Evagrius Ponticus e i Demoni del Deserto

Hieronymus Bosch, Trittico delle tentazioni di Sant'Antonio, particolare, 1501
Evagrius Ponticus (345-399) was one of the most famous of the Desert Fathers and Mothers Tempera and gold leaf on wood; Private collection, Massachusetts
Evagrius Ponticus (345-399) was one of the most famous of the Desert Fathers and Mothers
Tempera and gold leaf on wood; Private collection, Massachusetts

Vuoi conoscere Dio? Comincia a conoscere te stesso.
(Evagrius Ponticus)

Evagrius Ponticus (345 – 399) viene definito come il primo teorico del monachesimo dei Padri del deserto e demonologo. In realtà tutti i Padri del Deserto hanno trattato in modo ampio e approfondito l’argomento demoni, scrivendoci spesso dei trattati.

Evagrius Ponticus (Εὐάγριος ὁ Ποντικός, italianizzato Evagrio Pontico) chiamato anche Evagrius il Solitario, nasce nel 345 ad Ibora, nel Ponto. E’ consigliere di Basilio di Cesarea, di Gregorio di Nazianzo e poi eremita nel deserto egiziano, prima a Nitria vicino ad Alessandria e poi nel deserto di Scete alle Kellia, a qualche decina di chilometri da Macario il Grande, definito così per le sue capacità di discernimento; Evagrius lo chiamava Maestro. Muore attorno al 399.

Indirizza i suoi scritti agli altri eremiti che, scegliendo la via del deserto, vogliano intraprendere un percorso di elevazione dalla conoscenza sensibile a quella spirituale, confrontandosi con le proprie passioni fino a dominarle.
Attinse a piene mani dalle speculazioni filosofiche di Origene e così come quest’ultimo, fu condannato per eresia dal Concilio di Costantinopoli del 553.

Conoscitore profondo dell’animo umano, abile psicologo, descrive realtà psichiche con quei termini e concetti che, 1000 anni e qualche secolo prima della nascita della psicologia, aveva a disposizione.
Come anche gli altri Padri del Deserto del IV sec. attribuisce grande importanza allo studio delle passioni, riconducendo ad esse molti comportamenti degli esseri umani.

Evagrius Ponticus parla di 8 loghismoi che molestano l’anima dell’eremita e che se non dominati diventano catene che lo tengono prigioniero; loghismoi è una parola greca che vuol dire desideri, impulsi, passioni, vizi, nei testi latini vengono tradotti con de octo spiritibus malitiae e in quelli italiani spesso semplicemente con demoni qualche volta con spiriti della malvagità. Oggi in psicologia sarebbero definiti pensieri insistenti capaci di diventare ossessivi e incontrollabili e in filosofia vizi. Questi 8 loghismoi sono gola, lussuria, avarizia, tristezza, ira, accidia, vanagloria, superbia, capitanati ognuno da uno degli otto spiriti della malvagità.

Otto loghismoi, che un secolo più tardi, con Gregorio Magno, diventarono sette; furono tolte la tristezza e la vanagloria e aggiunta l’invidia, trasformandoli nei 7 vizi capitali del cattolicesimo, togliendo i riferimenti agli spiriti della malvagità.

padri-del-deserto1Gli spiriti della malvagità vengono identificati nel loro agire e ai processi psichici che causano ognuno di loro. Evagrius attribuisce un demone di una specie diversa l’una dall’altra per ciascuno degli 8 loghismoi.  Così per es, quello della gola ha una personalità propria e possiede una sua tecnica diversa da quello della tristezza; ne consegue che anche vanno combattuti con tattiche diverse.
Lo scopo della demonologia di Evagrius Ponticus invece è far comprendere cosa siano e come agiscano questi loghismoi per poi indicare come affrontarli.
Non tutto ciò che sembra demoniaco lo è, spesso le passioni hanno cause naturali e possono venire dalla nostra volontà ma le emozioni incontrollabili possono anche essere suggerite dagli spiriti della malvagità (abbrevio con SDM).
Gli eremiti che hanno scelto la via del deserto si sono già distaccati volontariamente dalle cose del mondo e così la lotta con gli SDM si svolge nei pensieri, nei ricordi, nei sogni e nelle immagini della fantasia, nei pensieri negativi che riescono a suscitare.
Per Evagrius Ponticus questi loghismoi, sia che siano SDM o passioni naturali, non sono solo male ma buone occasioni per accrescere la conoscenza dell’uomo, delle proprie forze e quindi migliorare. E’ un modo per far derivare il bene anche dal male e gli attacchi degli SDM risultano provvidenziali per la purificazione interiore e la miglior conoscenza di se stesso anche se ovviamente, gli spiriti della malvagità, tentando perseguivano obiettivi sull’eremita del tutto diversi.

