da: Del Suicidio, Immanuel Kant

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38 Risposte

  1. Evaporata ha detto:

    Guarda caso ho da tempo un post pronto che parla proprio del suicidio.

  2. delegointe ha detto:

    Ti metto in attesa perchè non mi piace dare il “Mi piace” senza leggere i post, solo che adesso non è il momento. 🙂

  3. sabri090683 ha detto:

    Ciao. Ti ho taggato in un post… Se vuoi informazioni clicca qui… https://ilcieloeblusopralenuvole090683.wordpress.com/2015/09/24/blogger-recognition-award/
    Ciao ciao

  4. ivano f ha detto:

    Non credevo che Kant esponesse il suo pensiero in modo così chiaro e comprensibile… In generale sono d’accordo su tutto. Qualche cosetta:
    “…non perchè Dio lo ha proibito, bensì Dio lo ha proibito perchè è riprovevole” è un po’ dire la stessa cosa in due modi diversi (a meno che nel primo caso non ci si riferisca a una fede irragionevole priva di curiosità).
    L’argomento religioso ovviamente non convincerà chi non crede; Kant giustamente esorta i moralisti tutti a condannare il suicidio, è chiaro che dargli invece dignità ne aumenterebbe la diffusione.
    Molto interessante la considerazione sulla dignità: non è importante la dignità della condizione in cui si vive, è importante vivere dignitosamente qualunque condizione ci si presenti; Kant utilizza il termine “onore”, e qui sarebbe da discutere cosa si intenda per onore (l’onore di un tempo è lo stesso di adesso?), e quali potrebbero essere le “buone cause” in nome delle quali si possa combattere mantenendo alto il proprio onore… (immagino che ne parli da qualche altra parte)
    Questa però è pura teoria. In pratica, pur condannando il suicidio, è difficile non provare pietà per chi si suicida; è difficile condannare il desiderio non dico della felicità, ma almeno di una sua parvenza (e questo è il principale argomento a favore). Quindi, secondo me, sarebbe giusto condannare in tutti i modi possibili l’idea del suicidio, seguire Kant nel dire che è un modo sbagliato di interpretare la libertà: è una condanna che ritengo umanitaria, in quanto contribuirebbe a diminuire i suicidi. Ovviamente però non li potrebbe azzerare, e chi, nonostante tutto, non sarà stato abbastanza forte da resistere sarà giudicato da Chi giudicherà (e non possiamo sapere come), mentre noi dovremmo limitarci alla pietà.

    Grazie di averci permesso di leggere queste parole. Vorrei chiederti un consiglio: secondo te, una persona non particolarmente intelligente, e a digiuno di filosofia, è in grado di affrontare Kant? Se sì, da cosa sarebbe meglio cominciare?
    Saluti e ogni bene 🙂

    • bloodyivy ha detto:

