3 distopie: Brave new world – Fahrenheit 451 – Qualcuno volò sul nido del cuculo

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“Vi prego di capire. Non vi imponiamo certe regole e certe restrizioni senza aver prima riflettuto a lungo sul loro valore terapeutico. Molti di voi si trovano qui perché non riuscivano ad adattarsi alle norme della società nel mondo esterno, perché si rifiutavano di affrontarle, perché tentavano di aggirarle e di evitarle. A un certo momento – forse nella fanciullezza – può darsi che vi sia stato consentito di ignorare le regole della società. Quando ne violavate una, ve ne rendevate conto. Avreste voluto essere puniti, avevate bisogno di essere puniti, ma la punizione non veniva. Questa stolta indulgenza da parte dei vostri genitori può essere stata il germe che ha causato la malattia attuale. Vi dico questo nella speranza di farvi capire che noi imponiamo la disciplina e l’ordine esclusivamente per il vostro bene”.  Nurse Ratched

Rattrappire il pensiero, l’addomesticare le menti, il convincere al conformismo come buon sistema di ordine sociale è il leit motiv dei Sistemi di potere nelle seguenti 3 anti-utopie: Aldous Huxley, “Brave new world” (1932)(“Il mondo nuovo – Brave New World” fu scritto nel 1932; il saggio “Ritorno al mondo nuovo – Brave New World Revisited” è invece del 1958); Ray Bradbury, “Fahrenheit 451” (1954); Ken Kesey, “One Flew Over the Cuckoo’s Nest – Qualcuno volò sul nido del cuculo” (1962).

Tre distopie. L’atmosfera che vi si staglia con icastica evidenza è quella del Potere totalitario, che prende la forma del Controllo tentacolare. Si covano uomini condizionati e immaturi, per avere una massa imbelle da crescere a slogan. Controllo che Huxley fa iniziare già dalla fecondazione artificiale in bottiglia, predestinando il nascituro ab libituma caste sociali immutabili. “Il principio della produzione in massa applicato finalmente alla biologia”; “Noi, inoltre, li predestiniamo e li condizioniamo. Travasiamo i nostri bambini sotto forma d’esseri viventi socializzati, come tipi Alfa o Epsilon, come futuri vuotatori di fogne o futuri…”. “Non c’è come la penuria di ossigeno per mantenere un embrione al di sotto della normalità… Più bassa è la casta e meno ossigeno si dà”. “Il primo organo a risentirne è il cervello”. (Il mondo nuovo. Ritorno al mondo nuovo) Esseri tipificati per il bene della stabilità sociale, che nei tre romanzi, significa che chi è al Potere ci deve restare, a tutti i costi. Ogni nuovo nato potrebbe portare un suo diverso e libero punto di vista sulle cose e quindi essere potenzialmente in grado di compromettere la Stabilità del Sistema; ecco che il Potere ritiene corretto strangolare la libertà di realizzarsi come identità dotata di ragione, troncando la maturazione culturale ed emotiva, addirittura caricandosi, in Huxley, del potere biologico sopra l’individuo. La coscienza non deriva così dalla conoscenza di se stesso, ma dalla tecnica dell’ipnopedia, definita come:“la massima forza moralizzatrice e socializzatrice che sia mai esistita” . “Fino a che, da ultimo, la mente del fanciullo sia queste cose suggerite, e la somma di queste cose suggerite sia la mente del fanciullo. E non solo la mente del fanciullo. Anche quella dell’adulto, per tutta la vita. La mente che giudica e desidera e decide, costituita da queste cose suggerite. Ma tutte queste cose suggerite sono suggerimenti nostri.” (Il mondo nuovo. Ritorno al mondo nuovo) L’ipnopedia, nel romanzo viene utilizzata per istruire inconsciamente, o meglio indottrinare i cittadini, facendo loro ascoltare per miliardi di volte gli stessi slogan in modo che li memorizzino e il loro metterli in pratica sia un riflesso condizionato, cioè senza comprenderli. Metafora di come l’indottrinamento delle masse alimenti la forza del Sistema totalitario. In Brave New World, d’altronde, i due personaggi che iniziano a dubitare del modo in cui il Potere viene esercitato solo fra i pochi che hanno la capacità di farlo, cioè appartengono alla sola casta a cui la biotecnologia permette di sviluppare le piene capacità intellettive.