Le persone per Evagrius sono di tre tipi: angeli, spiriti della malvagità e uomini.
Gli uomini comunicano nei modi che conosciamo i propri pensieri, e non è detto che siano buoni, valevoli, sinceri o non manipolativi; i pensieri che ci possono arrivare dagli angeli li possiamo riconoscere in quanto riguardano intuizioni sul perché le cose siano state create, il loro scopo, la loro essenza, mettono tranquillità nell’anima; dagli SDM arrivano per suggestione  e turbano l’animo, suggerendo di considerare le cose sempre con passione, soffermandosi su emozioni forti negative, ira, odio, desideri di distruggere in vari modi persone altrui e brama per beni che porterebbero a felici appagamenti o fama. Caratteristica degli SDM è l’odio, feroce, viscerale e continuo e tutti i loro interventi tendono a frustrare, affliggere e disonorare, umiliandolo, l’eremita che ha scelto il deserto e ora lo divide con loro.

La Grotta di Antonio il Grande, detto anche Antonio abate, sant'Antonio d'Egitto, sant'Antonio del Fuoco, sant'Antonio del Deserto, sant'Antonio l'Anacoreta (Qumans, 251 circa – deserto della Tebaide, 17 gennaio 357)
La Grotta di Antonio il Grande, detto anche Antonio abate, sant’Antonio d’Egitto, sant’Antonio del Fuoco, sant’Antonio del Deserto, sant’Antonio l’Anacoreta (Qumans, 251 circa – deserto della Tebaide, 17 gennaio 357)

La lotta contro gli SDM si svolge principalmente a livello mentale ed è un confronto con la parte oscura dentro di sé. Ma, a detta dei Padri del Deserto, che parlano non in virtù di speculazioni teoriche ma della loro stessa esperienza, i demoni popolano il deserto quanto gli eremiti.
Sono innumerevoli, dicono, volteggiano senza sosta nell’aria simulando anche tempeste, assumendo molteplici forme terrificanti.

I demoni nel deserto si fanno sentire, la vita dei Padri del Deserto è un susseguirsi di battaglie e assalti condotti dai demoni contro di loro. L’ascesi nel deserto è una lotta, interiore e mentale dove vizi/loghismoi e virtù combattono.
I Padri del Deserto fanno spesso esperienza della visione di pensieri, li chiamano “distrazioni“, che vagano intorno alla cella e cercano di penetrare nella mente dell’eremita. Possono apparire come mosche che ronzano attorno alla testa dell’eremita cercando di penetrargli nella bocca, nelle orecchie, negli occhi. Ma oltre a queste presenze infestanti di pensieri/ distrazioni che vogliono intrufolarsi nelle teste altrui, appaiono anche gli angeli, che vedono aggirarsi intorno agli eremiti più concentrati nella preghiera, brandendo una spada di fuoco o circondando l’eremita con una siepi invalicabili e cacciare i loghismoi.

I pensieri negativi già annidati nel cuore dell’eremita ne attirano di simili, perché hanno una capacità di attirarne altri a loro analoghi, così che dal carattere di quelli che vengono da fuori l’eremita può sapere quello che già ha dentro e combatterlo, subito, perché “sono come topi che infestano una casa e che è meglio uccidere uno a uno finché sono pochi“.
Evagrius insegna delle tecniche da tenere in queste guerre mentali. Una consiste nell’analizzare i propri pensieri e le immagini che suscitano, il modo in cui pensieri e immagini si collegano e in quale sequenza, osservare le circostanze della loro venuta e poi individuarne la natura; i meccanismi mentali insomma, psicanalisi ante litteram.
Concentrati su te stesso, ricordati tutto quello che ti è successo, come è cominciato, come è continuato, in quale luogo eri quando sei stato catturato dallo spirito della lussuria, dell’ira o della tristezza e come tutto ciò è proseguito. Esaminalo attentamente e conservalo nella memoria, per poter smascherare il pensiero, quando si presentasse nuovamente“. (Evagrius Ponticus – Ee diversis malignis cogitationibus)

Max Ernst - La Tentation de saint Antoine - 1945
Max Ernst – La Tentation de saint Antoine – 1945

Se si conoscono i pericoli è più facile difendersi. Conoscere gli SDM e le tattiche da questi usate, sottrae loro pericolosità, e può aiutare alla difesa dai loro assalti, tuttavia questa conoscenza è soprattutto il risultato di una profonda, lunga e sincera osservazione di se stessi. Questo è il primo passo nella lotta contro i demoni.

Gli SDM  sono astuti, mentono e usano varie astuzie per ingannare. Rispetto agli angeli mancano di conoscenza in quanto non sono in grado di leggere nell’animo umano, ma “vanno alla ricerca dei punti deboli dell’uomo, delle sue inclinazioni e preferenze e le rinforzano senza che egli se ne accorga“, per conoscere la condizione umana sono legati al suo comportamento: il portamento, la voce il modo di muoversi ecc… oggi diremmo alla comunicazione non verbale ed involontaria.

Gli spiriti della malvagità cercano in continuazione di rovinare l’uomo, influendo non direttamente sull’intelligenza e volontà, sulle quali può agire direttamente solo Dio (ma che preferisce lasciarci liberi), ma sui sensi e indirettamente sulle facoltà nobili dell’anima umana, intelletto in primis e così sono in grado di offuscare l’uomo di fronte alla realtà e alla verità delle cose, possono anche spingere alla pazzia.

