Arte, Bellezza e Passioni in un Liebster Award

Ponte dei draghi, Lubiana
Jackson Pollock

Deve essere l’avanzare della bella stagione che distrae o il fatto che mi stia spremendo troppo le meningi a cercare un argomento horror che spaventi davvero per la mia prossima storia, ma oggi non sapevo cosa scrivere.

 Vorrei ricordare che l’horror sarà un esperimento e lo farò per sfogare la infantile ma contorta fantasia, in modo di non farla riversare sempre in ricette da cucina avveniristiche… Lo dico perché, ma forse l’avranno spedita a tutti, questa settimana mi è arrivata la mail da un editore a pagamento che mi invitava a frequentare (ma facendomi anche un piccolo sconto, eh!?!) i suoi corsi di scrittura necessari per riuscire a scrivere un racconto.
Voglio dire… vabbè… ma insomma…  prima di stroncarmi almeno aspettate che digiti qualche paragrafo, no?
Però avevo un Tag, un Liebster Award a cui rispondere e questa domenica mi salvo così.

Ed ecco le 11 domande assegnatemi da Il blog vuoto (alle quali sarei tentata di rispondere “ma sono fatti miei!” però poi dovrei inventarmi un nuovo post; quindi, sul serio, grazie per la nomination  Il blog vuoto):

1. Come sarebbe la vostra vita senza arte?  &  11.  Quand’è che, per voi, si può definire qualcosa come artistico?
Metto assieme la 1 e la 11 per il loro tema comune: l’arte.
Immagino che la vita, di tutti e non solo mia, senza arte, sarebbe più o meno come la vita senza l’abrautek! Vi accorgete che l’abrautek vi manca da morire?
Se non hai mente e sensibilità per l’arte, per qualsiasi forma artistica, vivi bene e non ti manca nulla, perché ignori la tua carenza.
Per l’arte ci vuole una certa abilità, qualche studio a monte, una certa predisposizione e una disposizione volontaria per valutare in termini di bellezza, quel che si vede.
Se ti trovi nella Cattedrale gotica di Chartres, sopra il suo labirinto ma non ne sai il significato, o davanti alla Guernica ma non ne conosci la storia, non vivi pienamente l’esperienza di quella bellezza.
Ogni artista grida l’intelligibile attraverso la sua arte: colori, suoni, disegni, costruzioni…
E se riusciamo a cogliere la sensazione che vuole darci attraverso la sua opera, rimaniamo senza fiato, perché siamo andati oltre a quella musica, a quei colori, a quella danza, a quei gargoyles
Ponte dei draghi, Lubiana

Dov’è l’arte e cos’è artistico? Beh, a mio parere, ci aveva preso Dostoevskij: sta nell’esperienza della bellezza.

