Quote Challenge 3rd day

3-day-quote-challengeMa i blogger che pubblicano quotidianamente un post dietro l’altro, senza essere in vacanza, come caspita fanno? Hanno l’accesso al portale di un’altra dimensione spazio temporale? Dei robot schiavi che fanno le faccende per loro?
Comunque, nonostante alcune vicissitudini, normali intoppi più che altro, di quelli di cui non è possibile fare a meno e che non passa giorno senza che si ripresentino, eccomi al terzo ed ultimo giorno di questa Challenge.
Quote Challenge 3rd day. Yeahhh!!

Le regole sono:

3 giorni

3 citazioni al giorno

3 candidati al giorno

QUOTE CHALLENGE – Terzo Giorno (qui il primo, e qui il secondo

Prima Citazione

I suoi effetti devono sempre essere rivolti al sentimento, e solo limitatamente alla cosiddetta ragione (…) la prudenza di evitare qualsiasi presupposto spiritualmente troppo elevato non sarà mai abbastanza grande. (…) La ricettività della grande massa è molto limitata, la sua intelligenza mediocre, e grande la sua smemoratezza. Da ciò ne segue che una propaganda efficace deve limitarsi a pochissimi punti, ma questi deve poi ribatterli continuamente, finché anche i più tapini siano capaci di raffigurarsi, mediante quelle parole implacabilmente ripetute, i concetti che si voleva restassero loro impressi.
Adolf Hitler – Mein Kampf

meinkampfHitler a proposito della propaganda efficace.
E’ una citazione in negativo, per ricordare che per molti siamo solo massa facile da ingannare. Perché non mi si fraintenda sul mio intento, in poche righe la spiego.
Machiavelli, uomo geniale ma al soldo della famiglia Medici, nel suo trattarello di strategia politica sostiene che il fine giustifichi i mezzi (che poi è la scusa degli esseri più viscidi da che mondo e mondo) consigliando di mentire, ingannare e qualsiasi altra cosa pur di arrivare allo scopo.  Idem Hitler che straparla di propaganda, efficace se la si basa sulle emozioni e non sulla ragione, come il mezzo per conseguire un fine senza alcuna forma di etica poiché “le armi più crudeli diventano umane, se condizionavano una rapida vittoria”.
Hitler (in realtà Goebbels,  il ministro della propaganda fin quando non si suicidò dopo aver avvelenato i suoi figli alla fine della guerra) costruiva quadri mentali attraverso l’uso di dicerie (le bufale si chiamano adesso), la regola del  consenso sociale (“se tutti gli altri sono d’accordo, lo sono anch’io“), il capro espiatorio (l’economia tedesca era a pezzi, moltissime famiglie erano ridotte in povertà e la colpa era tutto delle razze inferiori, soprattutto dell’ebreo privo di valori e avido di denaro). Qui un altro brano da mein Kampf, da leggere e meditare perché sul fatto che non siamo altro che dei polli creduloni e manovrabili, io sarei pronta a dargli ragione 🙁

Seconda citazione:

Eppure lo sappiamo:
anche l’odio contro la bassezza
stravolge il viso.
Anche l’ira per l’ingiustizia
fa roca la voce. Oh, noi
che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza,
noi non si poté essere gentili.
Ma voi, quando sarà venuta l’ora
che all’uomo un aiuto sia l’uomo,
pensate a noi
con indulgenza.
Brecht, 1938

brechtDabei wissen wir doch: auch der Haß gegen die Niedrigkeit  verzerrt die Züge.
Auch der Zorn über das Unrecht macht die Stimme heiser.
Ach, wir die wir den Boden bereiten wollten für Freundlichkeit  konnten selber nicht freundlich sein.
Ihr aber, wenn es so weit sein wird, daß der Mensch dem Menschen ein Helfer ist;
gedenkt unserer mit Nachsicht.

Terza Citazione:

apocalisseQuando annunciamo l’arrivo di una catastrofe allo scopo di evitarla, questa affermazione non rientra nella categoria di predizione nel senso stretto del termine: non pretende di svelare il futuro, ma solo quel che sarebbe stato se non avessimo prese le precauzioni che abbiamo preso. Non c’è bisogno di chiudere il circuito: il futuro predetto non deve coincidere con il futuro reale, la previsione non deve diventare vera, ma un mondo possibile che è e rimarrà irrealizzato…
Il futuro è scritto ma è parzialmente indeterminato. Include la catastrofe ma come fatto accidentale. Come il più metafisico di tutti i poeti, Jorge Luis Borges, ha scritto: “Il futuro è inevitabile, ma potrebbe non accadere.”
in altre parole, proprio ciò che ci minaccia potrebbe essere la nostra salvezza.
Prima dell’apocalisse – René Girard

