Cucina Triestina, Maria Stelvio, 1942 (1 parte)

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17 Risposte

  1. lagiraffa ha detto:

    I miei hanno un’edizione degli anni ’70 del mitico Talismano della felicità di Ada Boni (ben più vecchio) ricette perfette e precisissime. Mi ha sempre fatto sorridere il fatto che il ricettario contenesse un sacco di consigli pratici per le giovani spose, con un notevole sforzo anche da parte dell’autrice. Credo che, in fondo, il loro intento fosse veramente quello di fare qualcosa di utile per le persone, anche con un libro di ricette, al contrario di quello che accade oggi..

    • bloodyivy ha detto:

      ce ne sono di vecchissimi e tutti interessanti, di ricettari ma, l’edizione del 1942 scritta e modificata appositamente per riuscir ad affrontare la guerra, che insegna con cosa sostituire quel dato alimento quando per la tessera (soprannominata tessera della fame) non ti spetta più e a comperarlo con la borsa nera il costo è troppo alto. Scrivevo e pensavo a come facilmente ci lamentiamo noi, che la notte dormiamo e non veniamo svegliati dall’allarme che avverte di come fra poco aerei bombarderanno la città. Già anche io credo il suo intento fosse sincero, e non il semplice voler pubblicare un proprio libro di ricette. 🙂 cose di altri tempi

  2. Ho già letto di questa autrice da una carissima amica. Apprezzo moltissimo il lavoro di chi si impegna nella ricerca. Vorrei fare lo stesso. Grazie!

  3. giovanna ha detto:

    Non la conoscevo, ma deve essere una lettura molto interessante

  4. sidilbradipo1 ha detto:

    Un’edizione di questo bellissimo libro l’aveva mia pro-zia Vittoria, nata e vissuta a Trieste. Purtroppo, lo scritto è andato perduto durante il trasloco delle sue cose a casa di mia madre all’inizio degli anni ’70.
    Ma, con i tempi di crisi che corrono, quei buoni consigli sono di grande attualità 🙂
    Ciao
    Sid

    • bloodyivy ha detto:

      eh… senza nessuna pubblicità è diventato il libro di ricette triestine per antonomasia da generazioni. Davvero lo si può trovare in ogni casa, magari ora nelle edizioni più recenti ma, dal 1927 ha insegnato come si cucinano i piatti triestini a tutti noi. Uhm… se se suggerissi al sindaco di dedicarle una via, un parco, una scalinata? 🙂 ciao a te Sid

      • sidilbradipo1 ha detto:

        Effettivamente, sarebbe bello dare il giusto risalto ad una donna straordinaria che ha disegnato il costume e la socialità di un secolo 🙂
        Ciao
        Sid

  5. unpodimondo ha detto:

    La cucina triestina l’ho scoperta quest’anno in vacanza proprio a Trieste… Il libro (o in mancanza di esso le tue foto) sono una bella idea per rifare a casa qualche ricetta… magari di uno strucolo…

  6. johndscripts ha detto:

    Anche per Jota e Gulash mi segno le ricette 😉

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