Intelligenza delle Persone vs Bufale e Post Verità

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27 Risposte

  1. filmspagnusi ha detto:

    A volte basterebbe un veloce controllo che non si fa, per evitare di dire che un tal senatore, che nella realtà non esiste, abbia proposto tale legge contro il popolo. Io ho smesso di entrare in Facebook perché mi sono stufato delle idiozie scritte. La verità non esiste come concetto filosofico, cambia a seconda di dove la guardi, mentre la falsità si. Quello che sembra bene a me può sembrare male a te, ma quello che non esiste non dovrebbe esistere per me e per te. A meno che non dia un atto di fede. Dovremmo smetterla di far assomigliare le cose a come vorremmo che fossero perché ci porta lontano dalla realtà e anche ricercare compulsivamente scuse che ci confermino nell’errore. Ma non so perché l’umanità è più propensa a credere cose improbabili piuttosto che una comunissima e banale osservazione della realtà

    • bloodyivy ha detto:

      Beh, insomma… La verità esiste e il Principio di verità è così forte e chiaro che in ogni istituzione, materia, ordinamento, scienza. Persino art 2 della Carta Costituzionale non lo cita espressamente non perché non gli interessi ma perché su questo valore si fonda.
      Non voglio discorrere sul relativismo ma rispondere solo a quanto scritto nel post.
      Però già che ci sono lascio un saluto in memoriam ad un grande critico del relativismo che, lui definiva dogmatico, Zygmunt Bauman.

      Bufale, disinformazione, e manipolazione vanno contro il principio di verità, il principio di correttezza, e la buona fede.
      “Per me è corretto e non mi importa se non lo è per gli altri” soggettivismo style, lo si può dire finché non c’è un rapporto con un altro.
      Ma se si scrive su un sito o blog e si hanno lettori, il rapporto c’è, più esattamente un rapporto di reciprocità (io scrivo, tu leggi). Il rapporto di reciprocità significa che ciascuna delle parti ha il dovere di agire in modo da preservare gli interessi dell’altra a prescindere dall’esistenza di specifici obblighi contrattuali. Questo è chiamato “dovere di comportarsi secondo buona fede”.
      Se nel disclaimer si è scritto di non essere un sito registrato al tribunale o addirittura di essere un sito satirico magari non si incappa in beghe legali ma una persona che sapendolo apposta pubblica disinformazione perché sa che cmq è creduta dai lettori, è una persona scorretta che si approfitta dei lettori facendo credere loro vero quello che vero non è.
      Lo fanno in tanti… sì lo sappiamo… ci si guadagna bene… ma resta che sia un’azione scorretta e la mia speranza nel post è che gli internauti comincino a capirlo.
      Riguardo all’andare in cerca solo di conferme, è vero il principio di verificazione è molto limitato. Ma alla comunissima e banale osservazione della realtà che ho davanti agli occhi preferisco il principio di falsificazione. Mi piacciono le indagini 😉

      • filmspagnusi ha detto:

        La storia del mondo è piena di gente che ha spacciato la propria come verità e la stessa visione del mondo può essere differente a seconda dell’occhio che la guarda. Anche il rosso se visto con gli occhi di un cane non sarebbe tale. Quel che voglio dire io è che non è tanto la verità il problema quanto la menzogna. Quello che denunci tu riguardo a siti, blog che disinformano per ottenere un vantaggio, pecuniario, politico o altro è disdicevole, assolutamente disdicevole. Ogni cosa può venir vista in un’altra maniera rispetto a come la vediamo noi, per questo esiste la maggioranza a cui affibbiare la responsabilità di una scelta. Ma il costruire artatamente fatti o situazioni con lo scopo di fare proseliti io lo trovo aberrante, come mi pare sia per te. Insomma, ti do ragione 🙂 il mio riflettere era piuttosto su cose mie, ho cambiato opinione su molte cose negli ultimi anni, cose che mi parevano vere e buone fino a che non le ho sperimentate, ecco. Un saluto

  2. tmezpoetry ha detto:

    Disinformation is widespread and also the common denominator in extremism. Knowing this, everyone should take to task hearing all sides of the argument that have verifiable facts to investigate. Interesting read here and I agree that we alone are responsible when dealing with information and misinformation.

