per colmare questa mia mostruosa lacuna.

      • cinemadegenere2014 ha detto:

        Blade runner inoltre è tratto da uno dei migliori romanzi del 900. Magnifi entrambi, sia il romanzo sia il film.

        • bloodyivy ha detto:

          beh per averlo visto l’ho visto… ma anni fa e non ne saprei raccontare la trama. E quello che mi piace guardare fa venire i brividi ai puristi… lo so. Per esempio mi rilasso con le produzioni dell’asylum. Compatitemi magari, ma non odiatemi, dai…

          • cinemadegenere2014 ha detto:

            Sono completamente d”accordo con te! Il mio era solo un invito di lettura e di visione. Io guardo film e leggo libri che alla gente normale farebbero venire il latte alle ginocchia dopo dieci minuti! Non mi sono mai permesso e mai mi permetterò di giudicare i gusti degli altri. Trovo, come te, che le passioni debbano essere un momento liberatorio e appagante, altrimenti non sarebbero tali. Inoltre il tuo è un bellissimo blog. Per finire: evviva lo splatter!

            • bloodyivy ha detto:

              ha ha ha ha ha 🙂 sempre evviva lo splatter!
              metto le mani avanti perché in fatto di cinema mi credono molto più in alto di quanto sia. Sere fa mi si apre la chat e un mio contatto mi scrive “scusa, ti sto disturbando? dovrei chiederti una cosa!” – “Sto guardando un film” rispondo, ma il senso implicito era che non disturbava e poteva chiedermi quello che gli serviva senza farsi problemi e invece fraintendendo mi risponde “Ah scusa, non volevo interrompere, chissà con che film culturale sarai alle prese, non importa, ci sentiamo un’altra volta”. Ho lasciato perdere, fa anche piacere che le persone ti considerino così seria e impegnata, ma in realtà stavo guardando sharknado 3. appunto per rilassarmi un po’.
              grazie dei complimenti sul blog 🙂 .

        • bloodyivy ha detto:

          conosco il cyberpunk devo avere più di un post a riguardo nel blog, ma che ci posso fare se preferisco altro, e il film mi ha così poco colpito che tutta la trama è nella nebbia.
          Capisco che per un cinefilo o peggio per chi i film li studia come disciplina sia anatema… anche io resto stravolta quando nelle cose in cui sono esperta io, la gente dimostra di non capirci una mazza e pure di non volerne sapere e restare ignorante vita natural durante. inconcepibile! Che vita inutile sarà la loro e non lo sapranno mai!
          Li leggo i blog di cinema, li trovo una manna per farmi una minima cultura, per senso del dovere, ma questo non implica andarsi a guardare i film o farseli piacere. Mi rilasso di più con lo splatter e non ci posso fare niente anzi non ci voglio fare niente, perché uno ha bisogno di distendersi mente, spirito e nervi con cose che lui trova piacevoli, è questo il senso degli hobbies, ritagliarsi momenti piacevoli.. sia nelle letture che nei film. Servono a stare bene, a ricaricarsi per poi continuare ad impegnarsi sul lavoro. E io mi rilasso guardando horror paurosi e leggendo saggi pallosi.
          ripeto: questo non significa che non apprezzi i blog sul cinema anzi, mi fa piacere sapere cosa piace al resto del mondo.

  4. krausmario ha detto:

    Magnifico. Lo stile di Guareschi (che detto tra noi e fra tutti è il mio scrittore preferito) è una gemma: forse è l’unico uomo al mondo che sia in grado e che potesse scrivere di argomenti tristissimi con questa scintillante, aerea leggerezza. Leggerezza che non è affatto la superficialità (come potrebbe esserlo, dato il contesto?) che gli addebitano i professori e gli intellettuali oggi, schierati puntualmente dalla parte giusta.

    La sua ironia riesce ad essere addirittura autoironia in una situazione in cui l’autocommiserazione sarebbe stata comprensibile e quasi doverosa, più ancor che naturale. Ma all’autocommiserazione Guareschi ha preferito la carità cristiana e la libertà dello spirito, che erano le sue qualità principali. Al punto che, pur di rimanere libero, andò addirittura in galera, e libero rimase anche in cella.

    “Ci sono cose, grazie a Dio, che non si possono spiegare” (Giovannino Guareschi, appunto).

  5. bloodyivy ha detto:

    giovannino guareschi style per vincere qualsiasi stato depressivo in cui ci può gettare la vita 🙂

  6. cilieginasuccosa ha detto:

    Mi è venutala pelle d’oca a leggere questo post.

  7. krausmario ha detto:

    Notizia purtroppo confermata: la figlia di Guareschi è mancata due giorni fa (http://www.tempi.it/e-morta-carlotta-guareschi-la-pasionaria).

  8. Volare8115 ha detto:

    Giovannino, fine “psicologo di campagna”… Capace come nessuno di farti entrare nelle storie con semplicità salvo poi imprigionarti in una ricerca di parte del tuo io presente in ciascuno dei suoi personaggi. Grazie per averlo riportato in vita!

  1. 01/11/2015

    […] “Di fronte ai miei compagni di Lager io rimango sempre il numero 6865. (…) Ci stivarono in carri bestiame e ci scaricarono, dopo averci depredati di tutto, fra i pidocchi e le cimici di lugubri campi, vicino a ognuno dei quali marcivano, nel gelo delle fosse comuni, decine di migliaia di altri uomini che prima di noi erano stati gettati dalla guerra tra quel filo spinato. Il mondo ci dimenticò. E la voce del numero 6865 che parla. E la stessa voce di allora. Sono gli stessi baffi di allora.” (Giovannino Guareschi – Diario Clandestino – qui dei brani) […]

  2. 06/12/2015

    […] Immanuel Kant, Del Suicidio ———- Guareschi, Diario Clandestino 1943 – 1945 […]

  3. 06/12/2015

    […] Kant, Del Suicidio ———– Guareschi, Diario Clandestino 1943 – 1945 ———- Emile Durkheim, Il […]

  4. 06/12/2015

    […] Suicidio, Immanuel Kant ———–  Guareschi, Diario Clandestino 1943 – 1945 ———— Emile Durkheim, Il […]

  5. 06/12/2015

    […] Suicidio, Immanuel Kant ———–  Guareschi, Diario Clandestino 1943 – 1945 ———— Emile Durkheim, Il […]

  6. 06/12/2015

    […] Kant, Del Suicidio ———–  Guareschi, Diario Clandestino 1943 – 1945 ———— Emile Durkheim, Il […]

  7. 26/01/2016

    […] Suicidio, Immanuel Kant ———–  Guareschi, Diario Clandestino 1943 – 1945 ———— Emile Durkheim, Il […]

  8. 19/06/2016

    […] Kant, Del Suicidio ———–  Guareschi, Diario Clandestino 1943 – 1945 ———— Emile Durkheim, Il […]

  9. 06/08/2016

    […] Kant, Del Suicidio ———–  Guareschi, Diario Clandestino 1943 – 1945 ———— Emile Durkheim, Il […]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: