Suicidi e Depressione, brevi accenni

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26 Risposte

  1. cilieginasuccosa ha detto:

    Secondo i miei studi universitari la causa principale è la mancanza di serotonina al livello centrale, tutto il resto sono delle conseguenze. Poi perché ci sia una diminuzione di serotonina questo è ancora oggetto di studio. bel post!

    • bloodyivy ha detto:

      grazie! i neurotrasmettitori sono un argomento interessantissimo. La domanda che poi ci si fa è: “ma quanto siamo noi (è il nostro carattere, personalità, natura personale) e quanto i neurotrasmettitori, gli ormoni ecc.?

      • cilieginasuccosa ha detto:

        Da uno studio americano, è stato visto che i figli di depressi sono a loro volta depressi,i figli di alcolizzati, sono anche loro alcolizzati eccetera, si parla di familiarità, ma non è proprio così perché noi ci facciamo condizionare dagli esempi di chi ci alleva. L’argomento è lungo e delicato e da quale parte lo si vede lo si può leggere con una chiave diversa.
        Comunque hai ragione quella parte lì è stata anche per me la parte più bella del mio percorso universitario!

        • bloodyivy ha detto:

          sì, l’argomento è molto ampio e sconfina, infatti non ho capito che esame puoi aver dato, neuropsichiatria, neuroetica o psicologia cognitiva..: Hai detto bene, l’esempio è importante. Se intorno a te, gli altri, appena stanno male rIcorrono agli antidepressivi, quello verrà in mente a te di fare quando soffrIrai, mentalmente, moralmente o psicologicamente; se invece chi “ci alleva” ci insegna un cammino introspettivo, doloroso ma che guarisce rendendoci più forti, seguiremo loro. Sono molto preoccupata per quello che succederà con l’eutanasia legale. Ognuno è libero di far di se stesso quel che vuole, e su questo non ci piove sopra. Ma che esempi avremo e quanto ne saremo influenzati? Ci consiglieranno o persuaderanno?
          grazie dei commenti interessanti che mi hai lasciato

          • cilieginasuccosa ha detto:

            Grazie a te che scrivi questi post interessanti e che mi rimandano ad un passato che un po’ mi manca.
            Ho studiato la chimica dei farmaci, la loro struttura, la sintesi, la degradazione e l’integrazione con i recettori del nostro corpo. è stato un esame veramente affascinante, forse perché il prof era molto bravo e spiegava con chiarezza. però mi piace capire le cose e appena posso continuo a studiare!

            • bloodyivy ha detto:

              Interessante davvero!
              Non si può mai smettere di studiare, persino se hai scelto papirologia, archeologia o lettere antiche, avrai continuamente cose nuove da imparare, figuriamoci nel tuo campo di studi dove ci sono novità ogni giorno. 🙂 ciao

  2. Evaporata ha detto:

    Nel mio caso, il momento di maggior pericolo è il risveglio al mattino.

  3. gianni ha detto:

    Per quanto riguada la serotonina, da lettore ignorante, ne “il manicomio chimico” di Piero Cipriano si sfaterebbe questo mito.

    • bloodyivy ha detto:

      sono ignorante anche io su farmaci ed effetti, ma mi rendo conto che una cosa è dover curare con terapie farmacologiche chi ha una diagnosi di schizofrenia, altro è ricorrere per mesi o anni agli antidepressivi, anche se la propria vita è andata a scatafascio, per sentirsi meglio. Poi ho letto degli articoli allarmanti su uso degli antidepressivi (benzodiazepine) e l’aumento della percentuale di rischio di ammalarsi più in là negli anni di demenze senili e Alzheimer. Gli articoli venivano da fonti sicurissime ma non sono in grado di interpretarne la portata, ci vorrebbe l’altra commentatrice di questo post che ha studi universitari al riguardo.

  4. Bravissima! La citazione su Plinio è stato motivo personale di disputa in un contesto parzialmente diverso però, che mi hai ricordato ….
    Da approfondire, secondo me è proprio il legame depressione/parto / omicidio suicidio, sempre più frequente … e come in questo caso specifico il fattore esogeno, (in primis l’isolamento che inevitabilmente affronta una madre moderna e la mancanza di supporto di quella che era la grande famiglia di prima) insieme a quello genetico e fisico (squilibri ormonali) porta ad un cocktail micidiale !!!!
    Un bacio

    • bloodyivy ha detto:

      grazie! eh… sul suicidio è tutto quanto da approfondire, i miei post sono solo bricioline, sperando che interessino e portino ad approfondire l’argomento. La nostra società è diventata un postaccio con gente corrotta ed egoista, indifferente e inaffidabile; purtroppo se non sei abbastanza forte la depressione è il minimo che ti può capitare. smack!!

  5. L’articolo è certamente importante e non è una banalità sulla quale scherzare. Mi preme puntualizzare subito che le benzodiazepine non sono gli antidepressivi. Le prime curano o almeno attenuano l’ansia grave e gli attacchi di panico, gli antidepressivi hanno tutt’altri ingredienti. Purtroppo le due malattie vanno di pari passo e chi soffre di attacchi di panico, quasi sempre ha anche la depressione. Alla base ci può essere senz’altro mancanza di serotonina, ma la depressione viene scatenata ed alimentata da eventi gravi più disparati che il soggetto non è in grado di affrontare perchè molto fragile. Può essere stata la famiglia e l’osservare che i genitori o i nonni ne erano affetti e per es. piangevano spesso, può essere stato un episodio cruento che gliel’ha scatenata. Fatto sta che chi ce l’ha, spesso e non volentieri è costretto a prendere i medicinali e a fare i colloqui per ann ise desidera condurre una vita quasi normale. Si trasmette di sicuro con il DNA’ una condanna a vita, con periodi alterni, ma per la mia esperienza posso affermare che non si guarisce mai. Personalmente soffro più di ansia ma prendo anche pastiglia per la depressione, e se la smetto mi sento morire! Pensate che svolgo una vita piena di impegni prfessionali, ho vinto molte fobie ( vedi aereo) e non sto mai inattiva. Quando sono sul divano è perchè un adp mi mangia viva! Ma lo fronteggio, prendo la mia mezza pastiglia e vado avanti. Ho diminuito molto i dosaggi negli anni ed ho imparato a fronteggiarli, ma non credo più a chi dice che si guarisce per sempre. Non è assolutamente vero: si può stare bene per lunghi periodi di tempo, ma poi al primo grave evento la nostra mente ci ricade. Ed il cervello anche con la più buona volontà non lo inganni mai. Non crediate ai coach, ai motivatori, a quei santoni che a suon di milioni dicono che si guarisce anche senza le medicine! Non è vero! Disponibile ad altre delucidazioni se possono alleviare i dolori insopportabili che ansia e depressione provocano. La voglia del suicidio? A parole sì, spesso, ma chi ne parla in gemere non lo fa mai. A fatti veri me ne sto ancora un pò su questa terra, almeno sino a quando i miei figli avranno bisogno di me!

    • bloodyivy ha detto:

      guarda, intanto grazie per l’importante commento anche se differisco su alcuni punti, seppur non in toto.
      Sul male non si scherza a cuor leggero mai, sia fisico, sia psichico, siano solo pensieri ossessivi. Mai. Chi lo fa però in genere è perché ci è passato lui stesso e quindi non è un prendere in giro gli altri, ma un ironizzare sulla sua vita.
      Non so nulla di chimica farmaceutica; Leggo articoli da fonti buone ma non ho la capacità di valutare; quindi per buon senso, se un medico redige quella ricetta, avrà avuto le sue buone e studiate motivazioni.Sicuramente non bastano, perché la mente non è un braccio ferito a cui fai la medicazione e passa; ma i nostri pensieri e le nostre riflessioni sono in grado di liberarci come di imprigionarci di più. E la psiche non ce la cura lo psicoterapeuta o psicologo o chi per loro, loro possono darci le direttive ma siamo noi a dover collaborare attivamente ed entrare nel nostro mondo interiore per rimetterlo in sesto.
      Ho conoscenti (loro magari mi definirebbero anche amica ma è una parola grossa che io non uso) che di punto in bianco si sono trasformati in life couch, senza studi adeguati né di psicologia, filosofia, psichiatria… solo qualche corso sulla comunicazione (o meglio persuasione). Nei loro salatissimi corsi e convegni sulla felicità cercano di convincerti della positività della tua vita facendo leva su cose così superficiali che sembra trattino con imbecilli e non con persone. Personalmente li aspetto al varco, perché in questa vita ci aspettano tante sofferenze e, se sanno solo insegnare a scansarle, per essere felici a tutti i costi, quando dovranno fronteggiarle non sapranno come fare. Vediamo se sorrideranno sereni e positivi.
      Quello a cui non ti do ragione è l’ereditarietà della depressione. Può esserci predisposizione ma non c’è nemmeno una prova che lo sia.
      Inoltre non ho capito cosa intendi per “non si guarisce”. Che nella vita si riesca a raggiungere la felicità e il benessere assoluti è un pregiudizio sociale.
      Le fobie sono sintomi personali di altri problemii: La tua paura di volare era in realtà qualcosa di altro. E’ quello che va affrontato sennò si manifesterà con un altro disagio psichico, fobia, ossessione. Per questo si ricade. E’ come combattere contro l’idra, le si taglia la testa ma poco dopo questa ricresce. Bisogna colpire al cuore. Bisogna prima capire dov’è.
      Mi sembri molto avanti ed esperta di queste cose se, senti arrivarti un attacco di panico e sei pronta a gestirtelo; direi “a sangue freddo”. Non è mica da tutti eh… Però ad affrontare queste cose si soffre sempre. Sofferenza non è una brutta parola, l’etimologia è portare su di sé, sopportare. Chi porta su di sé pesi soffre ma anche ci si fortifica. Non è un marchio disonorevole, è una medaglia al valore che solo chi ci è passato riconosce. Poi tu a quanto pare soffri e ti fortifichi perché i tuoi figli hanno bisogno di te. Da questa frase si capisce quanto ne hai fatta di strada.
      La felicità? A parer mio esiste ma, per percepirla in modo pieno (anche se non completo perché convive sempre con dolori, preoccupazioni) bisogna essere sensibili (sensibili per davvero, non spacciarsi per persona sensibile come in molti fanno), si soffre di più ma anche si gioisce di più:
      Infine, il mio intento con questa serie di post è analizzare il suicidio in tutte le sue forme, ma sono solo post, devono essere di una certa lunghezza e “leggerezza”, anche se cerco siano attendibili e seri, quindi mi scuso se lascio fuori tante cose.
      Ancora grazie del commento. Tu forse ti vedrai come una persona che non uscirtà mai completamente dalla depressione ma a leggerti, dal di fuori, dai l’impressione di una combattente forte e temprata, che sa bene per chi deve impegnarsi a guarire ed è intenzionata farlo per loro.
      ma non solo per loro, sei un esempio per tutti 😉 ciao

      • Io ti ringrazio e le tue parole mi sono di sprone x andare avanti con onore e fatica anche se a volte sarebbe più facile mangiarsi due scatole di tavor continuerò a fronteggiarli, i primi anni circa 25 anni fa con il primo asp andai al ps. Mi dissero”signora ma è Solo un attacco di panico! Non si muore mica! Ora come ne spunta *(quasi mai da anni) uno ci sputo sopra e vado a camminare! Sono qui se hai voglia di chiacchierare con me! Puoi venire anche nel mio salotto! Un bacio.

  6. MRita ha detto:

    Ciao, ho letto l’articolo e lo trovo davvero interessante. In verità, l’intero blog è molto particolare e ben argomentato. Passerò a leggerti ancora.
    Buona giornata
    MRita

  7. domenicomortellaro ha detto:

    Conosci il testo dell’ultimo biglietto di Pavese?
    “Perdono tutti e a tutti chiedo perdono! Va bene? Non fate pettegolezzi.”. Quanto “suicidio” c’è in quel Va bene? Quant’è umano quel testo?

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