      ma sai che mi lasci dei commenti bellissimi?
      Allora, 1) eh no… dire “non perchè Dio lo ha proibito, bensì Dio lo ha proibito perchè è riprovevole” non è la stessa cosa. Il nocciolo duro della filosofia di Kant è l’imperativo categorico e con l’imperativo categorico va letta la frase. Non si fa per Dio ma per Imperativo Categorico. mentre l’imperativo ipotetico (se vuoi essere felice comportati così) è condizionato da un sacco di cose sensibili, compreso il nostro egoismo, l’imperativo categorico è la forma del dovere assoluto (mi minaccia di morte la mafia? fa niente. la verità va detta, è una legge universale che la verità vada perseguita e non le menzogne). La riprovazione (in questo caso di un’azione come il togliersi la vita) deve essere da imperativo categorico. Neanche Dio ha nulla a che farci, perché la ragione deve operare da sola nel determinare la volontà affinché ci sia moralità, l’agire determinato da “perché lo ha detto Dio” non sarebbe un agire eticamente responsabile.
      Quindi non è assolutamente dire la stessa cosa. (naturalmente ti ho spiegato kant non con la chiarezza di kant ma stile Eraclito, detto l’oscuro, perché in pochi riuscivano a capirlo, agli altri quel che diceva restava oscuro appunto)
      2) la dignità umana è un discorso bellissimo, sempre, anche quello di kant. Però anche qui dire “vale anche adesso?” è non tener conto di un altro punto fondamentale della filosofia di kant, ossia portare tutto a forma universale. “Agisci in modo tale che il principio guida delle tue azioni possa valere come principio di una legislazione universale”. Quella dignità non l’ha pensata per la sua epoca ma come universale sempre valido
      3) kant dava per scontato che se sei un uomo virtuoso la felicità te la puoi scordare per come è il mondo e il resto dell’umanità, ma questo non lo deve fermare. perchè la nostra natura, i nostri giudizi, hanno una intelligibilità ed è la Ragione (con l’iniziale maiuscola) il fondamento della legge morale. (ho riletto la frase e mi son resa conto di quanto mi esprimo malamente n.d.a.)
      4) se “il resto dell’umanità” mi lascia tranquilla almeno qualche ora nel weekend (non è facile, se non ti suonano il campanello allora ti telefonano o ti cercano per chat e non per cose interessanti o importanti ma così tanto per perder tempo, cosa che deve andar particolarmente di moda, visto che la fanno in tanti) preparo il post dei suicidi degli ebrei nel periodo del Terzo Reich e spero davvero che un po’ di pietà lo susciti
      5) l’intelligenza è data da sinapsi elettriche e chimiche, più le usi meglio ti funzionano, cioè più pensi e meglio impari a pensare, meglio pensi e più sale il tuo QI. Comunque visto il commento estremamente intelligente che mi hai lasciato, direi che le tue sinapsi son ben allenate 🙂
      Se mi stai chiedendo un approccio alla filosofia beh no, non inizierei da Kant, lo si capisce meglio se si sa cosa lo ha preparato. Però è un classico che andrebbe letto (un po’ impegnativo lo è, la sua intenzione è di rendere scientifica la metafisica, vedi un po’ tu), chiaro e facile è il libretto “Per la pace perpetua” (pacifismo giuridico), molto carino.

      per il resto non farmi criticare Kant, dai… ho le mie idee ma non lo so ancora quanto siano giuste, io per esempio punterei ad educare l’umanità in un certo modo. Ma sarebbe fattibile? Sarebbe giusto? Sto cercando di capire anche io, per questo scrivo questi post.

      grazie del commento, l’ho trovato interessantissimo

      • ivano f ha detto:

        I tuoi post sono molto interessanti, e impegnativi (almeno per me): guarda quanto ci ho messo a commentare…
        1) Dire “Dio lo ha proibito perchè è riprovevole” è corretto solo se si considera Dio senza dubbio buono e giusto; se le cose stanno così, allora ciò che Dio stabilisce è senza dubbio buono e giusto, perciò non avrebbe senso indagare tramite la ragione gli obblighi e divieti che ci impone. In questo senso dicevo che è la stessa cosa che dire “è riprovevole perchè Dio lo ha proibito”…

        Per quanto riguarda il resto: è lodevole ricercare una moralità universale, probabilmente dovrebbe essere lo scopo più nobile della filosofia, ma secondo me è destinato a fallire. La morale non è che un’opinione: se ce la consegna Dio possiamo dire (se ci crediamo, ovviamente) “deriva da Dio perciò è giusta”; se Dio non c’è allora tutto è concesso, perfino il cannibalismo (come diceva giustamente quel tale) : non c’è modo di stabilire oggettivamente una morale, è tutto opinabile.

        Dici che devo affrontare tutto ciò che lo precede? La prospettiva un po’ mi atterrisce 🙂 Questo testo di Kant è denso, sì, ma è anche chiaro; ho paura che gli altri filosofi non lo siano altrettanto…

        Grazie a te del tempo che hai speso 🙂

        • bloodyivy ha detto:

          mi si è cancellata la lunghissima risposta… porca miseria

          • bloodyivy ha detto:

            non devo fare due cose alla volta, tipo scrivere e ascoltare chi parla al telefono

          • ivano f ha detto:

            Mi dispiace davvero tanto per te. In momenti così viene voglia di prendere a testate un muro… 🙁

          • bloodyivy ha detto:

            ok, ci riprovo, ma versione ridotta.
            !) kant non considera Dio buono, per lui è indifferente, perché dio è noumeno, non un fenomeno a cui con l’esperienza sensibile puoi dare dei giudizi. Noumeno è un concetto a se stante, una cosa del tutto incondizionata ed indipendente, distaccato dalle categorie di Possibile, Reale (ciò che l’esperienza fenomenica mi attesta) e Necessario. E’ noumeno, non lo si può comprendere. Kant lo mette da parte, visto che è inconoscibile, anche se apprezza certi insegnamenti evangelici in quanto leggi morali universali, tipo “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.