La vigilanza poliziesca è il distintivo del Controllo in Fahrenheit. I vigili del fuoco incarnano le forze regolari di polizia, ma anche ogni abitante è un converso alla causa e rientra così in un ottimo sistema di spionaggio, pronto a denunciare il proprio vicino. L’Intellighenzia, fa in modo che non ci si possa fidare di nessuno, costringe ad un unico modus vivendi: apparire (anzi scomparire) identici agli altri. Ogni differenza comporta l’individuazione di qualche allontanamento alla norma e quindi è sospetta. “Noi dobbiamo essere tutti uguali. Non è che ognuno nasca libero e uguale, come dice la Costituzione, ma ognuno vien fatto uguale. Ogni essere umano a immagine e somiglianza di ogni altro; dopo di che tutti sono felici, perché non ci sono montagne che ci scoraggino con la loro altezza da superare, non montagne sullo sfondo delle quali si debba misurare la nostra statura! Ecco perché un libro è un fucile carico, nella casa del tuo vicino. Diamolo alle fiamme! Rendiamo inutile l’arma. Castriamo la mente dell’uomo. Chi sa chi potrebbe essere il bersaglio dell’uomo istruito?” (Fahrenheit 451) In tutte e tre le narrazioni, il Governo, figura tetragona che non tollera critiche, ha l’obiettivo di perseguire gli individui in grado di pensare fuori dal coro in quanto pericolosi al Sistema. Montag, già all’inizio del romanzo si rivela come un doppiogiochista: a casa sua nasconde dei libri, sebbene continui ad incendiarne altri per lavoro.

Della resistenza fa già parte anche il personaggio vincitore in One Flew Over the Cuckoo’s Nest – Qualcuno volò sul nido del cuculo,  che pur rispettando il Regolamento, rivela di avere nel sangue il bacillo della ribellione, negando ogni tipo di comunicazione che i pazienti devono avere con l’infermiera nelle terapie di gruppo e fingendosi muto. Ken Kensey fra l’altro, scrisse il romanzo in seguito alla sua esperienza da volontario alVeterans Administration Hospital dove esercitavano gli studiosi della Scuola Psichiatrica di Paolo Alto, in California. Nel romanzo il Potere vessatorio è sia una forma di dominio esteriore: le divise, la vetrata, il Regolamento, i farmaci, l’elettroshock, le cinghie con le quali si legano gli agitati; che quello più subdolo che mira a modellare le anime. Le divise indicano l’appartenenza, e sono il simbolo dell’omologazione. L’abbigliamento uguale per tutti convince l’individuo a non perturbare l’ordine sociale, la divisa indica che per la società tutti (i pazzi) sono uguali. Dice l’Indiano: So che è la società a decidere chi è pazzo e chi non lo è, e per conseguenza bisogna adeguarsi.”  (Qualcuno volò sul nido del cuculo) McMurphy invece, si differenzia anche con l’uniforme indosso, avvolgendo nella mezza manica della giubba all’altezza della spalla, il pacchetto delle sigarette o le carte da poker. Diverse dalle solite… cinquantadue carte per cinquantadue posizioni (di signore in déshabillé!). Per non parlare dell’inusuale abbigliamento intimo,“grandi balene bianche che guizzano qua e là sulle mutande” che sfoggia sfilando con sussiego, sotto il naso di Nurse Ratched, la Grande Infermiera, uscendo dalla doccia. La sua spontaneità in quanto rappresenta l’imprevedibilità dell’animo umano è per la Cricca (Cricca è il termine che nel romanzo indica l’indefinito e sovrastante sistema di potere) di ostacolo al controllo. La sua goliardia rivela l’incontronllabilità dell’elemento McMurphy; la sua frequente risata rivela il modo sacrilego in cui ha intenzione di porsi nei confronti del Regolamento. Da una parete di vetro, che ha il compito di esagerare le distinzioni di chi sta al di qui e chi è al di là, Nurse Ratched sorveglia perennemente gli internati. Il pugno con cui McMurphy sfonda la vetrata è la profanazione del luogo vietato portata a termine. Preannuncia anche l’altro ben più grave sconfinamento, quello dell’entrata delle prostitute all’interno dell’ospedale che contribuirà a convincere la Cricca della necessità di effettuare la lobotomia per ammansire il paziente McMurphy.