La bellezza, è mentale, e così un bosco darà un’esperienza più piena a chi ne riconosce anche i profumi, di ago di pino, resina, di funghi, di fiori; un incontro sarà più pieno quanto empatia riusciamo a provare in quell’istante, una musica, una statua, una tragedia (e la catarsi purificatrice che ne segue), studiando e all’improvviso si capisce la profondità vertiginosa e insospettabile di quel concetto…
La bellezza è la sensazione di vivere più pienamente e in modo di cui ignoravamo la possibilità e ci rendiamo conto che ci sono porte che si spalancano davanti a nuove e prima invisibili al punto che non immaginavamo esistenti, stanze del mondo.
La competenza dell’artista sta nel comunicare, nel farci vedere attraverso musica, colori, forme…  associando significato al significante in modo nuovo per manifestarci il contenuto della sua espressione artistica.  
L’artista urla nelle sue opere e per capirle davvero siamo obbligati ad apprendere attraverso nuovi mezzi. Con le sue opere ci fa intromettere nella sua intimità, nei suoi drammi, nei suoi perché, nei suoi segreti, senza pudore perché sa che con la sua arte lui resterà ignoto alla maggior parte del pubblico che non sa, non può o non vuole mettersi in relazione con il mondo in altri modi.
2. Vi ritenete mai “bravi” nelle vostre passioni o cercate sempre di migliorare? –  5. Quanta parte di voi stessi emerge nelle vostre passioni?
Unisco la domanda 2 e la 5 per l’argomento comune. Visto che l’ho tirato in ballo con l’arte, lo faccio anche ora per le passioni, Dostoevskij che dice: Il segreto di una vita riuscita è impegnarsi ad agire per ciò che ami e amare ciò per cui ti impegni.
Certo che seguo le mie passioni, che poi anche uso, come fanno tutti gli artisti, psicologi, cuochi, scrittori… umani in generale praticamente, per conoscere me stessa e il mondo. Insomma, sono forti ma per niente cieche. Passioni aristoteliche si può dire o è un ossimoro? Ma vediamo di  farla più breve della prima risposta sull’arte, sennò non se ne finisce più 😉
3. Se dovessero realizzare un film sulla vostra vita, di che genere sarebbe?
Horror, severamente vietato ai minori, per tutte le apparizioni terrorizzanti di mostruosi spiriti che potrebbero causare attacchi di panico, angoscia, epilettici, forse raptus di follia.
4. Quali sono 5 nazioni che adorereste visitare?
Sono più il tipo che sogna di scappare da una società che sopporta a fatica piuttosto che progettare una vacanzetta per i giorni di ferie. Quindi non so… esistono isole non tracciate sulle mappe? Perché a Skull Island, sì quella di Kong, io potrei trovarmici bene.
6. Che rapporto avete con il vostro blog?
Si fa quel che si può.
Meriterebbe che gli dedicassi più tempo. A trovarlo il tempo!!!
Ma non sembra anche a voi che le ore scorrano troppo in fretta? Mica staremo cadendo in un buco nero che assorbe spazio e tempo?
7. C’è una cosa che vi piace ma che non rientra negli argomenti che trattate?
Niente Panico non è un Blog monotematico, e soprattutto… qui comando io, Bloody Ivy!
Volessi scrivere un post su com’è il gelato al pistacchio nelle varie gelaterie di Trieste (e in effetti non è male come idea, magari me l’annoto), e poi di seguito uno sui modi subdoli per istigare al suicidio una persona, lo potrei fare… mi prenderei dell’incoerente dai followers, ma in fondo io sono proprio così: posso pensare al problema del suicidio mangiando un gelato al pistacchio e guardando il mare.
8. Parlate mai del blog al di fuori del web?
No! In realtà, ho avvisato amici e conoscenti ma prontamente, subito dopo, devono essere passati da loro due men in black con la penna neuralyzer a flasharli perché hanno dimenticato, rimosso ogni riferimento a NIENTE PANICO e non sono mai passati a vederlo.

9 Se aveste una macchina spaziotemporale, andreste in un altro mondo o in un altro tempo?
Se avessi il Tardis del Doctor Who… visto che non c’è niente di nuovo sotto il sole e la storia è tutta un eterno riciclaggio, visiterei altri mondi piuttosto che epoche diverse.
10. C’è qualcosa che era per voi indispensabile un tempo ma ora non più?
C’era, sicuramente… ma, l’indispensabile pesa, pesa tanto a portarselo dietro, e alla fin fine si scopre sempre che se ne poteva fare a meno già da prima.
Per esempio ora non saprei dire cos’ho di indispensabile, cioè da cosa dipendo. I libri? Sì, ma so che basta un terremoto, un incendio, uno tsunami  per perderli. La conoscenza? Certo, ne vado fiera, ma con tutte le possibili ed immaginabili forme di demenza in agguato man mano che si va avanti con l’età  è meglio non attaccarcisi tanto. Quindi non saprei, spero di essere abbastanza libera e mi piace così. :)Non scrivo altre domande e non invito nessuno a giocare, però segnalo qualche blog che potrebbe essere interessante seguire.
Grazie per la lettura Bloody Ivy 

 

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