            2) e qui sono io, non kant. Dire che la morale è un’opinione la ritengo una immane fesseria. Ma proprio da BierFriend, livello “parlo ma non penso e sono pure mezzo bevuto”. La morale è un ragionamento rigoroso (non immutabile, come dalla fisica tradizionale si è passati alla fisica quantistica e poi alla cibernetica). Prende in considerazione le azioni (gesti e pensieri) fatti in libera volontà. Bene e male non vengono giudicati in base ai risultati (“il fine giustifica i mezzi” di macchiavelli, uomo arguto, era dedicato al principe che doveva essere mezzo volpe e mezzo lione, non era un insegnamento morale). Bene e male è valutato in base alla dignità umana (cosa la costruisce? cosa la mortifica? perché? in che modo?) e al bene comune. Perché quel pensiero (azione) è buono (cattivo)? come si collegano causa ed effetto? perché di ogni pensiero o fatto vanno individuate le cause che li producono, nel ragionamento non devono esserci antinomie e cercare di avere ben presente la dignità umana.
            Insomma non è una opinione, è uno studio attento ed accurato.
            Io continuo a commentare sotto i post che faccio sul suicidio scrivendo che sto valutando, sto studiando, non voglio esprimermi prima di aver un quadro non dico completo ma più ampio. Soprattutto non in giudizi morali, perché non sono ferrata, mi trovo meglio come forma mentis in altri campi, ma mi guardo bene di non trattare i giudizi morali alla stregua di semplici opinioni a meno che non arrivino da un BierFriend del bar all’angolo.

            E infine… Dio. Non sono fideista. Dio c’è in base a cosa? Dio non c’è in base a cosa? Perché se c’è o non c’è in base alla fede di una persona, qui siamo nell’agnosticismo: non si sa, dipende se uno ha la fede. Ma la fede non è una prova dell’esistenza di Dio e la non fede della sua inesistenza.
            E inoltre il fideismo esclude la ragione. Ma se viene chiamato Logos, come si fa ad escludere la ragione. Non sarebbe un’antinomia un Dio a cui bisogna credere per fede ma che insegna che è sempre male andare contro coscienza (una legge naturale insita nella natura umana?)? ossia dopo aver valutato attentamente con la ragione? Dio? Non “ho fede e quindi per me c’è” ma mi piace ragionarci su in modo severo e ferrato e trovo tutto molto logico 🙂

            meno male che avevo postato il brano di kant pensando “così stavolta non scrivo nulla e lascio parlare solo kant” 🙂 🙂 🙂

            sono molto stanca, non so mica se si capiranno i miei sproloqui

          • bloodyivy ha detto:

            BierFriend mi è scappata… BeerFriend, pensavo all’oktober fest e ho messo birra in tedesco e amico in inglese… ma è tardi, dannatamente tardi

  5. gigifaggella ha detto:

    Una disamina che mette un gesto unanimemente riconosciuto come negativo sotto altra luce…interessante…

  6. ivano f ha detto:

    Spero di non innervosirti se non sono d’accordo…
    Kant nel testo che hai riportato non mi sembra metta da parte Dio, anzi lo usa a sostegno della nefandezza del suicidio, e per poterlo usare come fa lui bisogna dare un certo valore a ciò che Dio stabilisce.
    La morale potrà essere anche un ragionamento rigoroso dovuto a uno studio attento e accurato, ma resta comunque opinabile (infatti ne esistono molte, forse tante quante sono le persone). E non c’è modo di stabilire oggettivamente se una morale è migliore o peggiore di un’altra. Accettare ogni sofferenza pur di non cedere alla tentazione del suicidio è dignitoso? Oppure è dignitoso suicidarsi invece che soffrire inutilmente? Puoi stabilire quale delle due morali è superiore? No. Io potrei dire che la dignità di un uomo consiste nell’essere totalmente indipendente, nel riuscire a vivere isolato dal mondo ignorando persino l’idea stessa di bene comune… Potrebbe essere un ragionamento stupido e deleterio per la razza umana se adottato dalla maggioranza, ma in base a cosa potresti dire che questo modo di pensare è immorale? In base alla tua morale e ai tuoi ragionamenti, ma sarebbe una contrapposizione alla pari, la tua opinione contro la mia. (Oppure semplicemente non ho capito cosa significa “morale”)
    Tutto prova l’esistenza di Dio, oppure niente lo prova. La ragione può da sola dirci se Dio esiste? Secondo me la logica dice che Dio esiste, secondo altri la logica dice invece che non esiste. Non credo all’esistenza della fede cieca, credo che ogni fedele si ponga in continuazione interrogativi… Ma se si crede, allora sarà il codice morale che Dio ha fornito (ovviamente solo se lo ha fatto, e la sua interpretazione è un lungo capitolo a parte…) a giudicare noi, e non il nostro codice morale a giudicare Dio (per giudicare dobbiamo porci allo stesso livello, ma allora quella morale non può avere un valore maggiore della nostra)
    Purtroppo non mi ubriaco, perciò non ho scusanti se ti sembrano un mare di cavolate…