In queste storie, Regolamenti e Leggi non sono perfettibili perché già perfetti e quindi immutabili. In Qvsndc il Regolamento è il trompe-l’oeil di tutta la giornata, ossia un impiego del tempo minuzioso e virtuosistico in cui la cura del particolare si rivela analogo a quello delle regole monastiche o dei sistemi carcerari (6 e 30 le lampade si accendono nel dormitorio; 6:45 ronzano i rasoi elettrici; 7:00 si apre la sala mensa; 7:30 si torna nella sala comune…). La Cricca ritiene che i pazienti, in quanto mentalmente disturbati, non siano in grado di amministrarsi da sé e quindi il potere si giustifica come l’autorità di un adulto nei confronti dei bambini. Se questo modo di ragionare è ovvio in Qvsndc dato il luogo dove è ambientato il romanzo, meno lo è per le altre due storie. Agli individui, non avendo alcun altro modo per discernere il giusto e lo sbagliato, non rimane che accettare ciò che impone il Sistema. I Regolamenti, infatti, funzionano soprattutto per impedire che qualsiasi caso di coscienza insorga e pur con diversi dosaggi di lusinghe e violenze, in tutti e tre i romanzi la popolazione baratta la libertà di pensiero con la sicurezza della comunità.

In Qvsndc c’è solo una parvenza di democratiche votazioni. Dopo una prima votazione dal risultato deludente, causa lo spirito rinunciatario dei suoi camerati, dove la posta in gioco è il campionato di baseball in Tv, McMurphy scommette perdendo, di riuscire a sollevare il quadro di comando fatto di acciaio e cemento. “Ci ho provato” dice. “Maledizione, questo almeno l’ho fatto no?” (Qualcuno volò sul nido del cuculo) E così, quando propone una nuova votazione per il baseball, stavolta anche gli altri, seguendo il suo esempio, ci provano ed alzano la mano. “…finché sono tutti là, tutti e venti, e alzano la mano non soltanto per vedere la TV, ma contro la Grande Infermiera, contro il suo tentativo di trasferire McMurphy agli Agitati, contro il modo con il quale ha parlato e agito e li ha conculcati per anni.” (Qvsndc) Ma Nurse Ratched  l’infermiera, barando, mantiene il suo potere iugulatorio: “Ci sono quaranta pazienti nella corsia, signor McMurphy. Quaranta pazienti e soltanto venti hanno votato. Lei deve disporre della maggioranza per modificare il regolamento. La votazione è finita, temo.” (Qvsndc) Nota: il reparto è diviso in venti malati Acuti ma in grado di intendere e venti Cronici, giudicati non in grado di relazionarsi con gli altri, e fra questi l’Indiano alza la mano, un segno di amicizia verso McMurhpy, che poi è una proposta di libertà. Ma la Grande Infermiera ribatte “La riunione era chiusa” e scatena paure ed emozioni negative con fine psicologia in chi non segue le regole, “Non ti vergogni? Come la prenderà tua madre?”. Infine, uno dei metodi prediletti della Grande Infermiera è favorire la delazione fra pazienti. “Si spiano a vicenda. A volte un uomo dice qualcosa di se stesso che non intendeva lasciarsi sfuggire, e uno dei suoi compagni, al tavolo al quale ha parlato, sbadiglia, si alza, si avvicina furtivo al grande registro accanto alla sala infermiere e scrive l’informazione che ha udito… A chi trascrive un’informazione sul registro tocca una stelletta accanto al proprio nome nell’elenco e il giorno dopo va a coricarsi più tardi.” (Qvsndc) I ridicoli premi agli autori delle denunce sono escogitati apposta per umiliare l’individuo e dimostrargli quanto meschino sia e per quanto poco tradisca. Ma il peggio avviene durante la terapia di gruppo, dove costretti a svelare il loro passato a Nurse Ratched, la investono del potere di evocare a suo piacimento i loro traumi. Il suo dominio va oltre la regolazione della vita personale di ognuno tramite le regole, è in grado di farli sentire deboli e inutili per la società che sta al di fuori. La distorsione del passato è un altro punto in comune di un po’ tutte le distopie. Manipolando la coscienza storica, il Potere gestisce i ricordi; fa sì che non si possano pensare alternative diverse da quelle che si stanno vivendo e che le condizioni del presente risultino immutabili. Il futuro si cristallizza. Ciò che il Totalitarismo cerca incessantemente di fare è togliere dei diritti umani e, il diritto ad un futuro diverso è uno dei tanti. Ogni operazione mentale ha sempre una sorta di dipendenza dal contesto sociale. E così la svolta per i personaggi, la crisi che li fa ragionare sulla norma alla quale pensavano di doversi conformare, arriva dal contraltare di una relazione di amicizia. L’amicizia è il salvagente in tutti e tre i romanzi, implica la compagnia fidata e  il sostegno di qualcuno che comprende, rispetta e incoraggia ad esprimere le proprie idee. E’ l’inizio dell’emancipazione. Nell’individuo conforme alla massa, i rapporti umani restano superficiali. In Fahrenheit emblematico lo scambio di parole fra Clarissa e Montag: “…la gente non dice nulla.” “Oh, parlerà pure di qualche cosa, la gente!” “No, vi assicuro. Parla di una gran quantità di automobili, parla di vestiti e di piscine e dice che sono una meraviglia! Ma non fanno tutti che dire le stesse cose, e nessuno dice qualcosa di diverso dagli altri.”(Fahrenheit)

