Bloody Mary Challenge – Prima Recensione – L’inferno tra le mani, Mario Maccione

Bloody Mary Challenge Tre recensioni
Bloody Mary Challenge
Tre recensioni

Bloody Mary Challenge – Prima Recensione 
Mario Maccione – L’inferno tra le mani, La mia storia nelle Bestie di Satana
A cura di Stefano Zurlo, PIEMME, 2011
Regole in breve(che si possono copia&incollare  QUI):
  • Nomina il creatore della Challenge e chi ti ha nominato.
  • Usa per segnalare i post  una di queste immagini (che si possono copia & incollare da qui (fb) o qui (fb).
  • Scrivi tre recensioni (una recensione = una invocazione a Bloody Mary)  a libri o film horror spiegando il perché ti hanno colpito.
  • Avverti Bloody Ivy tramite un commento nel suo blog per la condivisione fb e inserimento link del post nell’indice.
  • Nomina per ognuna delle tre recensioni 6 blogger.
    Divertiti con l’horror!
    qui il post completo con le spiegazioni “in lungo” della Bloody Mary Challenge

L’inferno tra le mani. Mi attengo solo al libro, evitando, per quanto attinente al contesto, il caso delle Bestie di Satana, la cui storia, a grandi linee, l’ho già riassunta QUI.

 L’inferno tra le mani è una sorta di autobiografia di Mario Maccione; il suo volersi raccontare a tutto tondo, iniziando dagli anni dell’asilo, elementari, medie, i primi spinelli, le sedute spiritiche, la musiche heavy metal, le droghe, le orge, il gruppo / setta delle Bestie, gli omicidi, l’arresto, la vita in carcere, il pentimento…
Per esempio, nel cap 1, riferendosi al periodo delle elementari scrive:
Ho anche un maestro segreto. Viene a visitarmi di notte, in sogno. Mi parla, mi spiega, mi indica delle cose da fare, mi mostra oggetti e animali e tante altre cose che adesso, a distanza di anni e anni, non posso neanche vagamente ricordare. E’ una voce. Sì, una voce che mi sento addosso e non riesco mai a localizzare. (…) Si spengono le luci oppure, se il sogno è ambientato all’aperto, diventa buio. E mi tocca lottare. Altre volte, per fortuna, mi sveglio.
mariomaccionelibroRacconti inventati per impressionare? Mah, non ci trovo nulla di strano. Se penso ai miei sogni nel periodo scolastico… tutto il pomeriggio concentrata a studiarmi i terremoti e poi di notte nel sogno c’era questa presenza che mi portava nelle viscere della terra e iniziava con “a scuola ti insegnano così ma in realtà….” e giù spiegazioni che se raccontate durante l’interrogazione mi avrebbero fatto finire di filata dalla preside. Ma succedeva anche per la matematica per non parlare di quando mi ero ritrovata fluttuante nello spazio nero per assistere alla creazione dei pianeti.
Sapevo, nel sogno, che i malvagi si stavano avvicinando, quando provando ad accendere la luce, l’interruttore faceva click click ma tutto restava buio. Mi succedeva così spesso nei sogni che anche ora, quando si fulmina una lampadina, arriva un blackout, o dei cali di tensione, nei primi 3 secondi in automatico penso “Aia chi sta per arrivare?”, tanto erano frequenti questi sogni.
Poi, da bambino uno ci dà la spiegazione che a quell’età riesce a dare.
La mia era che i grandi sapessero che noi bambini sognavamo così ma che per qualche segreto motivo volessero convincermi fossero solo invenzioni della mia fantasia. Insomma, ero una complottara anti litteram (anche con la faccenda di San Nicolò e Babbo Natale non mi quadravano i conti e sospettavo di un oscuro complotto dei grandi a danno di noi bambini).
L’idea che si era fatto Maccione invece era che fosse un demone a presentarsi nei sogni e solo a lui.
Non ci vedo tanta differenza fra un bambino che sospetta di un complotto dei grandi e uno che per sentirsi speciale spera si tratti di un demone solo per lui. Si è bambini!
Alle medie Maccione si convince di essere un medium. Il film Spiritika lo ispira e così, a 13 o 14 anni, prepara la sua prima tavoletta ouija da provare con gli amici. A 13 anni ci può stare, dai.
Chi non ha avuto amiche wicca, amici seguaci del reiki convintissimi del potere taumaturgico delle loro mani, o quell’amica dell’amica che ha bisogno di sentirsi importante e si dice in grado di prevedere il futuro attraverso i tarocchi o altro? E’ il pensiero magico di quell’età.
D’altronde la lettura dei fondi della tazzina di caffè alla turca o personaggi come la Sibilla Cumana o la Pizia di Delfi fanno parte dell’antropologia culturale.