Arrivo a sera piuttosto stralunata. Mi chiedo inebetita “Chi sono? Da dove vengo? Dove vado?” e di conseguenza anche le citazioni mi escono più filosofiche e un pochino apocalittiche degli altri due precedenti giorni.

e ora i tre candidati
se vogliono divertirsi a partecipare
(cmq ricordando che l’intento principale dei link è far conoscere altri blogger)

waynew

sid il bradipo

non mettermi pressione

e così, al Quote Challenge 3rd day… posso dichiarare: sfida superata!!! 

Grazie della lettura Bloody Ivy

 

35 Commenti

    • no, perché mi funziona come quando si mette avanti di 10 minuti l’orologio per non arrivare in ritardo… lo sai che hai 10 minuti in più e te la prendi più comoda del dovuto.
      Lo so che ho un post pronto e allora invece di scriverne già un’altro, quella settimana la passo facendo altro…

      • Prendila al contrario: quando hai da scrivere, anche più di un post, meglio cinque o sei, li spari tutti e poi decidi quando attivarli. Certamente … io predico bene e…

        • veramente ci tengo a far post carini, mi serve tempo per un post, mica li butto là… li penso, ci ragiono e poi traduco il guazzabuglio di pensieri in italiano scritto. 6 al giorno sarebbero post da una banale immagine trovata online più qualche frasetta banale ma divertente. Nooo vanno trattati meglio i lettori. Mi sta bene un post a settimana, ma stavolta era una sfida di tre giorni 🙂

          • No no mica 6 al giorno, 6 in un giorno passato dalla mattina alla sera a sgobbare come una matta!
            E comunque 6 post sono almeno almeno 2 mesi di pubblicazioni, sennò diventi … eccessivo, uno spam-blogger d’assalto.

                  • ^_^ La colpa è delle statistiche… I diagrammi a barra, i giorni con più contatti, le pagine più clickate… Una droga! 😀 😀

                  • Sono leggermente o abbastanza non lo so, con un carattere da misantropo. Qualcuno che vale e merita a questo mondo c’è ma non sono la maggioranza anzi… e quindi interessarmi di statistiche di chi mi segue o meno, di quanti contatti guadagno o perdo non ne vedo la necessità. Piaccio? Che bello, son contenta, grazie, grazie, grazie. Non piaccio? E vabbè, mica posso fingere di essere diversa solo per piacere a qualcuno in più…
                    ciao

  1. Ci sarebbe da riflettere e molto. Ma come hai detto tu:” Come fanno quelli che scrivono un Post dietro l’altro?” Evidentemente, o soffrono d’insonnia o non hanno altro da fare. Io ho il mio lavoro da profumologa che mi tiene molto impegnata, più gli impegni di vita come tutti. Ho preso la via del blog casualmente e mi sto divertendo moltissimo. Più di un post alla settimana non riesco a scrivere e, probabilmente non lo farei nemmeno a se avessi tempo. Magari cercherei di programmarli, ma poi vedo che non ce la faccio, perchè vedi, anche se parlo di profumi, l’ispirazione nasce dal momento, da una poesia che ho letto, da una musica che ho ascoltato e così non potrebbe essere uno dietro l’altro. Da qualche parte nel tuo blog trovo la spiegazione del nome che hai dato al tuo Blog? Molto interessante.Una idea posso anche averla, ma mi piacerebbe conoscerla da te. Sei di Trieste vero? Bellissima città con la quale, coincidenza?!, ho appena avuto a che fare sul mio percorso di vita profumato. Ciao e complimenti.
    Ella Donati
    http://www.lavitapresaperilnaso.wordpress.com

    • Sarà “just for fun” l’animo con cui porti avanti il tuo blog ma, il risultato è MERAVIGLIOSO! Una vera chicca! Da consigliare a tutti.
      Sì, credo che nemmeno io, avessi tempo, posterei di più. Oltre al blog c’è una vita che passa e scorre, e poi, per i futuri post, arrivano più ispirazioni dal mondo che stare seduti davanti al computer a preparare post 😉
      Sono di Trieste e, grazie, mi fa molto piacere il tuo apprezzamento perché la amo e ci tengo tantissimo alla mia città mitteleuropea.
      Il mio Blog è fatto di due nomi, il titolo del blog e il mio pseudonimo o nick come lo si voglia chiamare.
      Per il primo anniversario del blog avevo spiegato del perché del mio nome da blogger http://bloodyivy.it/buon-primo-compleanno-blog/ del titolo del blog non ne ho mai parlato, ma in effetti c’è tutta una storia dietro, riguarda un felpa e tanti ricordi, non riesco a spiegarla in un commento. Ma hai ragione, manca la pagina “chi sono e cos’è questo blog” e a breve dovrò pensarci.
      Che meraviglia il tuo lavoro!