La felicità è unanime desiderio umano anche in questi racconti. Ma qui è sottolineata l’inanità dei metodi per ottenerla. In Qvsndc sono due i momenti che offrono boccate di felicità: l’uscita per la partita di pesca (che però lascia ai malati il retrogusto della consapevolezza di non essere in grado di stare tra la gente normale), e il festino con gli alcolici e le ragazze fatte entrare nottetempo in corsia. Nello stordimento da sbronza gli internati però, già col senno di poi, parlano mesti della dura punizione che avrebbero ricevuto l’indomani dalla Grande Infermiera. “Ci saturerà a tal punto di tranquillanti da cancellarci completamente dall’esistenza”. (Qvsndc) Il solo a vedere questa eversione come il primo passo verso qualcosa di presumibilmente migliore è l’Indiano. “Forse, tutto sommato, la Cricca non era poi onnipotente. Che cosa avrebbe potuto impedirci di ricominciare daccapo, dopo aver constatato che era possibile? O impedirci di fare altre cose che avessimo voluto? Mi sentii così felice…” (Qvsndc) La felicità per l’Indiano è la presa della padronanza di sé. A condurlo in clinica era stata la Cricca che, riducendo suo padre, grande capo indiano, in un ubriacone, aveva fatto sentire sconfitto pure lui; ma rendendosi conto che si può provare a vincerla, contrasta i condizionamenti ricevuti e prova quella felicità che prevede una certa enkrateia socratica dove lui deve fare la sua lotta per riprendersi la forza e la volontà di pensare e agire.