  3. L'Irriverente ha detto:

    Il tuo discorso non fa una piega, ma ammetterai che di questi tempi sia sempre più difficile avere un parametro su cui poggiare per capire se una notizia sia vera o meno. Il tuo discorso tratta il tema del punto di vista della rete; io aggiungerei la parte cartacea: pare che in questo periodo storico i giornali (e i telegiornali) godano di sempre minore fiducia presso l’opinione pubblica, la quale, come hai notato, si informa su Internet; e se è vero che lì non ha garanzie al di fuori della propria intelligenza, lo stesso si può dire dei giornali e della televisione, i quali hanno un editore da accontentare, anche a costo di scrivere e trasmettere altrettante falsità. La soluzione invocata dal nostro ente antitrust è, a quanto pare, chiedere all’Unione Europea di costituire un organismo di controllo indipendente, cioè il Ministero della Verità di Orwell (e anche qui mi ricollego a un passaggio del tuo bell’articolo): a parte il fatto che un simile controllo sul web dev’essere ben difficile da realizzare, quanto è alta la probabilità che dietro al nobile slogan della lotta alla disinformazione non si comincino invece a oscurare le opinioni sgradite? Del resto, anche la Banca Centrale è “imdipendente”, il che significa solo che non dipende dai singoli governi e cioè finisce per controllarli lei (ecco una frase che verrebbe immediatamente cancellata per procura). Ultimo dubbio, espresso non da me ma da un professore di economia, così come le precedenti frasi da me scritte: sarà prudente istituire una super censura in un momento storico in cui, dopo trent’anni di politiche controproducenti, sia altissima la probabilità che in tutti gli Stati europei arrivino al governo le Destre alle prossime elezioni?

    • bloodyivy ha detto:

      del mio post son già pentita… non mi capacito di avere dei momenti in cui ritengo possibile che l’umanità possa ancora migliorare…
      Uh se non scrivi quello che il giornale o meglio il direttore vuole, te ne vai e basta, in genere di pieghi e dici “io devo pur mangiare”. Con me, per farmi rinsavire appunto diceva “ricordati che hai una figlia”, io l’ho interpretata come “ricordati che ti ho in pugno” ma… io sono una di quelle che qualche secolo fa sarebbe finita sul rogo e semplicemente non ho accettato. Però non ho niente in contrario… Il Manifesto o Il Giornale hanno la loro linea di pensiero ben marcata ed è giusto sia così. Serve l’intelligenza di rendersi conto che non sono imparziali.
      Per cercare online altre visioni e altri punti di vista però intanto devi già essere preparato sull’argomento sennò non sai distinguere le perle di saggezza dalle fesserie. Questo significa che dobbiamo investire tempo e fatica preparandoci prima sulle materie che ci interessano.
      Per ora io sul mio sito se ho dichiarato di non essere una testata giornalistica posso scrivere quel cavolo che mi pare.
      Se racconto che ogni notte mi incontro con i marziani lo posso fare. Gli altri condividono credendoci e su fb diventa persino virale? Beh, fessi loro. Ed è vero… bisogna spiegare alla gente come vanno letti i disclaimer.
      Mettiamo anche che io per davvero ogni notte abbia incontri ravvicinati del 3 tipo con marziani. Leggendomi, uno studioso di razze aliene mi crederà e con cognizione di causa perché il mio racconto coincide con quanto ha studiato lui (sono davvero alti così, si vedono quelle luci, parlano così e questa cosa sugli alieni la conosciamo in pochissimi). Questa persona già preparata è in grado di distinguere le fesserie sui marziani dalle notizie che vanno prese in considerazione.
      (esempio infelice, non credo ai marziani).
      Non dico niente sulla censura, non la riesco ipotizzare, direttive europee? ma andrebbero a scavalcare la nostra costituzione.
      Dico che non risolverebbe niente secondo me. Piuttosto che censurare gli altri sarebbe meglio che ognuno di noi migliorasse in intelligenza e cultura.
      Faccio un esempio. Se sul mio blog in un articolo dico che Pinco Pallino è un cretino Pallino può già far togliere l’articolo dal mio blog (cioè censurarmi), denunciarmi e pure pretendere un risarcimento per l’immagine danneggiata.
      Se però io in un articolo scrivo “Pinko Pallino ha un comportamento da bimbominkia” e magari spiego in lungo e in largo perché per me è un comportamento che solo i bimbominkia fanno, nessuno può farmi niente, né farmi togliere l’articolo né denunciarmi.
      Non è un’offesa alla persona, sto definendo un comportamento (che può fare chiunque da bimbominkia) .
      Insomma secondo me ci sarà più gente informata sui questi trucchetti legali e stop.
      salam pax il blogger a baghdad che i media leggevano per sapere qualcosa di non filtrato dalla censura sulla guerra aveva il blog su wordpress 🙂
      nell’ultimo paragrafo di questo post parlo di lui http://bloodyivy.it/breve-storia-dei-blog/
      ciao

