Blogger Recognition Award

La blogger che all’epoca mi aveva nominata ormai avrà perso tutte le speranze di un mio seguito all’award assegnatomi,  perché sebbene le avessi promesso di rispondere al Blogger Recognition Award, di tempo (giorni, settimane, ere geologiche, eoni temporali)  da allora ne è passato.
Thank you for nominating me Danetigress 🙂 🙂

 

Here are the Rules:

  • Thank the blogger who nominated you and provide a link to their blog.
  • Write a post to show your award.
  • Attach the award to the post.
  • Give a brief story of how your blog started.
  • Give a piece of advice or two to new bloggers.
  • Select 15 other blogs you want to give the award to.
  • Comment on each blog and let them know you have nominated them & provide a link to the award post you created.

Give a brief story of how your blog started.

Ho cominciato il Blog spinta dalle motivazioni che credo accomunino molti blogger: bisogno di uno sfogo creativo, un piccolo laboratorio stile scienziato (un pochino) pazzoide, dove nel tempo libero poter inventare piccoli post in totale libertà.
La creatività, l’arte, l’inventiva (ok, diciamolo: il gioco) per la mente sono riposanti, una forma di meditazione. E il blog – come stacco dalle giornate defatiganti, di routine, piene di appuntamenti con persone che faresti di tutto pur di non incontrare più – è un toccasana.  Per esempio, ‘e’ congiunzione ad inizio della precedente frase sarà considerato errore dal prof., dal correttore di bozze, dal capo redattore, ma per il blogger può essere ribellione poetica, linguistica sperimentale, o semplicemente “ho scritto di getto senza rileggere perché avevo solo 5 minuti di tempo ma va bene così”; ed è liberatorio.
Puoi recensire un libro che ti ha entusiasmato, cosa che non potresti fare con nessuno dei tuoi conoscenti nel reality della vita quotidiana che ti ritrovi perché a loro dire i tuoi gusti sono troppo originali (‘originali’ è un eufemismo 😉 ) e non interessano. Invece, sotto la recensione di quel romanzo sul blog, arrivano apprezzamenti come se piovesse, nonché commenti inerenti, interessanti e arricchenti come fossero utili note a piè pagina per tutti i lettori, da 5 italiani, 4 australiani, 3 tedeschi, 2 svedesi e 1 giapponese, che ti ringraziano pure, per averla postata quella recensione che, a nessuno dei tuoi amici sembrava interessare. Son soddisfazioni e la prova delle virtù terapeutiche del blogging!  
Give a piece of advice or two to new bloggers.
Più che insegnamenti da dare ad altri blogger, sono abilità e competenze che mi auguro di acquisire sempre meglio anche io.
Scrivere quello che piace!!! Con certi argomenti si perdono lettori? Non importa, passeggiamo insieme a 7 miliardi di persone su questo pianeta, gente con gusti simili a noi prima o poi la trovano.
Se non si è politici perché cercare di piacere al maggior numero di persone possibili? C’è tanta più soddisfazione nell’essere se stessi fino in fondo (alternativi, strampalati, di nicchia, nerd o balordi) e avere followers per questo motivo.
Inutile mettere a dura prova la pazienza del lettore con post troppo lunghi perché o non verranno letti o peggio, si rischia di rubare del tempo a qualcuno (il tempo è ben più prezioso del Buckminsterfullerene con i suoi 150 milioni di dollari al grammo). Semplificare e sintetizzare più che si può; se un argomento è già stato trattato in altri post del blog è meglio usare dei link interni che verranno cliccati solo da chi vuole davvero approfondire.
Unire il massimo della stringatezza con il maggior contenuto possibile (sì, lo so, facile da dirsi ma difficile da farsi).
Lealtà. Il web è pieno di siti che per convincere manipolano notizie, scrivono a proposito di un fatto e ne enfatizzano degli aspetti, omettendone altri. Io mi son stancata di questi personaggi sorridenti ma subdoli, stile “il gatto & la volpe” che usano questi sistemi per convincere e far proseliti anche nei blog personali, ma siamo in tanti a non poterne più di post-verità, pensiero unico e per giunta debole.
Infine quello che ritengo essere il mio punto debole: ordine fra i post con una valida tassonomia o detto altrimenti, categorie intelligenti.
Una classificazione armonica, un indice sufficientemente preciso ha indubbi vantaggi, per chi scrive e per chi cerca post già scritti nel blog. Il problema è che fra il bianco e il nero ci sono in mezzo 50 dannatissime sfumature di grigio. Una recensione di un libro che parla della mia città sotto che categoria va ordinato? “Recensioni libri” o “Trieste”? Cioè in base al genere (recensione) o al contenuto (si parla di…)?
No, non l’ho capito ancora cosa sia meglio e perché, così fra le categorie del mio blog regna un gran disordine ma, non demordo, il bello di aver un blog è anche pensare a queste cose.
Di seguito i blog che suggerisco di andare a visitare, non sono 15 ma è per una questione di tempo (ci deve essere una specie di gorgo temporale, come nei film di fantascienza perché se mi fermo per un paio di secondi, quando riprendo scopro che in realtà sono trascorse ore).

fotografa senza stampante

SwittersB & Exploring

Dentro l’ombra al ombrico non resta che lombrire

SOCK MONKEY SAY…

willyzini

grazie della lettura Bloody Ivy

3 Commenti

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)