In queste distopie possiamo dire che finché non si riesce ad immaginare che l’ordine costituito non è equo, né inevitabile, nessuno si può impegnare al cambiamento. Per il Sistema, la felicità è intesa soltanto come divertissement, una felicità ad interruttore, studiata per regredire l’individuo ad uno stadio infantile. Il “paese dei balocchi”, che crei dipendenza, appaghi i sensi, e distolga dall’avere una visione consapevole su come stanno le cose. In Brave New World, pro bono pacis, vengono distribuite le pastiglie di droga, incoraggiati tutti i divertimenti specie quelli sessuali; in Fahrenheit oltre alle pastiglie si aggiungono gli insulti programmi televisivi a togliere la capacità deduttiva, e le pericolose corse in macchina. “Gli esseri umani vogliono la felicità, non è vero? Ebbene, non l’hanno forse? Non li teniamo in continuo movimento, non diamo loro ininterrottamente svago? Non è per questo che in fondo viviamo? Per il piacere e i più svariati titillamenti? E tu non potrai negare che la nostra forma di civiltà non ne abbia in abbondanza, di titillamenti…”(Fahrenheit) “Siete condizionati in modo tale che non potete astenervi dal fare ciò che dovete fare. E ciò che dovete fare è, nell’insieme, così gradevole, un tal numero d’impulsi naturali sono lasciati liberi di sfogarsi, che veramente non ci sono tentazioni alle quali resistere. E se mai, per mala sorte, avvenisse in un modo o nell’altro qualche cosa di sgradevole, ebbene, c’è sempre il SOMA che vi permette una vacanza, lontano dai fatti reali.”padroni del proprio corpo, soprattutto padroni del proprio intelletto, delle sue possibili debolezze che potrebbero essere usate per vincerti. (Brave New World)         “Siete felice?” è la domanda dalla forza tellurica devastante che fa Clarissa a Montag inFahrenheit.

Le tecnologie e il loro potere di controllo sull’educazione non vengono sottovalutate. InQvsndc appaiono due mass media: il giradischi, che diffonde musica allegra e ad alto volume per tutta la giornata, per tutti i giorni dell’anno, di cui lo scopo ricorda quello deijngles martellanti del “Dentifricio Denham” nella sotterranea in Fahrenheit, ovvero rattrappire il dialogo permettendo tutt’al più lo scambio dei semplici convenevoli; e il televisore, dall’uso rigorosamente regolato dal Regolamento. La Grande Infermiera insiste sulla musica assordante come valore sociale perché è “democraticamente” udibile a tutti, compresi i duri d’orecchio. Questo “bene”, come gli altri, è pronta ad ottenerlo con amorevoli cure se verranno accettate e con la violenza se sarà necessario. In antitesi, l’uso che McMurphy pensa e suggerisce di fare della Tv: la pantomima dei malati rivolti verso il televisore spento, che fingono risa, pacche sulla schiena e bisboccia, recitando ciò che succede notoriamente tra amici che guardano i campionati di baseball risulta inammissibile alla Grande Infermiera, perché lì ci si deve sentire dei paria, indesiderabili anche fra loro, per contribuire all’atmosfera di dubbi e sospetti a lei cara; mentre così sembrano camerati, amici che potrebbero anche coalizzarsi contro il nemico comune. Analogo è il contenuto dei media in Fahrenheit e Brave new world, e cioè di bassissimo livello intellettuale. Il cinema odoroso, percettibile anche all’odorato, trasmette, nel romanzo di Huxley, perlopiù film con atti sessuali. La strategia socioculturale del Potere per Huxley è che i media mostrino persone felici e svagate, in modo che gli spettatori si convincano della piacevolezza di quei comportamenti e li accettino come norme per vivere in società. Il Potere ha bisogno di una popolazione distratta da cose superficiali. L’addomesticamento della popolazione è particolarmente sottolineato nel romanzo di Huxley. Helmholtz, che insegna “Tecnica Emotiva Superiore”tenendo un corso dal tema “Dell’uso dei versi nella propaganda morale e nella pubblicità”, arriva al conflitto con le autorità perché scrive cose che potrebbero far meditare chi li ascolta.In Fahrenheit il discorso mass media è più articolato dato che la trama si gioca sulla contrapposizione fra immagine e scrittura. La moglie tipo di questa società si muove con auricolari nelle orecchie, “e un oceano elettronico di suoni, di musica e di parole, che veniva, veniva a battere sulla spiaggia della sua mente insonne”, e recita davanti all’enorme televisore la parte mancante della commedia dalla trama inconcludente. Così si spezzano i legami con la realtà; in modo che non distinguendo più realtà e finzione, mancando degli strumenti per scoprire le menzogne, ci si adegui a ciò che la Tv mostra. Lo schermo evoca un mondo che meglio della realtà, risponde ai bisogni degli spettatori che possono evitare esperienze reali che potrebbero affliggerli.