ouijaSi avvicina anche alle droghe, agli spinelli a 14, 15 anni e poi, durante i 9 anni passati con le Bestie di Satana, a tutte le altre, e beve. Storpiando la celeberrima frase di 50 sfumature di grigio, Mario Maccione non alza il gomito, lui trinca forte, senza pietà. Spesso le sbronze che rasentano il coma etilico sono prove di coraggio imposte dai più grandi del gruppo. Prove di stupidità cosmica, in realtà.
Vuol fare il ribelle, scrive: “Ero antiborghese, ero anticristiano, ero antifamiglia, ero antitutto“.
Ma ti ribelli come? A spinelli e droghe? Sai che novità. Il sesso libero ormai non scandalizza più nessuno e l’heavy metal lo ascoltano anche le nonne… per distinguersi non resta che Satana.
Né lui né gli altri del gruppo, sul satanismo si son fatti alcun genere di cultura, non erano degli amanti dello studio e dei libri, figuriamoci di quelli impegnativi. Conoscono Allan Kardec solo di nome e credono di imitarlo nelle sue catene spiritiche. Usano Lsd e allucinogeni come portali dimensionali. Scrive: “Strafatti. Io più di tutti. Faccio fatica a essere presente. Ci sono giorni, giorni che si allungano a settimane, in cui sono spento. Immerso in un black out. Fuori uso. Vivo, agisco, faccio, ma non ricordo, non seguo un filo, non distinguo il reale dall’immaginario“. Lanciano malefici e maledizioni, e così si sentono potenti, dominatori.
demoneNoctumonium è  il Signore del freddo che gli appare, negli incubi notturni come nelle allucinazioni diurne e naturalmente nelle esperienze occultiste.
Maccione non sa dire fino a che punto gli altri del gruppo ci credevano, probabilmente entrava anche nelle allucinazioni acide delle loro menti facilmente suggestionabili, forse invece, nessuno ha avuto il coraggio di smentire; per essere puniti bastava dissociarsi dagli altri anche di poco.
Nonostante quanto strombazzato ai quattro venti dai mass media sempre assetati di audience (Sangue, Sesso, Soldi sono le 3 S, le linee guida, e qui c’era anche la quarta S, di Satana, come non cogliere al volo?), non erano satanisti. Al massimo giocavano ad esserlo.
Il satanismo, quello vero, è pericoloso e organizzato, non ne fanno parte dei ragazzi metallari, ignoranti e senza lavoro fisso, che organizzano le messe nere per fare delle orge e le sedute spiritiche per sentirsi speciali.Quel che racconta nel libro Mario Maccione, sugli omicidi e sui suicidi “indotti”, non corrisponde completamente a quanto emerso dai processi, non coincide con la ricostruzione sui documenti processuali. Lo dico con dispiacere, ma succede che nei processi  a volte si cerchino dei colpevoli più o meno plausibili per accontentare tutti piuttosto che la verità. Quindi non me la sento di dire quale versione si avvicini di più alla verità sui fatti.
Oggi è detenuto a Bollate, Milano; studia, ha imparato a suonare la chitarra, si dice pentito per quello che ha combinato e per come è vissuto in quegli anni (ma cmq non potrebbe raccontare diversamente).
Non ha ritrattato le sue esperienze medianiche però non le addita come demoni: “Io ora so che le visioni, i demoni, i globi luminosi, le persone che vediamo tutti i giorni sono manifestazioni di energia. Energia consapevole. La realtà è energia. Visibile e invisibile, ma sempre consapevole. Il vedere o il non vedere dipende da tanti fattori: il tuo occhio, la tua sensibilità, le convenzioni sociali, perché io chiamo in un modo quello che tu puoi chiamare in un altro.
Beh più che farina del suo sacco, piuttosto sembrano pensieri trovati in qualche libro, ma se ne è convinto, è uguale.
Questo non è il profiling studiato ed elaborato di Mario Maccione, ma soltanto un post sempliciotto con la recensione al suo libro e il mio personale punto di vista.
Qui si può leggere il primo capitolo del libro.  (il libro su ibs qui)
satanismo2Quello che mi ha colpito non sono i demoni. Alla fin fine, uno se li può sognare vita natural durante, può vedersene costantemente circondato (anche se qui magari qualche controllino medico per assicurarmi che non siano sintomi della schizofrenia o di qualche brutta malattia neurologica degenerativa, me lo farei…) senza per questo smettere di essere una brava persona.