  2. Machiavelli uguale Hitler forse ma credo che il fiorentino volesse mettere sull’avviso i naviganti. Sappiate riconoscere chi vi usa per raggiungere i suoi scopi. Hitler puntava a barare, simulando una verità

    • dissento, cordialmente ma dissento.
      Tutto ciò che ha scritto Machiavelli ha avuto una dimensione essoterica, cioè rivolta a tutti… bravissimo, coltissimo, ironico, dissacrante come carattere (secondo me era lui il Belfagor nella sua novella). Solamente un suo scritto non è stato pensato e creato per essere letto da chiunque bensì da uno solo! Dedicato solo ad una persona, Lorenzo de Medici, non quello famoso ma al suo nipote oomonimo. E che non ne fossero divulgati i contenuti ovviamente, perché trattandosi di strategia politica (ne aveva di esperienza ed era un esperto nel campo) scritti con dei ragionamenti a catena tipici della prosa scientifica, decisamente non adatta a tutti. E certo, insegna a barare, a fregarsene delle leggi della morale che con la politica non hanno nulla a che fare, e lo dice solo al Principe.

      • Tu ne dai una chiave di lettura che io non vedo.
        Sarà anche destinato a uno solo, che sta al comando, ma nel momento che mette nero su bianco dicendo casa fare e cosa non fare, automaticamente si mette nella posizione di chi dice ‘occhio se qualcuno si comporta così, diffidate’. Come leggi, la mia angolazione è differente dalla tua.

        • Non esiste problema, quando si chiariscono le cose. Non capivo le risposte, specialmente l’ultima. ;D
          Concordiamo su un punto. Era un geniaccio. Abbiamo qualche idea divergente su come interpretare il senso de Il Principe. Sarà stato venduto ai Medici ma secondo me era un modo elegante e sottile per sparare a zero su quella famiglia.

      • Visto che l’argomento è stato introdotto mi aggiungo anche io. L’accostamento fra Hitler e Machiavelli è un po’ forzato più che altro perché il secondo non conosceva la cultura di massa insomma per lui la propaganda non aveva alcun senso. Il tuo post è molto interessante per quanto riguarda la riflessione sulla propaganda politica, che cerca di evitare la ragione (e funziona proprio per questo). Ma la storia di Machiavelli è più tormentata. Machiavelli non era al soldo dei Medici non quando scrisse il Principe, anzi lo fece proprio per cercare di ingraziarseli. Si legge tranquillamente su Wikipedia. Non condivido nemmeno l’idea che volesse nascondere il Principe che fra l’altro ha una prosa asciutta, secca, efficace (forse una delle migliori della lingua italiana). Machiavelli a suo modo era un idealista, ma soprattutto era ossessionato dalla politica, per cui aveva bisogno di ingraziarsi i Medici per rientrare “nel giro”, dopo essere caduto in disgrazia a causa del suo coinvolgimento nella Repubblica.

        • grazie del commento…
          superficialità mia, pensavo di potermela cavare con due frasette riguardo la citazione.
          ma certo che è forzata l’accoppiata hitler/machiavelli ma mi serviva per far capire che in mein kampf Hitler spinge a perseguire il fine a discapito dei mezzi. E di Machiavelli tutti ricordano la frase “il fine giustifica i mezzi” che in realtà machiavelli non ha mai detto anche se il suo pensiero era quello: il potere non si fa scrupoli pur di arrivare dove vuole. E’ vero che non era al soldo dei Medici quando lo ha scritto ma anzi il suo scopo era ingraziarselo, come dici tu, e si dice che ci restò malissimo perché nel giorno che glielo porse, lorenzo ricevette anche due cani in regalo e si entusiasmò e ringraziò tantissimo per questi piuttosto che per il trattato di strategia politica del machiavelli.
          la prosa del principe è asciutta ma come logica si discosta dagli scritti dell’epoca medievale e scolastica a piramide e quindi a mio parere non apprezzabile dai più, per renderlo un vero trattato di scienza politica. Che il principe dovesse essere mezza volpe e mezzo lione che non può e non deve rispettare la parola data se questa lo danneggia, era meglio non fosse notizia data a tutti. La filosofia che propone è l’utilitarismo cioè il principe deve usare ogni mezzo, uccidere nemici ma anche popolazioni sottomesse a seconda dei contesti in cui si sarebbe potuto trovare.
          Anche in questo caso, che si è utilitaristi non è cosa da far sapere a chi si è pronti ad usare..
          Comunque, e mi dispiace avrei dovuto specificarlo, non volevo scrivere un post su Machiavelli, quindi non intendevo spiegarlo in modo superficiale a nessuno.
          Era un semplice giochino da blogger, catalogato fra i tag, e non fra storia per questo ho semplificato, per accorciare e fare prima e ora me ne dispiace.
          Magari a breve scriverò una recensione seria sul personaggio per farmi perdonare.
          Diamine, mi ricorderò di essere seria e professionale anche quando gioco ai tag!
          ciao
          ben arrivato