  7. bloodyivy ha detto:

    è il mio tono, e si chiama disputatio, dove ognuno misura le proprie tesi spietatamente, e non per vincere ma per vedere quale regge meglio. Avere delle idee e non voler confrontarsi vuol dire solo aver delle idee ma fregarsene di controllarle quanto valgono e reggono. Finché uno non mi dice “io la penso così, non so per quale motivo, non ci ho mai pensato su, non ci ho mai fatto un ragionamento su, non mi piace pensare a queste cose ma sono persuaso e basta”, ritengo che voglia non far valere la sua immotivata idea ma capire meglio e avvicinarsi al vero. Sembro una che all’università ha studiato filosofia? Già, ma confiniamo la cosa solo sotto questo post, che mi piace fare e sembrare la blogger normale negli altri 🙂
    Però, sul serio, non puoi venirmi a dire che Kant usa Dio per avvalorare il suicidio. hai capito così? hai capito sbagliato. Non è che mi sia inventata la storiella del noumeno e della ragione come fondamento della morale così con molta fantasia. Riportavo quanto sostiene kant, senza inventarmi nulla. Il suo ragionamento in proposito parte da La Critica della Ragion Pura, alla Critica della Ragion Pratica fino alla Critica del Giudizio. Qualcosa ricorderai dalle superiori. Inizia chiedendosi come sono possibili i giudizi sintetici a-priori e finisce cercando di superare il salto fra in mondo fenomenico della scienza e il mondo noumenico della morale. Non c’è nulla che possa far credere che kant usi dio per la morale e non la sola ragione. Sostenere l’incontrario è andare a dire a Kant “No tu, Immanuel, non la pensi così ma la pensi come te lo dico io”. Non mi credi? Leggilo e capirai che dicendo così lo hai addirittura offeso.
    No, che di morali esistano tante è discorso di chi vuol far valere il suo “io la penso così, io la vedo così” senza farlo passare al vaglio rigoroso di un pensiero logico scientifico. Insomma, cavolate. Se uno chiama opinione le cavolate che spara, restano cavolate. Posso dirtelo come Giulietta a Romeo dal balcone “That which we call a rose
    By any other word would smell as sweet.” ma restano rose, cioè cavolate non motivate. Il relativismo morale è convinzioni di chi vuol avere la propria idea ma senza pensarci su e motivarla profondamente “io la penso così e basta, non te ne devo spiegare le ragioni”. Il pensiero relativista senza un punto fisso ragionevole è appunto irrazionale, come non esce sangue dalle rape, non esce logica e ragione da un’opinione relativista (io la penso così e basta) a meno di sostenere che anche l’intera realtà non è ragionevole. I missing links di un argomentazione ne tolgono la valenza di ipotesi. Quindi c’è modo di comprendere se posso prenderla in considerazione o cestinarla, eccome! Quel che sostieni tu è Leibniz, la monade di Leibniz per la precisione e sì in tanti hanno detto e spiegato e argomentato giudicandolo e spiegandone le motivazioni. Quindi si può, eccome se si può. E Leibniz non diceva le cose per dire e senza pensarci su.
    Sull’argomento suicidi per esempio per ora di morali ne individuo due, magari ne troverò di più ma non sarà che ogni persona che incontrerò e mi dirà il suo parere sarà una morale. Sono incentrate sulla dignità della persona e sulla domanda cosa la aumenta e cosa la toglie. Il consequenziale è “se reputo indegna questa vita, è giusto uccidermi?”. Ma va spiegato, motivato e giustificato. Il solo “io la penso così” non è opinione morale. E certo che c’è modo di appurare se quel ragionamento regge o fa acqua da tutte le parti.
    Veniamo a Dio… non sei fideista, bene. Però sai almeno superficialmente le cose che su Dio hanno pensato Aristotele, Platone, Plotino ecc e Socrate è stato pure messo a morte perché non onorava agli dei di Atene e sosteneva che ci fosse un solo dio. Tutto con la ragione, senza alcuna rivelazione. Aristotele non era uno stupido e motivava rigorosamente. Cercava di capire Dio ma non aveva nessuna rivelazione sulla legge di Dio, quindi visto che seguiva solo la propria ragione (come Kant) e non la rivelazione, come si comportava? bene o male? e in base a quali parametri?
    Non mi piace usare Dio per ghettizzare i cristiani. Dio non è il parametro del codice morale. C’è chi dice di aver molta fede e poi recita una preghiera come fosse una formula magica. E c’è chi dice di essere diventato ateo perché si è trovato davanti al problema del male (cioè dopo i primi 30 secondi che non è riuscito a risolvere il dilemma). C’è chi dice non faccio questa cosa per non andare all’inferno (insomma di rendere gloria a dio ben poco frega, buono si ma per rendiconto finale a proprio vantaggio) o si compiace perché si sente buono e desidera il paradiso (desidera lui esser felice, se gli avessero raccontato che per essere felici per l’eternità bisogna mentire, calunniare, tradire, quello avrebbe fatto pur di essere felice per l’eternità), ci sono i terroristi convinti che uccidere ed uccidersi è da martiri che apre le porte del paradiso, è scritto nel corano (non che nella bibbia non ci siano pezzi dove per dio si passano a fil di spada i propri vicini o i propri fratelli perché magari hanno adorato il vitello d’oro).
    Non ho detto che tutto prova l’esistenza di dio o l’incontrario. Mai detto. E il fedele si pone interrogativi ma in base a cosa è fedele allora?
    Mai detto che ho prove dell’esistenza di dio con la ragione, caso mai che ci ragiono su e la logica regge in ogni caso vorrei ricordarti che la conoscibilità naturale di Dio è dogma, dichiarato nel Concilio Vaticano I. Quindi nel caso tu fossi cristiano, ti ricordo che ci si deve attenere ai dogmi di fede per esserlo e non si possono negare. Quindi altro che farsi interrogativi. La conoscibilità naturale di Dio (possibile per ogni uomo) è dogma. No, nel caso si volesse entrare in discorsi religiosi. Non sono teologo ma ho come hobby la demonologia, che è molto meglio del decoupage, ma richiede almeno un’infarinatura delle varie religioni.