Annah Arendt scrisse che il grande trionfo dal punto di vista cognitivo del totalitarismo è il non poter più essere accusato di mentire, perché la sua comunicazione è talmente torbida dal riuscire ad abolire l’idea stessa di verità. I personaggi di questi tre romanzi vivono appunto in delle comunità irreali, in un clima di violenza materiale, terrorismo psichico e intimidazioni morali. L’apertura e il rispetto verso il pensiero dell’altro vengono vietati per legge, attraverso la metafora del libro (“dietro ad ogni libro c’è un uomo. Un uomo che ha dovuto pensarli”). I libri non hanno niente da dire, mentre “Il televisore è reale, è immediato, ha dimensioni. Vi dice lui quello che dovete pensare, e ve lo dice con voce di tuono. Deve aver ragione, vi dite: sembra talmente che l’abbia! Vi spinge con tanta rapidità e irruenza alle sue conclusioni che la vostra mente non ha tempo di protestare di dirsi: “Quante sciocchezze!” (Brave new world) In città si vota per gli uomini politici più belli ed eleganti non per quelli che propongono cose che si fatica a capire ma per chi intrattiene con semplici slogan e larghi sorrisi. I libri – cioè ciò di cui sono simbolo – possono essere confutati con la ragione, gli slogan solo con i tamponi di gomma nelle orecchie. Si scopre allora chela libertà coincide con la propensione al pensiero critico.La prima collocazione della libertà è quindi la mente, e il suo agire è l’esercizio della propria facoltà razionale. “Forse hanno ragione loro, forse è meglio non guardare in faccia le cose, correre a divertirsi. Non so. Mi sento colpevole” “No, non devi! Se non dovesse esserci la guerra, se ci fosse la pace nel mondo, ti direi: Magnifico! Corri a divertirti! Ma, Montag, non devi ritornare a essere semplicemente un milite del fuoco. Non tutto è a posto nel mondo…” (Fahrenheit)

All’inizio del romanzo, presago di quanto sarebbe accaduto è il cielo, solcato da rumorosi bombardieri che sfrecciano per una imprecisata destinazione. Per non turbare lo status quo del sistema politico i media ne danno la notizia en passant. “La guerra è stata dichiarata” avverte distrattamente la Tv per poi continuare con l’avvincente diretta dell’inseguimento a Montag. C’è bisogno di mostrare a tutti la cattura e l’uccisione del nemico della società. Solo che in realtà Montag è già in salvo fra i ribelli ed è un poveraccio qualunque la vittima sacrificata all’audience. Nel romanzo la TV è il veicolo principale della comprensione sul mondo, ma  la conoscenza creata dai media è proprio quella funzionale agli interessi del gotha, che vuole detenere il monopolio su informazioni vitali. Montag si interroga: “E’ perché siamo così ricchi e il resto del mondo è così povero e a noi non importa nulla che lo sia? Ho sentito strane voci circolare; il mondo sta morendo di fame, ma noi siamo ben pasciuti. E’ proprio vero che mentre il mondo stenta e suda, noi balocchiamo, giochiamo? E’ per questo che siamo tanto odiati?” (Fahrenheit), cominciando a capire che in fondo l’umanità è il modo di trattare con rispetto gli uomini. La conseguenza del non aver avvertito le persone del pericolo che incombe è irrimediabile: E la guerra cominciò ed ebbe fine nello stesso istante. La città sembra un sacco di farina rovesciata. Non esiste più” E dopo un lunghissimo silenzio: “Sarei curioso di sapere, quanti erano coloro che se l’aspettavano? Quanti sono stati colti di sorpresa?” (Fahrenheit) In un colpo, gli uomini della città sono stati annientati.