    • apprezzato e interesserà anche altri
      però per chi decideva di partecipare alla challenge non erano ammesse regole ad personam quindi… sorry… sfida non superata

      🙂 🙂 🙂

  3. La stessa domanda me la pongo anch’io. Se sei fuori casa dalle 8 del mattino alle 7 di sera è umanamente improbabile riuscire a scrivere a manetta. O forse io non ho proprietà supernaturali che hanno altri… chissà… 😉
    Anch’io ci metto parecchio a scrivere per bene e non mi piace buttare là a caso.

    • che poi… anche se ho qualche ora alla sera, mi sento distrutta come se fossi appena tornata da una spedizione in chissà che parte sperduta ed inesplorata del pianeta…
      🙂 ciao

  4. ora…
    una challenge è un gioco che serve a far conoscere nuovi blog.
    Chi vuole la fa e chi non vuole no. Non si vincono premi né si perde niente.
    Ci sono delle regole per chi accetta, perché in ogni gioco ci sono regole. Come si fa a giocare a scala 40 senza regole? monopoli? persino per giocare a nascondino chi sta di conta da chi ha creato questa challenge. Che è solo un giochino ma serve a tutti i nominati che si accettino di giocare o no…
    e un abbraccione a whitewhitebear 🙂 che si è beccato commenti non diretti a lui mentre stavo interloquivo in contemporanea con qualcun altro e in velocità non capivo più se mandavo all’uno o all’altro. Naturalmente più di un paio li ho spediti a lui che perplesso pensava “ma è diventata matta?”

  5. Solo per puro gusto della pignoleria, preciso che è vero, molti riassumono Machiavelli con il celebre modo di dire “il fine giustifica i mezzi”; ma credo che Machiavelli non sarebbe d’accordo con quest’attribuzione, perché nella sua visione della politica, totalmente libera da ogni condizionamento morale, nulla ha bisogno di essere giustificato. L’autore de “Il principe” avrebbe magari detto che il fine motiva il mezzo.
    A parte la parentesi pedante, il post mi è piaciuto e lo considero un importante spunto di riflessione per chiunque voglia leggerlo. Di Machiavelli mi viene in mente una citazione che tragicamente si adatta ad ogni catastrofico alluvione che annualmente colpisce l’Italia. Magari in un prossimo post…

    • Machiavelli era un utilitarista a tutto tondo e secondo quella filosofia va interpretata la frase. Ma il post non era su Machiavelli, era su tre citazioni e accanto ad una, quella di Hitler, ho accostato la filosofia del machiavelli ma solo di striscio, perché verità o dicerie, si dice che l’autore del mein Kampf, il Principe se lo tenesse costantemente in bella vista sul comodino e ne cercasse ispirazione, imitandolo nel modo di puntare al potere scevro da ogni vincolo morale.
      Non era un post di filosofia politica (non che abbia nulla contro l’argomento, anzi) era il giochino delle citazioni. Su un post dedicato all’utilitarismo tutti questi commenti e precisazioni sul Machiavelli (parlo di tutti i commentatori) li avrei trovati appropriati, ma sul giochino tag delle citazioni? Con tanto di chi si definisce serioso però mi rimanda a leggermi Machiavelli su WiKipedia (wikipedia?!?!)
      Quando scrivo post dagli argomenti più seri non sono forse profonda ed accurata? Fatemi le pulci là, su quei post, che restano senza commenti o quasi non su un giochino tag, perché sinceramente, non ne vedo il senso.
      Questo è stato uno dei post più fraintesi del blog, e io che volevo solo giocare…

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