    • ivano f ha detto:

      Ma io ti credo. Purtroppo mi posso basare solo sul testo che hai riportato (e alle superiori non ci siamo mai dedicati alla filosofia), evidentemente l’ho frainteso.
      Va bene, non tutte le opinioni si potranno prendere seriamente in considerazione, per farlo devono essere motivate. Almeno che tu non dica che esiste una sola morale valida, allora morali contrapposte come quelle che si fronteggiano riguardo alla dignità del suicidio potranno basarsi entrambe su ragionamenti validi. Il punto è sempre lo stesso: non puoi decidere quale sia migliore in base al ragionamento, o meglio puoi decidere in base al tuo personale ragionamento e alle tue personali convinzioni.
      Quindi la fede o è cieca o non c’è? Secondo me chi è fedele attraverserà inevitabilmente dei momenti di dubbio, salvo poi tornare sempre a Dio, la fede cieca può esistere solo in teoria. Con la ragione si può arrivare a stabilire l’esistenza di Dio (ma con la ragione si può arrivare a stabilire anche la non esistenza di Dio, come tanti fanno, in questo senso io -non tu- dicevo che tutto prova l’esistenza di Dio o l’incontrario), ma quale Dio? Il Dio cristiano, quello ebraico, quello islamico, un qualche vago essere indefinito che permea l’intero creato, o che magari è l’intero creato? I dubbi veri arrivano dopo: sono arrivato a capire, poniamo, che Dio esiste; bene, e ora? Come mi devo comportare? In base al ragionamento, posso concepire che Dio ci sia ma se ne freghi di come ci comportiamo? Io dico di no ma si potrebbe anche dare la risposta opposta. I dogmi. Io sono cristiano solo in teoria, sono una brutta persona in realtà, ma sicuramente non sono cattolico, mi sembra che il cattolicesimo sia andato lontano dal Vangelo, stabilendo molti dogmi che ritengo non giustificati. Ma qualcosa devi postulare, col ragionamento si potrà anche stabilire l’esistenza di Dio, ma per andare oltre non sarà necessario stabilire aprioristicamente quali caratteristiche ha?
      Si sarà capito che sono spaventosamente ignorante, e mi scuso se ti ho fatto perdere tempo. Saluti e ogni bene