Ciò che mi ha impressionato invece è il gruppo di amiconi che si trasforma in una setta pericolosa per chiunque, adepti e non.
Come i ragazzi più grandi o carismatici abbiano cercato di manovrare e manipolare la volontà degli altri, tanto da spingerli al suicidio. Una manipolazione psichica aiutata dalle droghe che peraltro tutti assumevano e così nel gruppo c’erano persone con alterazioni mentali, abbassamento dei freni inibitori, alterazioni di coscienza, stadi psicopatologici, allucinazioni, e per alcuni, deliri narcisistici di onnipotenza.
Invasati. Uno stile di vita basato sulla violenza degli uni verso gli altri “quel clima indefinito e indefinibile in cui tutti sono vittime e carnefici. Potenziali assassini e morti che camminano“.
Poco conta in questa storia che parlassero o meno con demoni, era il loro lato tenebroso della loro psiche il vero problema del male.

Le Bestie, quando si conoscono non erano angioletti ma nemmeno dei mostri crudeli; però lo diventano. Da satanisti pensavano fosse necessario esserlo. Le Bestie sono entrate nel loro ruolo, un po’ come nel famoso esperimento della prigione di Stanford, di cui parlano molti libri e film.
Le Bestie hanno dimostrato che il male, quello che infetta la persona in ciò che ha di più personale, è la sua scelta nell’agire. Per questo erano imputabili e hanno pagato. I morti assassinati in ogni caso, non torneranno mai più in vita.
Mario Maccione, all’epoca era minorenne, cioè uno stupido per definizione (come lo sono tutti e lo siamo stati tutti, anche se lo si ammette solo dopo i 30 riguardandosi indietro), qui non mi va di condannarlo perché non spetta a me o peggio di biasimarlo, non ci penso proprio.
Quel che mi ha colpita della storia è il gruppo di amici che si trasforma in pericolosa setta con adepti schizzati e plagiati.  Ce ne sono molte intorno a noi di cui ignoriamo l’esistenza?

Questa la prima recensione Bloody Mary Challenge, la prossima, lo prometto, sarà più leggera, come argomento e lunghezza 🙂
divisore3

E ora i 6 nominati alla Bloody Mary Challenge (naturalmente solo se hanno piacere partecipare, ma in ogni caso suggerisco a tutti di seguire i loro blog se ancora non li conoscono)

Frutti di bosco 

Grazie per la lettura Bloody Ivy

10 Commenti

  1. Vidi il film The experiment, che racconta la storia dell’esperimento citato da te, e mi inquietò molto proprio l’idea che si trattasse di gente normale che, trovatasi in quella circostanza, tirò fuori un lato malvagio fino ad allora (forse) celato.

  2. In questi viaggi che ci proponi ravvero sempre qualcosa di quel Signore delle mosche, che tutti abbiamo dentro… Unito a quel che emerse dall’esperimento di Milgram e non solo… In buona sostanza ci sono insiti in noi degli elementi che servono a regolare le masse in modo autonomo? Forse sì.

    • anche se abbiamo dentro di noi il signore delle mosche o baal-zebul, l’importante è ricordarsene sempre ed imparare ad affrontarlo in modo che non prenda il sopravvento sotto forma di rabbia che sale, disperazione nera che opprime (di quelle che ti portano al suicidio), di rancore vendicativo che rode… Io li sento i mostri dentro di me, ci convivo e li uso per cambiarmi… in meglio 😉
      Milgram era per cercare di giudicare meglio quanto affermato da Eichmann, “ma io ho solo ubbidito agli ordini”, ossia la coscienza di una persona. Quanto è possibile metterla a tacere, quanto convincerla di altro, quanto soggiogarla… e sì da lì è iniziata tutta una serie di esperimenti sociali. Oramai fra information warfare usata in tutti i campi e la psicologia, si è in grado di convincere di bene o di male l’opinione pubblica e peggio, le coscienze. Come prova di quanto dico basta aprire un social 🙁
      ciao gianni 🙂

  3. Ciao, finalmente ho scritto il primo post della Challenge!
    Come sospettavo è stata una sfida trovare sei blog da taggare, visto che il mio bacino di utenza è ancora piuttosto limitato, ma frugando qua e là ce l’ho fatta!
    A presto!

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)