Breve Apologia del “Capo in B” Triestino

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7 Risposte

  1. newwhitebear ha detto:

    Veramente interessante è questa usanza tutta triestina del capo in B. Per me il caffè è caffè senza aggiunta di nient’altro che zucchero di canna e/o un cioccolatino fondente extraamaro.

    • bloodyivy ha detto:

      quello che dici tu è il “nero”. Si chiede “mi dà un nero? grazie!”… a trieste, perché se chiedi la stessa cosa qualche km più in là, verso il Friuli, ti portano un bicchiere di vino rosso 🙂

  2. nyquist274 fassino ha detto:

    Capo in B: ritengo che questa “dizione” sia in uso in tempi recenti ( due decenni o giù di lì?) e certamente solamente a Trieste.
    Ai tempi metà anni 50) nei quali lo spritz era lo spritz e non quello Aperol in piazza della Borsa, tra Bata (esiste ancora?)e il varco del Ghetto, ebbe vita la caffetteria frequentatissima dove ia tazzina di caffè costava 5 LIRE il e capuccino era un capuccino.

    • bloodyivy ha detto:

      allora… 1) il capo in B è di vecchia data, risale ai tempi dove, in trattoria e nei bar esisteva solo un tipo di bicchiere, 1/8. Il bicchiere “da osteria” è diventato la caratteristica del capo in B. Forse 20, 30 anni fa non lo si chiedeva nei locali più chic mentre ora è normale anche ordinarlo al caffè degli specchi in piazza unità o al tommaseo o al san marco…
      2) cosa inversa per lo spritz… si ordina “uno spritz, grazie!” nei locali in città e danno per scontato che tu stia chiedendo uno spritz aperol. Però… se vai in quelli più “rustici” non usati per ritrovarsi fra giovani la sera, o zona “per le alte” (carso) e chiedi uno spritz, devi specificare cosa vuoi veramente, aperol o vino bianco più acqua minerale. In zona pz della borsa – pz unità al massimo ti chiedono “aperol o campari?”.
      3) Il cappuccino è sempre quello, cioè piccolo e non come fuori dai confini di trieste dove quello che chiamano cappuccino noi lo chiamiamo caffè latte. Per questo se al bar non ti conoscono e pensano tu possa essere uno studente non ancora abituato agli usi e costumi della città, se ordini un cappuccino prima ti prendere l’ordine ti chiedono “cappuccino triestino o quello grande?”
      4) la zona del Ghetto non so come fosse negli anni 50 ma ora è davvero bella, è il cuore della città, i negozi più antichi sono rimasti affiancati da locali nuovi e particolari che la valorizzano.
      5) quel locale é ancora apprezzatissimo e di conseguenza frequentatissimo.
      6) Spero ti possa ricapitare di tornare anche di sfuggita in questa città; non ne resteresti deluso, anzi, a parte per il prezzo del caffè che è… decisamente lievitato, ma cmq continuano a farlo molto buono e resiste anche la “tifoseria” fra caffè hausbrandt e caffè illy. 5 lire, eh?!?!
      grazie per il commento 🙂

  3. Domi ha detto:

    Dopo 15 anni di vita a Trieste NON sono ancora riucita a capire come chiedere il caffè che desidero. Nelle riviste specialistiche, nazionali ed internazionali, dove sono indicati i tipi di preparazione e presentazione del caffè, per macrogenere, compaiono:
    1. Caffè espresso = una dose di caffè pari a circa metà della tazzina (sperando sia una di quelle classiche piccole, sennò “xè un slonz”). Ovviamente, per i professionisti del settore, il tempo di percolazione adatto ad ottenere cremosità e densità equilibrate (non la brodaglia insomma).
    2. Caffè macchiato = a dose di caffè in tazzina (vedi 1) vi è inserita una pari dose (espresso in volume) di crema di latte (e NON di latte strabollito, annacquato e senza alcuna densità).
    3. Caffè gocciato = in un caffè (vedi 1) si aggiunge la dose di un cucchiaio da tè di crema di latte (SOLO crema!)
    4. Cappuccino = a una dose di caffè (vedi 1) in tazza grande si inserisce fino a riempirla la SOLA crema di latte (schiuma, volgarmente detto). Nel cappuccino NON si inserisce il latte (tantomeno strabollito – vedi spiegazione punto 2).
    5. Caffellatte = a una dose di caffè (vedi 1) si inserisce solo latte caldo in tazza grande (senza schiuma quindi).
    6. Latte macchiato = a una dose di caffè (vedi 1) in bicchiere grande (tipo da drink) viene riempito il bicchiere di crema di latte (non di latte strabollito, ecc.).
    7. Macchiatone = servito in tazza grande c’è una dose di caffè (vedi 1) ed a volume/dose di caffè si inserisce il doppio del volume/dose di sola crema di latte. Se viene chiesto in bicchiere ecco che, finalmente, otteniamo il famoso “Capo in B”!

    Bene, detto ciò, che a livello internazionale queste regole generalmente valgono, certamente valgono comunque in TUTTO il resto della nostra penisola, quindi i Triestini possono orientarsi perfettamente ovunque seguendo queste poche regole, basta chiedere un macchiatone in bicchiere! ;-), vediamo ora cosa puntualmente mi accade.

    Innanzitutto se chiedo un caffè difficilmente (molto difficilmente) ne trovo uno cremoso e di un dosaggio pari a circa metà tazzina… bensì una sorta di bevanda liquida che arriva a circa due terzi della tazzina (quindi un caffè normalmente considerato lungo). Sapendo ciò, per adeguarmi alle usanze del luogo, lo chiedo già in partenza ristretto (così evito spiegazioni inutili).
    Il problema è che a me piace macchiato (mi perdonino i puristi del caffè).
    Quindi quando chiedo un ristretto macchiato ottengo:
    a) un capo chiaro;
    b) un gocciato;
    c) una brodaglia in tazzina che ha sì del caffè ma anche latte strabollito fino all’orlo! Bleah!!!

    Allora sono costretta, ogni volta, ad usare la parola “macchiato” per far comprendere che sono “foresta” e così pongono un minimo di attenzione in più, indicando testè parole: “un ristretto macchiato, con solo crema di latte che sia meno del capo ma più di un gocciato”… insomma… per chiedere ciò che nel resto del mondo si chiama semplicemente “ristretto macchiato” faccio una fatica ENORME e risulto anche “rompib…” perchè chiedo cose strane… mah…
    A me spiace davvero, ma in fatto di cortesia in molti pubblici esercizi non è che a Trieste brillino (e lo dico con rammarico perchè io di Trieste sono innamorata).

    Chi mi dà un buon suggerimento su come chiedere il caffè che desidero?
    Grazie a tutti per l’eventuale contributo.
    T.

  1. 07/06/2015

    […] un capo in B un’altra volta – tipico modo triestino di ordinare il caffè in bicchiere qui spiegato – “, “volentieri, le gavemo finide“, “volentieri, ma abbiamo […]

  2. 04/09/2015

    […]  Sì, perché per il rebechin non si va al caffè per ordinare una fetta di strucolo de pomi e un Capo in B, bensì nelle osterie e soprattutto nei tipici buffet triestini, locali con caldaia, dove la carne […]

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