      • bloodyivy ha detto:

        Non ho tempo, domani voglio preparare il post e a scriverlo magari ci metto 20 minuti ma a controllare il materiale almeno due ore. E non ho ancora iniziato. Mi piace commentare ma dopo questo basta finché non posto il nuovo articolo. Ho poco tempo e me lo devo gestire bene.
        Kant il filosofo dell’imperativo categorico è il più morale di tutta la storia della filosofia, Quello che si è fatto scrivere come epitaffio “il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”.
        Siamo tutti spaventosamente ignoranti, chi su Kant chi su altro.
        La verità è una sola perché una cosa sola si accorda con quel che è. Quella si cerca, in qualsiasi campo. Si tiene la teoria migliore e si scartano le altre, di volta in volta. Non ti tagliano più per toglierti i calcoli se ora te li possono frantumare con il laser. Così per tutto, si tiene la teoria più valida e si cestina quelle che fanno acqua da tutte le parti.
        Io ho detto che non sono fideista e che uso la ragione e, che un cattolico non può dirmi nulla in proposito visto che deve accettare i dogmi e, quello del Primo Concilio Vaticano dice che dio può essere conosciuto con certezza con il lume della ragione. Questo dogma fa capire che ogni dogma può essere pensato e valutato con la ragione, sennò non avrebbero dato via libera a ragionarci sull’esistenza di dio . Poi uno lo accetta o meno, motivando.
        Non mi piace parlare male delle religioni, né cattolica, né ebraica e nemmeno dei musulmani e neanche degli atei. Il mio forse inquietante hobby, me le fa per forza indagare.
        ok, quale momento migliore per un blogger; per mettersi a fare il teologo che non il sabato sera? “Ivy, cosa fai questo sabato sera? scendi a bere qualcosa con noi?” “Assolutamente no, devo discutere di teologia nei commenti del mio blog!” senza autorità alcuna fra l’altro…
        La definizione del concetto di Dio, indipendentemente dalle religioni è Causa sui. Vuol dire principio e fine di tutte le cose, compreso se stesso. Pensiero di pensiero secondo ari, primo motore immobile, perfetta coincidenza fra atto e potenza, eterno ed immutabile. Questo dice aristotele. San Tommaso che al posto di ari, quando lo nominava scriveva “il Filosofo” con la F maiuscola, dirà le stesse cose solo approfondendo. Al posto di atto e potenza parla di Ente ed Essenza; tradotto… l’essenza di dio è il suo essere… è la sua natura, non la può perdere, il suo essere esiste necessariamente, che poi è così che si presenta “piacere, sono mosè, e tu?” “Io Sono!” (l’Esistente, da sempre, comunque e per mia stessa causa).
        Ragionando su ciò si potrebbe cominciare a capire, sempre usando la logica (non cadere in contraddizione, usare i passaggi giusti ecc), se dio, l’Esistente in atto e potenza, l’Assoluto, si occupa o meno delle creature, se dio può mentire, in che senso è infinito, in che senso perfetto, perché “assoluto splendore morale” (eh ma non mi ricordo più di chi è questa definizione, un dannato filosofo certamente, perché parlano così). Insomma ce n’è di materiale per pensarci su e farsi delle idee, coerenti, logiche che non si contraddicano e poco alla volta sempre più chiare. Formare il puzzle, e con la ragione, l’intelletto. Uno lo fa al posto di comperarsi la settimana egnimistica.
        “Ciao, scusa ti vedo distratta, a cosa stai pensando?” “ah niente, mi chiedevo se per caso l’oggetto della volontà divina non sia per caso la sua essenza e se c’è ancora birra fresca in frigo”. Cose così insomma…
        🙂

  8. bloodyivy ha detto:

    il prossimo momento libero però voglio usarlo per scrivere il prossimo post, quindi qualsiasi mio altro intervento sarà dopo averlo terminato, ci tengo ai commenti ma ci tengo anche a scrivere i miei post

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