Per es. gli SDM per indebolire le resistenze degli eremiti malati,  possono suggerire di osservare digiuni più stretti, o l’incontrario, mimetizzandosi da debolezza innocente o inclinazione innata, indurre l’eremita sano a spezzare il digiuno e a cibarsi in modo eccessivo. Gli SDM in fatto di logica, intellettualizzazioni, motivi ragionevoli, superano l’uomo ma inseriscono i pensieri nel contesto sbagliato.
Dice Evagrius “Nel momento sbagliato consigliano la cosa giusta, che in questo modo diventa sbagliata. Sottopongono gli uomini a regole rigide, senza pretendere in considerazione la situazione“, puntano a far perdere la misura delle cose e a non essere prudenti.

Hieronymus Bosch, Trittico delle tentazioni di Sant'Antonio, particolare, 1501
Hieronymus Bosch, Trittico delle tentazioni di Sant’Antonio, particolare, 1501

Non è facile discernere quando i pensieri derivano dagli SDM o da altra causa, tuttavia quando portano con sé l’impronta della violenza, passioni, emozioni dannose, soprattutto ira, amarezza, tristezza e scoraggiamento e turbano profondamente, sono loro.  Ogni eccesso proviene dai demoni.
I demoni costituiscono una forte realtà psichica ma la loro presenza viene appena percepita si nascondono dietro a pensieri inclinazioni preferenze.

È importante non illudersi di raggiungere il controllo dei loghismoi, il dominio su se stessi facilmente e senza combattimento.

qui un breve brano tratto da Evagrio Pontico – sentenze – gli otto spiriti della malvagità

Ora, questo post è un riassunto ridotto all’osso dell’insegnamento di Evagrius Ponticus, con interpretazione e parole mie, se è poco chiaro, con esempi poco consoni ed estremamente palloso la colpa è tutta mia, se non concordate con le idee riportate invece non concordate con Evagrius perché non è che io aderisca alle sue idee, ovviamente, anche se le apprezzo.
Mi occupo di demonologia solo per hobby; proprio come chi ha l’uncinetto, il giardinaggio o la pittura, io ho letture di demoni e demonologi… de gustibus! 🙂 🙂 🙂

 

Bloody Ivy

 

9 Commenti

  1. Interessante, mi sono ritrovata indietro di tanti anni, quando studiavo filosofia medievale che mi affascinò tantissimo. Ma non studiammo mai questa figura, oppure fu citata tra i tanti perché ci dedicammo ai classici della filosofia medievale-

    • filosofia medievale è affascinante ma molto ampia. Si studia il manuale e poi i libri sull’argomento del corso dell’anno e, se non capita proprio sui Padri del Deserto, Evagrius non lo trovi.
      grazie 🙂

  2. Un post di rilievo dove c’è tanta carne a cuocere e che devo rileggere con calma.
    Conosco ( per averne letto) l’esperienza dei Padri del Deserto e dei Chassidim..
    Molto interessante l’evolzione e la storia dei “loghismoi”..

  3. Ahaha, scusami mi sono spiegato male.
    Non intendevo chiederti come si fà a disattivare il copia e incolla, così posso copia e incollare il testo. Intendevo chiederti come faccio a disattivare l’opzione di copia e incollare, così la uso anchio per me! 😀

  4. Nella dottrina cattolica la parola ‘demoni’ ha sempre avuto lo stesso connotato 🙂 Mi riferivo a quello infatti, ovvero al significato che ha nella dottrina cattolica. Se avesse usato quel termine piuttosto che “spiriti malvagi” che sà tanto di new age/spiritualismo vago, sarebbe stato più netto. Ma lui stesso sarebbe dovuto essere cattolico per arrivare a questo, e se non erro non lo era.
    Per il fatto che è stato tacciato di eresia mi sono documentato a riguardo prima di scrivere il mio post, e in effetti, in aggiunta a certi pensieri di un certo spessore, scriveva anche delle cose sbagliate che per l’appunto possono essere considerate “anatema/eresia”. Comunque concordo con il riscontro del Concilio, se dici 100 cose brillanti ma poi ne spari 1 profondamente sbagliata, attui la stessa strategia del demonio che per farti credere alla più grossa delle bugie ti vende prima un centinaio di belle verità in fila, tanti bei frutti per annebbiarti e farti credere che l’albero sia buono, e poi quando ormai la tua porta è aperta che sei rimasto ammaliato e sedotto da tutte quelle belle verità, ti fà arrivare alla più grossa delle castronerie teologiche, che è quella più grave, facendotela passare in modo subdolo senza nemmeno che te ne accorgi, perche troppo accecato da tutti quei bei regalini che ti ha fatto.
    Ovviamente posso anche concordare che era in buona fede, di certo non l’ha fatto perchè “cattivo”, infatti non c’è nessuna condanna o giudizio da parte sulla persona e ci mancherebbe. Quindi la morale è: non ho bisogno di seguire lui, per approfondire certe cose. Mi attengo ad altre fonti. Anche se alcune cose non sono tutte da buttare.
    Un saluto 🙂

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