Effetto Forer nel Personality Test Tag

Processed with VSCO with g3 presetFa ancora un bel caldo che sa di vacanza; è la scusa buona per prendermi anche questa settimana di simil ferie dal blog postando un altro tag, probabilmente più riposante e meno impegnativo di qualsiasi altro tipo di post.

Non è proprio un tag, è più un invito che arriva da Dama con il cappello del blog racconti del passato, a partecipare ad un giochino test (questo qui) e condividerne i risultati nel blog raccontando se rispecchia o meno la personalità.
L’idea del tag personality test è partita da scritta in parallelo.

Innanzi tutto però vorrei fare tanti auguri a Dama con il capello che solo ieri si è sposata! 

testpianteEcco, in due righe di riassunto tradotto alla buona, i risultati del test:
Dente di leone – un pensiero coraggioso e combattivo, una persona che sa cavarsela da sola, non rinunci facilmente e sguazzi bene in situazioni che scoraggerebbero gli altri, l’istinto ti spinge ad aiutare gli altri in momenti di crisi…

Ortica – sei veramente di insegnamento e sostegno all’amico, sei un tipo di persona che proprio non è per tutti. Ma chi aspetta sarà ricompensato dalla tua gentile disposizione, e dal tipo di amicizia che fa la persona buona, non importa le difficoltà che si trovano di fronte. Se perdi l’equilibrio puoi diventare più spinoso che di supporto…

Passiflora – sei profondamente concentrato sugli altri e sul mondo intorno a te. Hai sviluppato il senso di ciò che è retto e giusto. Sei un pochino idealista e ti impegni di realizzare i la tua visione nel mondo. Occasionalmente perdi l’equilibrio e potresti sentire un senso di disagio e preoccupazione, specialmente di notte, elucubrando e rimuginando su tutto quello che è sbagliato o ha bisogno di punti fermi…

E… quanto ritengo che mi rappresenti il profilo uscito dal test? O, detto meglio: quanto sono cosciente dell’effetto Forer sulla mia psiche?
Il sito ha scopi commerciali, cioè suggerire acquisti; logico che usi tecniche di marketing piuttosto che indagini sulla psiche a vantaggio delle persone. Non che ci sia niente di male nel fare marketing suggerendo prodotti a base di erbe, anzi, ogni pianta ha le sue innegabili proprietà, nel bene e nel male, il tè alla cicuta del povero Socrate docet.
C’erano 9 domande,  ognuna con due possibili e antitetiche risposte del tipo Yep / Nope. Così, scegliendo per alcune, l’opzione più “urticante” era un pilotare il risultato verso “ortica” piuttosto che verso una pacifica e tranquilla “camomilla”.
Tutti i risultati del test, indipendentemente dalle piante uscite, sono piacevoli e lusinghieri per stuzzicare in modo più o meno inconscio, il nostro autocompiacimento, giacché sotto – sotto, un pochino narcisisti lo siamo e se qualcuno scrive qualche riga di apprezzamento nei nostri riguardi, beh, ci fa piacere.
E’ un test giochino carino che consiglio, ma mi dà l’occasione per spiegare il meccanismo del classico ed intramontabile effetto Forer.
Il Circo di Barnum
Il Circo di Barnum

L’effetto Forer lo conosciamo tutti (“chi? cosa? ma cosa cavolo sta dicendo questa? mai sentito…“)… ok magari mi sono espressa male, lo constatiamo tutti nel quotidiano anche se magari non sappiamo che si chiama proprio così.

Effetto Forer, da Bertram Forer, uno psicologo che nel 1948 studiò in modo esaustivo il già famoso anzi famigerato effetto Barnum, da  Phineas Taylor Barnum un imprenditore circense istrionico e geniale affabulatore, in grado di attirare folle di spettatori al suo circo.
Barnum (1810-1891) riusciva a convincere che nel suo show si esibissero dallo scheletro  di Cristoforo Colombo, alla sirena delle isole Figi e persino l’ex nutrice del presidente George Washington, in buona salute nonostante i suoi 161 anni d’età.
Il pubblico gli credeva. Barnum aveva capito che le persone tendono ad accettare quel che gli si dice se soddisfa le loro aspettative o i desideri che loro stesse hanno creato, insomma, un pubblicitario nato.
Più o meno come succede anche ora con le bufale che imperversano su Facebook condivise e commentate da creduloni.

Forer studiò a fondo questo tipo di manipolazione mentale. 
Spiegò che se offri qualcosa che quella persona ritiene tu abbia pensato e preparato appositamente per lei, la persona si sentirà lusingata  dalle tue (presunte) attenzioni, apprezzerà il gesto e (la pubblicità ci campa su queste cose), sarà disposto a crederti (e a comperare l’eventuale prodotto).
Spesso accettiamo complimenti (esagerati) sul nostro carattere, sulla nostra bellezza, sulla nostra intelligenza in quanto desidereremmo fossero veri e che gli altri ci vedessero così.

il circo di Barnum
il circo di Barnum

L’effetto Forer  è una trappola mentale che funziona perfettamente anche per finti test “fatti in casa” (nessuno mette in dubbio test seri come le macchie di Rorschach), oroscopi da giornaletti, messaggi pubblicitari; ci fa convincere che le descrizioni lette nell’oroscopo (nel test, nel messaggio pubblicitario ecc) erano accurate e pensate proprio per noi anche se in realtà sono vaghe e generali, apposta perché possano adattarsi ad individui molto diversi fra loro.
Uno legge nell’oroscopo “oggi sarai fortunato“, tutto contento esce di casa ed ecco che dal secondo piano cade un vaso che va a frantumarsi a 5 cm da lui. Pensa: “Caspita, c’è mancato poco, ho rischiato che mi cadesse in testa. Che fortuna! L’oroscopo aveva proprio ragione“. Un altro legge nell’oroscopo “oggi sarai sfortunato“, tutto preoccupato esce di casa e dal secondo piano cade un vaso che si va a frantumare solo a 5 cm da lui : “Che spavento! Resterò stressato per tutto il giorno e poi mi si sono anche sporcate di terra le scarpe nuove. L’oroscopo aveva ragione!“.

matrixNoi abbiamo bisogno di una convalida soggettiva al nostro desiderio di credere all’oroscopo (ai test, alle bufale ecc) e ci cuciamo addosso abiti di misura universale. Si tratta della distorsione psicologica studiata da Forer, secondo cui  un individuo posto di fronte ad elementi che crede a lui riferiti tende a ritenerli precisi ed accurati senza accorgersi che sono vaghi e talmente generici che potrebbero andar bene per tutti. Scatta il meccanismo psicologico del wishful thinking, una distorsione della realtà, cioè considerare vero quello che si vorrebbe lo fosse, e vedere solo le prove a favore.
Siamo quindi tutti personaggi che in Matrix avrebbero scelto la pillola blu? Ma noooooo, basta stare in guardia, con un minimo di logica, tanto buon senso, spirito critico e un pizzico di scetticismo, soprattutto convincersi che… non è vero che pensare stanca!!!

Grazie per la lettura Bloody Ivy 

 

7 Commenti

  1. Segnalo un refuso al secondo paragrafo dopo il manifesto del Circo Barnum, quello in cui spieghi chi fosse questo personaggio: dovrebbe esserci scritto che era un “imprenditore circense”, non “cistercense”, perché altrimenti dici che era un frate – l’ordine cistercense, che inventò lo stile gotico.

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  1. Book to movie tag | La Corte

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