Ma è in tutti e tre i romanzi che è in gioco l’umanità, la natura umana in quanto tale. Interpretando i racconti non solo come anti-utopie ma anche comeBildungsroman, si segue il cammino formativo che i personaggi (Helmholtz, Montag, l’Indiano) percorrono per la conquista della loro libertà. Sono coloro che riescono a far evadere il loro pensiero carcerato da un certo tipo di potere esercitato sugli individui tramite l’educazione, la persuasione, il condizionamento. La rivelazione conclusiva è che la libertà si conquista ribellandosi allo stato di cose che ci tiene legati. Diventare padroni del proprio corpo, soprattutto del proprio intelletto, delle debolezze comprese comprendendo che tenteranno di usare queste per vincerci. L’amicizia è la chiave dei tre personaggi vincenti. L’amicizia che, come massima espressione della reciprocità vuole la libertà dell’altro. Da soli la lotta sarebbe risultata improba ma ognuno dei tre trova nei rispettivi romanzi, la convinzione della necessità di un agire contro il Potere, sostenuto dalla volontà di un amico. Chi esce dalla caverna di Platone non può più interpretare le ombre che prima vedeva e gli altri continuano a rimirare, come fossero la realtà perché loro le riconoscono come interpretazioni bizzarre del vero stato delle cose. Però potrebbero anche fare proseliti fra i loro compagni, ed ecco che in Brave new world i dissidenti vengono ostracizzati verso qualche isola, in modo che le loro idee non possano inquinare il Sistema; in Fahrenheit i non soddisfatti dall’ortodossia del Sistema possono farla franca, è sufficiente che i mass media convincano la popolazione della loro punizione. In Qvsndc l’indiano solleva il quadro di comando, lo stesso usato da McMurphy quando aveva cercato di insegnare che bisogna almeno provarci, e lo scaglia attraverso la rete metallica della finestra per fuggire. Nel romanzo è detto che nessuno si darà la pena di inseguire chi fugge da lì.

La questione di fondo in queste distopie è: osservanza perfetta della Legge imparata a slogan memorizzati, o cercarne di capire lo scopo, gli ingranaggi, imparare a dubitare ? Imparare a coltivare un’autocoscienza sebbene il Potere si impegni a vietare il pensiero razionale? Non è un caso che in Qvsndc, l’unico che si dimostra sano di mente finisca lobotomizzato, e solo l’Indiano, fingendosi muto, con una certa dose di incoscienza, riesce nella fuga verso la libertà. Morale della favola, anzi di tutte e tre… E’ giusto opporsi ad ogni rischio di totalitarismo, perché, un certo tipo di Potere, per interessi suoi, tende a non mostrare mai il vero volto delle cose che ci circondano. E’ saggia la ribellione quando si scopre che la dignità umana non viene rispettata anche se ciò vuol dire scontrarsi con chi ha l’appannaggio del Potere.

Io qui ho trattato tre famose narrazioni. Storie inventate quindi. Ma se il mondo – come dice Donna Harawayè un dialetto chiamato metafora….

ivy

 

questo mio articolo era stato anche pubblicato su LucidaMente ucidamente.com con questo stesso titolo

qualc1  Kesey Ken – Qualcuno volò sul nido del cuculo (qui il libro)

Ray Bradbury – Fahrenheit 451 – qui il libro nelle varie edizioni –
Mondadori – collana Oscar classici moderni – anno 2000

Mondadori – collana Classici Chrysalide – anno 2013

Mondadori  – collana Flipback – anno 2015

Mondadori – anno 2015 (brossura) 

 

 

brave  Huxley Aldous – Mondo nuovo-Ritorno al mondo nuovo (qui il libro)

Brave New World – film, 1980 diretto da Burt Brickerhoff qui visibile su you tube

Brave New World – film, 1998, diretto da Leslie Libman e Larry William qui visibile su vimeo 

 

 

ivy