      • L'Irriverente ha detto:

        Condivido in pieno. L’ultima parte è un argomento che dimostra quanto sia prima di tutto stupido invocare la censura sulla rete, oltre che pericoloso. Naturalmente la preparazione culturale impedirebbe al problema anche solo di porsi, ma coloro che chiedono il controllo delle presunte notizie false sono gli stessi che tagliano i fondi alla scuola e temo non abbiano mai avuto remore a calpestare la Costituzione: l’articolo III imporrebbe la piena occupazione, ma mi pare che finora si abbia lavorato per produrre il contrario; sorvoliamo poi sulle “missioni di pace” in deroga all’articolo XI…

  4. massimolegnani ha detto:

    intelligenza è anche coltivare la propria ignoranza con umiltà.
    ml

  5. Pietro Barnabe' ha detto:

    Se vogliamo affrontare il tema bufale, non possiamo limitarci alla rete; più di una volta, seguendo un cosiddetto talkshow, su varie reti, ho avuto la sensazione che si cercasse di spararle grosse per avere ascolto.
    Del resto è la strategia del blog più seguito in Italia: più le affermazioni sono dure, più numerose sono le visualizzazioni e maggiori gli introiti … purtroppo.

    Concordo sul fatto che le false notizie in rete si riescono ad individuare con intelligenza ed attenzione; ma non è il solo ambito in cui si presentano.
    Come lo scatenarsi di politici e mezzi di informazione di massa contro le bufale in rete, non è altro, secondo me, che l’ennesimo tentativo di imbavagliarci, dal momento che il dissenso è e sarà trattato da bufala.

    Buona serata 🙂

    • bloodyivy ha detto:

      eh… una volta nel giornalismo c’era la regola delle tre S, sangue, sesso e soldi
      ho smesso di guardare la tv quando sono arrivati gli anni dell’ infotainment. Informazione per far spettacolo. Sto male nel leggere i commenti sui social figurati se non andrei in depressione guardando qualche programma tv.
      E’ l’ennesimo tentativo di farci creduloni, stupidotti, manipolabili. La psicologia delle folle di Gustave Le Bon era il famoso libro letto (e adoperato) da Mussolini, Lenin, Stalin, Hitler. E eravamo appena agli inizi come studi sulle folle… figuriamoci ora cosa leggono ad hoc per noi 😉
      ciao

  6. ivano f ha detto:

    Tanto il prossimo anno dovrai scriverne un altro, vedrai 🙂

    • bloodyivy ha detto:

      io voglio desiderare che l’umanità migliori non desiderare che una pioggia di meteoriti ci faccia ricominciare da zero come è stato per i dinosauri (che poi ne son sopravvissuti proprio pochini 😉 )… accidenti 🙁

