Fenomenologia Criminale, il Rapporto Con l’Età

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7 Risposte

  1. Papillon1961 ha detto:

    Molto interessante. Nel caso dei minori zingari o giovani leve della mafia, che sono la maggioranza tra i minori si dovrebbe considerare la certezza matematica della impossibilità del recupero e reintegrazione. non c’entra col post ma è ciò che mi è venuto in mente.

    • bloodyivy ha detto:

      panzane!
      è difficile il recupero educativo perché fuori nel mondo li si etichetta proprio in questo modo.
      il principio base in criminologia e psicologia criminale è che, educando l’individuo si migliora la società, non stigmatizzandolo a priori.

      • Papillon1961 ha detto:

        Io credo sia prioritaria la colpa (quindi la punizione) rispetto ai motivi che l’hanno indotta, allo scopo di tutelare la società. A questo dovrebbe servire la giustizia.

        • bloodyivy ha detto:

          NO!
          A parte la grave mancanza alla dignità della persona che si fa dando ad un minore dell’irrecuperabile. La GIUSTIZIA NON é COSi. L’ergastolo dura 30 anni e non si getta la chiave per un motivo.
          Perché la giustizia è fondata sulla costituzione e quella segue ed applica. E la costituzione riconosce la dignità di un individuo e la tutela; esplicitamente nel diritto alla vita, nel diritto alla libertA, nel diritto alla salute. La giustizia accorda una pena giusta e non sproporzionata (non marca a vita un ragazzetto zingaro) e si propone di rieducare il punito secondo i principi della costituzione. No, perché sennò ti confOndi con le segrete del Castello di If del conte di montecristo o al “sorvegliare e punire” di foucault dove non rieduchi ma annienti

          • bloodyivy ha detto:

            che poi il sistema sia corrotto… che si puniscano innocenti e i furbi colpevoli la facciano franca appunto perché furbi e capaci di muoversi fra i cavilli del diritto… che gli avvocati abbiano ispirato il film “l’AVVocato del diavolo” Sì, che non esistano i giusti processi se non sulla carta… tutto quel che si vuole. Ma le persone non vanno stigmatizzate, soprattutto poi se minori, vanno educate. La GiUSTIZIA si propone di rieducare E NON FACENDO IL LAVAGGIO DEL cervello O A SUo piacimento, ma secondo i principi deLLa costituzione. (devo sistemarmi la tastiera, le maiuscole sembrano avere una vita propria).

  2. Invernomuto ha detto:

    Riguardo la recidività nei giovani delinquenti è sempre importante tener conto che l’inserimento in istituti correzionali spesso tende a metterli a contatto con un ambiente tutt’altro che formativo, mettendo a contatto adolescenti difficili con altri adolescenti difficili e isolandoli invece dall’influenza positiva che potrebbe esercitare la società sana.
    Quando un giovane (non necessariamente minorenne) entra in un istituto correzionale spesso perde di vista le possibilità di un recupero completo del suo status (complice lo stigma sociale imposto a chi ha precedenti penali) e si rassegna a dover vivere di espedienti. L’importanza di un percorso di reintegrazione in società valido ed efficace è il modo migliore per evitare la reiterazione o aggravamento dei reati commessi. Ottimo articolo.

    • bloodyivy ha detto:

      Ottimo il tuo commento. Sono solo post dalla lunghezza limitata E QUESTI commenti li completano.
      Però mi ribello alla frase “la certezza matematica della impossibilità del recupero e reintegrazione” soprattutto se destinata ad un minore.
      Tutti siamo stati messi in punizione da piccoli, dai genitori PER AVER ROTTO QUALCOSA; DALLA MAESTRA PER NON aver fatto i compiti. Ma le punizioni avevano una durata, poi finivano, l’inTENTO ERA INSEGNARCI QUALCOSA:
      che è quello che si propone la giustizia, non farti sparire per sempre dal mondo, ma il reinserimento in società:
      durissiMO; ANCHE PER LO STIGMA SOCIALE APPUNTO:
      (ho la tastiera che dà di matto, mi spiace)

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