  7. Il 2017, ho sentito alla radio, sarà proprio l’anno della lotta alle bufale (non le mozzarelle :P). Speriamo bene!
    Comunque di medici che si sono presi la laurea su wikipedia ne ho uno anche in famiglia… Ho tre amici che studiano medicina e si parlava a capodanno del fatto che visto che stavo prendendo il paracetamolo dovevo stare attenta all’alcol perché (vabbe spiegazioni scientifiche, se vuoi poi te le dico).
    Torno a casa e il mio sedicente medico dice che loro stavano dicendo un mucchio di stronzate perché ha letto su wikipedia che non è vero… E vabbe. L’hai letto su wikipedia (non solo fb, ti porto nuove cose!)

    • bloodyivy ha detto:

      io ho conosciuto molto bene persone a cui, una volta decedute, hanno dedicato la pagina Wikipedia e…. un panegirico che non finiva più.
      Leggevo e dicevo “ma dove?”, “ma quando?”, “ma quando mai!”, “ma figuriamoci!”.
      Insomma, vatti a fidare della fonte wikipedia…

      • Puoi scrivere quel che ti pare, io una volta ho fatto delle modifiche stupide per vedere quanto tempo ci mettevano a modificare (2 giorni, ma era un articolo su una popolazione del cavolo che nessuno sa).
        Hanno modificato perfino la voce di Pokemon Go! Feci la foto!

  8. Topper Harley ha detto:

    un po’ lungo forse si, ma bello e giusto. condivido.

  9. elisabettafvg ha detto:

    Condivido e aggiungo che prima di criticare l’operato di qualcuno, bisogna provare, bisogna sporcarsi le mani.E’ facile criticare, bisogna fare i calli,(cose di questi giorni) abbassarsi a spalare la neve, a prendere un mezzo e guidare in montagna, in mezzo al bianco…bisogna aiutare ad “avvitare” i punteggi, a martellare chiodi per costruire una casetta, capire quanto tempo si sta, quanto tempo/testa ci vuole per guidare uno spalaneve, o una nave in mezzo al mare…scusa dello sfogo ma è l’ora di dare una svolta a questa “apatia” per le cose, per le persone.

    • bloodyivy ha detto:

      uhm beh questa cosa delle bufale mi fa incavolare anche per loro considerati più facilmente abbindolabili mentre invece meriterebbero il massimo rispetto e neanche la stretta di mano durante le presentazioni ma proprio l’inchino come fanno i giapponesi

  10. Paola ha detto:

    Molto interessante ed esaustivo, grazie. Penso che dobbiamo renderci conto di vivere in un momento storico in cui la verità ha, per molte persone, perso valore oppure, per dirla con parole già note da anni, ma solo ora applicate su larga scala, la gente vuole leggere quello che le piace, che le dà ragione, in cui si riconosce, non importa se vero o no. Vedremo come ne usciremo. Il problema più profondo, e scusate la spocchia, è l’ignoranza dilagante e l’incapacità di mettere in discussione le proprie idee da parte di troppi.

    • bloodyivy ha detto:

      io ho notato che chi non riesce a mettere in discussione le proprie idee è perché non l’ha fatto prima, cioè si è preso una convinzione che gli stava bene ma non si è mai chiesto il perché, come mai e le conseguenze delle sue convinzioni. Non si è cercato e costruito un’idea pensandoci ma se l’è, come dire… comperata pronta al supermercato.
      quando ti convinci che la verità non sia un valore in genere è perché ti conviene (a raccontare quel che ti pare sentendoti pure la coscienza a posto)
      mala tempora currunt…
      grazie, ciao

  11. bloodyivy ha detto:

    questo articolo fresco fresco, secondo la data di oggi rispecchia completamente la mia posizione su bufale e post verità http://www.ninjamarketing.it/2017/01/12/verita-e-post-verita-internet-social-media/

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)

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